La teoria del nulla

Pubblicato il 18 gennaio 2015
Tempo di lettura stimato: 3 minuti.
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La teoria del tutto Ho letto solo un libro di Stephen Hawking. Non il suo bestseller Dal Big Bang ai buchi neri, ma il più recente “sequel” L’universo in un guscio di noce. Ci ho messo sei mesi, e probabilmente ho capito meno di un sesto di quello che c’è scritto. Una cosa però l’ho capita: Hawking è una di quelle persone impossibili da buttare giù; una persona solare e allegra, pragmatica e pratica; un buontempone a cui piace ridere e scherzare; una persona “positiva”, come si dice (e nel libro è lui stesso che si definisce positivista). Nel libro trapelano di continuo battute, aneddoti, esempi e immagini divertenti e simpatiche prese in giro al suo collega e amico Kip Thorne (quello che ha seguito Nolan per il suo Interstellar).

Il torto più grande che si può fare a una persona del genere – a mio avviso – è fare un film su di lui e renderlo triste e noioso.

Guardandolo, mi sono proprio mangiato le mani, perché gli aspetti tecnici sono tutti soddisfacenti. La fotografia è bellissima e piena di belle idee, la regia è solida e precisa, gli attori sono tutti fantastici (Redmayne si merita l’oscar, Felicity Jones dà la cocente prova di non essere solo una gnocca paura), epperò, maremma maiala, la sceneggiatura è un disastro, non narrativamente quanto concettualmente.

Il film è basato sul libro (auto)biografico della ex-moglie di Hawking, Jane, e forse questo spiega le cose.
Fermo restando che una delle cose che ho apprezzato di più del film è proprio il personaggio di Jane, che a un certo punto sembra diventare la protagonista della vicenda, ho trovato davvero criminale fare un film su Hawking e soffermarsi sul suo incredibile lavoro scientifico per non più di un minuto in tutto il film.

Si parla di astrofisica, fisica quantistica e relatività, non di tabelline, va bene: ma c’è modo e modo di far capire l’argomento agli spettatori. The imitation game, l’altro film basato su un nerd uno scienziato (Alan Turing) uscito parallelamente a questo, è riuscito con grande abilità ed equilibrio a parlare sia delle vicende personali sia dei suoi conseguimenti tecnologici. La teoria del tutto non ci prova nemmeno. Con queste premesse, avrei reso Felicity Jones/Jane Hawking l’effettiva protagonista del film, e avrei messo Hawking ancora più sullo sfondo, tanto dal film pare che sia un imbecille (la sua frase ricorrente è “mi sono sbagliato”). Una scommessa che non si sono sentiti di fare, evitando di investire su un’attrice che è ancora pressoché sconosciuta. Peccato, perché l’avrebbero vinta.

Insomma, questo film è un noiosissimo polpettone romantico, un documentario sul decadimento fisico di una persona affetta dalla malattia del motoneurone, che è Stephen Hawking ma poteva anche essere Pinco Pallino, quanto a rilevanza nel film.
Un polpettone noioso e triste, ma davvero bello da vedere, perché realizzato con un’ottima tecnica e – lo ripeto ancora – con delle interpretazioni eccezionali.

Si concentra insomma più sul fisico del fisico invece che sulla sua fisica. Sapevatelo.

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Sangue Antico – la mia storia dei 4hoods

Pubblicato il 14 gennaio 2015
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I 4hoods sono un progetto di Roberto Recchioni che mi ha intrigato fin da subito.
A giugno ho scritto questa storiella… C’è voluto un po’ per trovare un disegnatore, come al solito :crasd:
In attesa che il Rrobe faccia l’annuncio del fumetto ufficiale dei 4hoods, beccatevi queste due tavole.
L’artista è l’eccezionale Giulia D’Urso, la traduzione del francese è di Sara Corradin.

Ed ecco degli work in progress ^__^

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Recap 2014

Pubblicato il 1 gennaio 2015
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Questo decisamente è stato l’anno di Misantropia. Da febbraio ho cominciato tutta una serie di iniziative e promozioni per riuscire a fare la campagna crowdfunding a ottobre. E poi non l’ho fatta . C’è un motivo più che ragionevole, ovviamente, e spero di poter tornare al lavoro nei primi mesi di questo nuovo anno, dopo due mesi di paziente inedia.

È stato anche l’anno di Film Kitchen, che sta andando in onda a diritto da settembre, da quest’anno addirittura sulle frequenze FM di Radio Rosa. La redazione si è allargata e il programma – che non è solo un programma ma anche un’associazione, che presto comincerà a fare cose nuove – sta cominciando ad avere una struttura davvero imponente e solida.

C’è poi il discorso del videogioco, che al momento sta procedendo piuttosto lentamente, ma che non è ancora chiuso del tutto.

Infine, la mia cartella “Best of 2014“. Era partito un po’ lento, per quanto bene, ma alla fine quest’anno è stata una bella scorpacciata di robe gradevoli. GG 2014!

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Che ha sto sito?

Pubblicato il 29 dicembre 2014
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memeokaycryHo cambiato provider. Questo costa meno ma ha delle noticine scritte in piccolo (o in diagonale come in Mario), per cui di fatto il sito è stato down praticamente per tutto l’ultimo mese. Ciò è dovuto principalmente alla massa senza fine di spam e attacchi vari che ricevo da anni, cioè da quando un simpatico plugin/trojan mi ha abbonato al servizio di spam mondiale prima che lo scovassi e lo eliminassi. Mi arrivano decine e decine di messaggi di spam il giorno e, finché ero sul server gestito dai miei amici, hanno sempre trovato il sistema per tenermi su il sito quasi sempre senza che ciò distruggesse tutto il resto del loro server ( :crasd: ); ora che sono da privati, la cosa non funziona più, quindi o sgancio altri quattrini, o trovo il sistema di alleggerire il sito (in particolare gli accessi al database).

Quindi (tl;dr): ho messo l’obbligo di registrazione al sito e la necessità di avere almeno un post approvato per poter commentare. Se volete darmi una manina con questo test, per favore commentate questo post sia da Facebook che dal sito stesso (per registrarsi bastano venti secondi, orsù). Vediamo che succede.

Ah, se il sito va down, ripassate dopo un’oretta e dovrebbe essere tornato up. Purtroppo la situazione attuale è questa. ¡Gracias!

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Offerte Delos

Pubblicato il 8 novembre 2014
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Sul sito di Delos c’è un offerta del 50% sui libri usciti fino a dicembre 2012. Questo comprende il mio esordio letterario, ovvero 365 racconti erotici per un anno, che comprende il mio racconto La schermaglia.

365 racconti erotici per un anno

 

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Planet Earth is blue, and there’s nothing I can do

Pubblicato il 9 ottobre 2014
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Suonare Bowie è una cosa che tutti gli strimpellatori di chitarra dovrebbero fare.
All’inizio ti foghi, perché pensi di stare riuscendo a suonare una sua canzone e, diamine, non è nemmeno tanto difficile, che ci vuole. Dalla seconda strofa in poi stravolge tutto e ti fa capire che sei una mezzasega.
Rimetti la chitarra a posto, vai a piagnucolare su facebook di quanto sei mezzasega, e ti riascolti gli originali una ventina di volte, pieno di rinnovata meraviglia.

Tab+Lyrics

 

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Dylan Dog 337 – Il nuovo corso

Pubblicato il 1 ottobre 2014
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DyD337 Spazio ProfondoNe hanno parlato cani e porci, bene e male, estenuantemente, quindi non mi dilungo e dico solo quello che non ho visto scritto molto in giro.

“Spazio Profondo”, il DyD 337 che inaugura ufficialmente il nuovo corso della testata, È DIVERTENTE.

Divertente in senso lato, come intendevo nel post su Misantropia: intrattiene, ti cattura, ti fa venire voglia di sfogliare la prossima pagina.

Avevo criticato pesantemente la storia di Sclavi in cui Dylan non era il protagonista, e quello che ho scritto nel 2006 è ancora valido, ma non si applica alla storia di Recchioni. Senza spoilerare, posso solo dire che la cosa è molto diversa e – più semplicemente – nel secondo caso funziona alla grande senza tradire il personaggio, nella prima, no.

Spazio Profondo è una storia strana, diversa, piena di idee e di fantasia, che cambia le regole con leggerezza (e al contempo, forte competenza). È un divertissement, una variazione sul tema, e io adoro le variazioni sul tema.
Le lievi incongruenze e le situazioni paradossali – cose che nel vecchio corso sarebbero stati dei difetti – qui diventano dei punti di forza. In questa storia si respira un’aria frizzante, una voglia di cambiare, di non prendersi troppo sul serio (nonostante poi abbia anche un sottotesto metaforico notevole).

Se cercate il vecchio Dylan Dog, per quanto mi riguarda, ve ne potete andare a******** e abbonarvi al nuovo maxi “Old Boy”. Il nuovo corso comincia veramente bene e sono davvero ansioso di vedere come andrà avanti (incrociando le dita per la storia della Barbato).

Non ero spaventato da questo cambiamento, perché pensavo che semplicemente non potessero fare peggio degli ultimi anni, ma questo numero – pensato così, impostato così – mi ha messo davvero l’ottimismo addosso. Adesso sì che rischio di rimanere deluso. :P

Procuratevelo, e appropinquatevi alla sua lettura senza aspettative. Che poi è sempre stato e dovrebbe tornare a essere il modo corretto per leggere Dylan Dog.

Link esterni per capire la situazione se avete vissuto sotto un sasso nell’ultimo anno.

 

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