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Goodbye Sir William

 

Sir William Jacob Malcolm Lowridge Thamerider of Nottingham the Eleventh

maggio 2010 – 22 aprile 2012

 

   Lo trovò mia mamma passeggiando nei dintorni. Era sporco e scarruffato, e aveva una strana escrescenza all'altezza dell'intestino. Pensavamo fosse un tumore o qualcosa del genere, sembrava parecchio acciaccato. La veterinaria la pensava allo stesso modo. "È vecchio", disse, "non so se campa tre giorni, non vi ci affezionate". Mentre parlava con mia mamma, Sir William si accucciò in un angolino e cacò via il "tumore", che si rivelò un seme di girasole. Portato a casa, pulito e pettinato sembrava un altro. Più avanti scoprimmo che faceva parte di una cucciolata di criceti avuti da un nostro vicino, e che probabilmente era scappato gettandosi dal terrazzo. Altro che vecchio, era appena nato!

   Sir William Jacob Malcolm Lowridge Thamerider of Nottingham the Eleventh è sempre stato molto calmo e buono, che è abbastanza strano per un criceto. Era inevitabile che ci affezionassimo, troppo buffo e simpatico per lasciare freddi o distaccati. L'ha reso a Madre Natura una bronchite causata probabilmente da qualche spiffero o variazione di temperatura. Troppo delicate queste creaturine per le inclementi bizze climatiche di questi giorni.

   L'abbiamo sistemato accanto a Tarta e Rughetta. Spero che sia stato bene con noi.

Ospedale… se non stai male, ci pensiamo noi!

   Dal parcheggio all'ingresso dell'ospedale sono circa 200 metri. Si arriva alla reception, dove si trova anche il bar. Due o tre anni fa l'ospedale decise di rompere ulteriormente i coglioni a tutti, obbligando a fare l'accettazione mezz'ora prima di qualsiasi attività ospedaliera. Siamo nel terzo millennio, c'abbiamo microchip e software ultrafighi che ci escono pure dal culo, però nei luoghi dove l'informatizzazione farebbe davvero la differenza migliorando tempi, efficienza e di conseguenza la qualità della vita di tutti, decidono di ignorarla completamente. L'accettazione la devi fare allo sportello dell'accettazione, e consiste in un FOGLIO DI CARTA su cui un impiegato SCRIVE A MANO, con una PENNA A SFERA l'orario di arrivo del paziente.
   Tuttavia, non posso ancora farlo. Sono le 7:30, è troppo presto: lo sportello è chiuso. Mi faccio circa un chilometro di corridoi e scale Escheriani che si avvitano su loro stessi allungando il percorso senza motivo – certo, non considero che il rompere i coglioni alla gente sia un motivo sufficiente, oltre che divertente – e arrivo al centro diabetologico. Aspetto una buona mezzora, tempo più che sufficiente per percepire i morsi del digiuno, la pesantezza del sonno e la disperazione della morte.

   Tocca a me. Prelievo del sangue. È mia consueta precauzione usare il lettino per non lasciare che le esili infermiere siano costrette a prendere al volo settanta chili di carne prima che cadano a terra svenuti, ma il lettino è occupato. Va bene, facciamolo sulla poltrona. Nel braccio destro non si trova la vena, per quanto l'infermiera ravani con l'ago come un bambino con la paletta sul bagnasciuga. Tutto bene Obi? Come no, datemi un minuto prima di bucarmi pure l'altro braccio.
   Ok, fatto. Posso andare a fare l'accettazione intanto, così risparmio tempo? No, aspetta che tanto tra poco tocca a te fare gli esami strumentali. Va bene.
   Passa un altro trancio di tempo che sarebbe ovviamente stato sufficiente a fare l'accettazione. Vabbè.
   Oh ciao Obi, sai adesso non facciamo più l'elettrocardiogramma qui, magari fallo in privato e portaci i risultati, ok? Ok, oppure facciamo senza, eh? Mica per niente, ma una volta quando venivo al controllo diabetologico nel corso di una mattinata facevo cardiogramma, biotesiometria, visita medica completa, conteggio dei peli sul petto, cambio dell'olio e revisione di tutti gli organi aggiuntivi da Space Marine; subito a ruota c'era l'ambulatorio con il dottore, che era sempre lo stesso e conosceva la mia storia medica e personale. Adesso mi fate due esami in croce tirati via perché c'avete fretta e l'ambulatorio con il medico di turno (che cambia ogni volta ed è solo vagamente in grado di associare la mia faccia al mio nome) me lo fate fare in un altro giorno. Fottesega, sono un vagabondo bamboccione disoccupato, i miei giorni sono a vostra disposizione… Ma uno che lavora che cazzo deve fare, che tra l'altro fino a qualche anno fa il permesso lo firmavate valido per tutta la giornata, e ora invece può coprire solamente il tempo in cui si è rimasti fisicamente all'interno dell'ospedale? Uno che lavora molto lontano da casa o dall'ospedale cazzo fa, gli tocca buttare una mattinata di ferie perché vi gira così? Vabbè.

   Adesso devo andare all'accettazione, non prima però di aver fatto colazione e aver fatto scorta di insulina alla farmacia interna.
   Per il bar non c'è problema, è accanto all'accettazione. La farmacia interna è un altro discorso. Ponendo l'accettazione (A) al centro dell'ospedale e il centro diabetologico (B) al punto più a oriente possibile, è solo una conseguenza logica che la farmacia interna (C) si trovi più a occidente possibile. Ecco quindi un altro chilometrazzo di corridoi da fare. E oggi mi va anche bene che non c'è fila, di solito ci si sbarba come minimo un'altra mezz'ora. Per smaltire la frustrazione, cerco di immedesimarmi in uno che è davvero malato, o un anziano, costretto a fare questa inutile e intollerabilmente stupida maratona.
   Riprendendo il discorso dell'informatizzazione, se a dirigere l'ospedale non ci fosse un comitato composto da babbuini e mufloni, forse nel 2012 potremmo fare tutto con i computer e un paio di schede di rete della Coop, invece devo passare di nuovo dall'accettazione a farmi firmare il foglio che mi hanno dato al centro diabetologico, e quindi TORNARE DI NUOVO AL CENTRO DIABETOLOGICO a consegnarglielo a mano. Non ho dati precisi a portata di mano, ma credo che il sistema sanitario del Klondike nel 1848 funzionasse un po' più onestamente.

   Allego una mappa del luogo e degli itinerari. Scusate la rozzezza ma non ho avuto il tempo di farlo in scala.
   Ho cercato inoltre di mantenere uno stile grafico sobrio, appropriato al contesto della situazione.

 

   Andare all'ospedale per i soliti controlli è sempre un ottimo modo per mettere alla prova pazienza, compassione, forza, resistenza, amore, tolleranza, sopportazione.
   E capire che c'è ancora tanta, tantissima strada da fare.

Un, due, tre stella – il debutto

Leggi questo articolo per vedere i trailer della trasmissione e un riassunto degli ultimi 9 anni artistici di Sabina Guzzanti. Leggi quest'altro per vedere la notizia nella sua linea temporale originale.

Un, due, tre stella va in onda ogni mercoledì alle 21:10 su La7, e in diretta streaming su la7tv e youtube!

 

Cosa si fa dopo una guerra mondiale? Si ricostruisce.
Cosa si fa dopo un terremoto? Si ricostruisce (più o meno…).
Cosa si fa dopo quasi un ventennio di censura tv pseudo-legalizzata? Si ricostruisce, è logico.

E anche se i risultati non sono perfetti, anche se tutto non viene tirato su esattamente come si vorrebbe o come si dovrebbe, ce lo facciamo bastare, perché dopo la distruzione, l'ecatombe e la disperazione, ogni minimo gesto di speranza e volontà umana deve essere gratificato, oltre a essere gratificante.
Ci si stringe tutti vicino vicino, mano nella mano, intorno all'ultimo guizzo di tepore di una pallida candela senza più cera. In attesa di un cazzo di lampadario.

Sabina GuzzantiÈ la sintesi migliore che riesco a dare del nuovo programma di Sabina Guzzanti – Un, due, tre, stella – che ha debuttato ieri in prima serata su La7 (ovviamente. Una cosa per volta. Prima ci riappropriamo di un canale, poi più avanti magari anche della tv che sarebbe nostra di diritto, cioè quella pubblica). Insomma: si apprezza veramente tanto lo sforzo (ma veramente tanto, davvero, sono quasi commosso mentre lo scrivo), ma non si riesce a mettere a tacere il piccolo critico interno.
Sabina è stata lontana dalla tv per nove anni, e forse anche questo ha inciso un pochino sull'equilibrio deambulante del programma. Che però è assolutamente sperimentale e nuovo, e quindi giustifica qualche puntata di assestamento. Non saprei dire con precisione se c'è già stato qualcosa di simile in passato… Non mi pare, ma le tenebre della tv modello Berlusconi hanno ormai rosicato quasi tutta la luce della mia memoria, quindi non so. Posso dire senza paura di smentita che Un, due, tre stella è il programma più originale degli ultimi cinque anni (da Decameron di Daniele Luttazzi, nel 2007, sempre su La7). "Originale" fa sempre rima con "geniale"? Magari.

Sabina Guzzanti +10 punti
Sempre più bella e sempre più brava, muta e si migliora costantemente. È chiaro che la maggior parte delle persone che aspettavano questo programma, aspettavano per lo più lei, e lei sta lì.
Attenzione, però, perché chi non ha seguito bene il suo percorso professionale potrebbe rimanere deluso. Non è più "solo" l'imitatrice di Moana Pozzi di "Avanzi"… Sabina ha sperimentato con successo le tecniche di giornalismo cinematografico alla Michael Moore nei suoi film "Viva Zapatero!" e "Draquila", ha fatto un film molto bello e tecnicamente interessante come "Le ragioni dell'aragosta" (di cui parlai all'epoca sul mio blog, CS ancora non c'era) e in generale è diventata praticamente un'attivista e una ribelle, cosa di cui ha più volte pagato lo scotto.
Inutile quindi aspettarsi da lei uno show esclusivamente comico-satirico.

Gag +3 punti
E infatti le gag sono forse le cose che convincono meno. Si parte con Monti, si prosegue con l'Annunziata e con la Colombelli. Sì, si ride, ma con i denti stretti, e c'è da rivedere un po' la scaletta, perché a volte certe gag sono pigiate a forza in momenti sbagliati della trasmissione (palese l'esempio della "candidata di centro-destra" in mezzo all'intervista con Fassina; semplicemente sbagliato).
Funzionano meglio altre cose, come "La banca della magliana" o il cartone animato della Tiwi.

Talk show N.C.
È difficile inquadrare Un, due, tre stella… Ci sono troppe poche gag per essere un programma di intrattenimento e basta. Sembra anzi piuttosto costruito sull'archetipo del talk show… Però è un talk show strano, prima di tutto perché c'è poco contraddittorio (calmi, ne parliamo tra poco), secondariamente perché nonostante l'importanza data alla cosa, scenografia e regia sembrano quasi voler "nascondere" gli ospiti, non sono riuscito a capire se di proposito o per disorganizzazione.
Il contraddittorio è qualcosa che ha sempre infastidito Berlusconi, e infatti da quando è andato al governo per la prima volta è sempre stata una delle sue battaglie private più importanti: impedire che gli altri potessero contraddirlo. Una delle prime leggi al riguardo fu la famosa par codicio, che in teoria doveva riguardare solo il periodo elettorale ma che, come una malattia, nel corso del tempo è diventata una "norma" accettata e condivisa, tant'è che oggi non siamo più abituati a vedere un programma in cui un tizio esprime un concetto senza che ci sia un altro tizio che lo contesta.
La sensazione è strana e diversa, ci si deve abituare. Il talk show di Sabina è quasi tutto improntato così. Ospiti della prima puntata un giurista (Ugo Mattei), un economista (Andrea Fumagalli) e un giornalista (Giulietto Chiesa) che sono sostanzialmente tutti d'accordo tra di loro.
Passato l'impatto iniziale, devo dire che è una cosa fresca… Riporta quasi alla memoria vecchie trasmissioni degli anni in cui in televisione c'era più libertà. Bisogna riabituarci a questa sensazione.
Detto questo, l'intento dichiarato era fare "un programma di satira e approfondimento insieme" e ancora "l'impressione recente è che in TV si parli tanto ma non si capiscano mai bene le cose. [...] Noi vogliamo fare domande vere e pretendere una risposta vera e chiara".
Ci sono riusciti? Mah, sicuramente non del tutto: purtroppo l'idea di fondo alla "mi manda raitre" è forse semplicistica… È difficile che certi argomenti si possano semplificare oltre un certo punto. Il risultato della trasmissione, sinceramente, mi è sembrato spesso confuso e mi ha lasciato perplesso.

Ospiti politici -10 punti
La politica si rimangia tutti i punti regalati in partenza da Sabina. Diciamolo chiaramente: non ne possiamo più. Non è possibile discutere con i politici, questo è un dato di fatto. La politica oggi è un mostro aberrante e deforme che segue (il)logiche e dinamiche sue, lontane parsec dalle necessità della popolazione non politica.
Sabina era stata "aiutata" dai politici stessi – che non volevano venire in trasmissione – ma alla fine è riuscita ad avere Fassina (PD). Non si è nemmeno comportato male, ma la sua sola presenza ha calato una patina di tristezza e noia sull'intera trasmissione. Davvero una brutta parentesi, spero di non vedere altri politici nelle prossime puntate.

Conduzione -3 punti
Sabina presentatrice funziona a tratti. Troppe incertezze e tempi morti, il pubblico moderno è spietato e pretende la perfezione, abituato a un ritmo serrato che tuttavia spesso nemmeno riesce a seguire. Va bene la ribellione, ma bisogna anche sapersi esprimere in base ai tempi in cui ci si espone e con il linguaggio comunemente accettato. Niente che Sabina non possa imparare mentre lo show procede, comunque.
L'idea del "conduttore automatico" poteva essere simpatica due o tre volte, ma stufa subito, anche perché riporta alla memoria il triste "comitato" de "I fatti vostri". Una cosa da limitare se non rimuovere del tutto.

Regia +3 punti
Sono stato largo, perché per essere completamente sinceri, c'è qualcosa che non va nella regia di Michele Mally ("L'infedele"), soprattutto nel suo dialogo con la scenografia. Dicevo prima dell'importanza della componente talk show… Eppure quando sono inquadrati, gli ospiti sono illuminati male, rimangono in ombra, relegati in un angolo dello studio con un fastidioso albero a fargli da quinta troppo ingombrante. Quando arriva Fassina, il controcampo degli altri ospiti non può essere ripreso dalla posizione in cui si trovano, per cui sono costretti ad alzarsi in piedi, spostarsi alla luce e… Rimanere appesi lì, perché non è prevista una scenografia per farli accomodare. Insomma, una roba un po' amatoriale, per non dire da dilettanti. C'è molto da lavorare, anche se in quasi tutti gli altri casi c'è fantasia e abilità.

Michael Moore +3 punti
So che a molti ha ormai rotto le palle, ma il furbissimo regista di "Bowling a Colombine", "Fahrenheit 9/11", "Sicko" e dell'ultimo "Capitalism" è una delle voci più interessanti del panorama controculturale moderno. Ogni tanto fa bene sentire cosa sta facendo.
Sabina lo ha conosciuto durante le riprese del suo "Viva Zapatero!" e sfrutta l'amicizia con successo e utilità.

Nuovi volti +3 punti
Sabina porta in tv giovani autori che ha conosciuto durante la sua occupazione del teatro romano da cui trasmette. Due comici sotto i 30 (Saverio Raimondo ed Edoardo Ferrario) che non sarebbero nemmeno male, ma a cui credo manchi l'"X-factor". La sensazione che lasciano è proprio quella di trovarsi alla "Corrida" o allo "Zelig". Però se nessuno desse loro possibilità sarebbe peggio, quindi tre punti per l'iniziativa.

Stacchetti hip hop -5 punti
Non ci siamo proprio. Brutti, brutti, brutti, ridicoli. Se proprio ci devi mettere qualche pseudo artista sconosciuto, scegline di migliori, c'è l'imbarazzo della scelta. Personalmente preferirei una scelta simile a quella di Serena Dandini (a "Parla con me" prima e "The show must go off" poi), ma se non te lo puoi permettere almeno evita gli sfigati alla Trucebaldazzi. Veramente una tristezza immensa.

Caterina Guzzanti +10 punti
La più piccola della famiglia si è costruita una solida carriera di comica ma anche di attrice ("Boris"), ed è ormai una certezza di cui si sono accorti entrambi i suoi fratelli, che infatti se la contendono continuamente (Corrado se l'è portata dietro nel suo ultimo spettacolo teatrale, di cui abbiamo anche parlato).
Semplicemente bravissima.

Nino Frassica +5 punti
Avevo un po' di pregiudizi su questo comico che non ho mai apprezzato granché, e sono felice di potermeli rimangiare. Frassica porta al programma due personaggi strampalati dotati di un umorismo semplice, ma in realtà anche molto attuale, dato che ricalca il surrealismo tanto amato ne "I Griffin". Mi ha fatto venire voglia di andare a ricercare cosa faceva Frassica venti anni fa per vedere se era un genio incompreso da riscoprire.

Sabina Guzzanti prepara Mario MontiVerdetto finale: 19 punti.
Ma non vi dirò su che scala.
Non lo farò perché non si può giudicare un programma del genere con la matematica, che vi piaccia o meno.
Un, due, tre, stella ha battuto la champion's league con il 5% di ascolti, più del doppio del nuovo programma della Dandini, che è un buon valore rispetto alla media di La7, che sta intorno al 3%, ma non arriva nemmeno vicino all'8% di debutto del Decameron di Luttazzi (che aumentò nelle successive puntate).
Su internet vedo che la reazione generica è di smarrimento e confusione. C'è chi l'ha denigrato (come Aldo Grasso) su basi quasi esclusivamente tecniche (e un po' umorali), e chi invece si è espresso in spudorati commenti estatici che trovo poco veri e soprattutto poco utili.
Temo che ognuno di voi debba valutare con mano, perché potenzialmente questo programma potrebbe diventare una bomba o anche un pessimo flop. Ma potrebbe persino rimanere un programma "meh", senza grossi picchi né in alto né in basso. Vedremo cosa saranno in grado di fare, seguendo con grande interesse.
Senza dubbio è qualcosa di nuovo e azzardato, il primo mattone posato sulle rovine di una città distrutta. Per posare quel mattone serve sempre molto coraggio, forza di volontà e capacità di vincere l'imbarazzo di rompere il ghiaccio. Quando poi tutti cominceranno a mettere il proprio mattone diventerà la normalità e nessuno si ricorderà più della forza di Sabina Guzzanti.
Ma intanto questo mattone l'ha posato.

Sito ufficiale su LA7
L'intera prima puntata online, su LA7tv
Pagina Facebook del programma e di Sabina Guzzanti.

I trailer di Game of Thrones

     Io tendenzialmente resisto abbastanza bene all'hype, ma questi trailer continui mi stanno veramente uccidendo.

Three great men. A king, a priest and a rich man. Between them stands a common sellsword. Each great man bids the sellsword kill the other two.
Who lives? Who dies?
Power resides where men believe it resides.
It's a trick, a shadow on the wall.
And a very small man can cast a very large shadow.

 

 

 

I will hurt you for this. A day will come, when your joy will turn to ashes, and you'll know the debt is paid.

 

La canzone stupefacente è di Florence + The Machine.

Un aspetto interessante dell’Equilibrio.

     Anche se viviamo in tempi in cui i valori si sono completamente ribaltati,

     l'Equilibrio si trova comunque al Centro.

     La strada è sempre la stessa.

 

     Posso dirlo meglio.

     Anche nel Caos
     la strada è la stessa.
     Cerca il Tao.