Whine
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Cry more
E le giornate del cazzo le vedi dalla mattina
E hai dormito 4 ore e ti sveglia una voce che urla e piange, ed è tua mamma, e pensi "cazzo, è morto me pà che ieri stava male" e invece no
E invece è successo che a to mà gli hanno sfondato il vetro della smart e gli hanno inculato la borsa, gli zingari di merda davanti al cimitero
E non è tanto per i 70 euro, non è per le carte di credito, non è per i documenti, ma magari per la foto antica in bianco e nero sbiadita con i contorni sciupati che amavi tanto
E la pensi sventrata, stuprata da mani straniere, e allora dici, ma andate un pò a fare in culo zingari di merda
E il pomeriggio di domenica c’è il nonno, quell’ameba piuttosto rivoltante, e pensi cazzo, finisco così pure io, c’è scritto nel mio sangue, porca troia
E allora esci di casa e arrivi a votare alla scuola elementare che sta a 300 metri, ma porco cazzo di un maiale squartato, fa un caldo bestia e l’ossigeno ha fatto sciopero, e allora sudi e bestemmi, e più bestemmi più sudi perchè a Dio gli rompi il cazzo e allora arrivi a votare che fai schifo da quanto grondi sudore e fare il gentile ti riesce peggio, perchè se è caldo è colpa anche del tuo fottuto prossimo, gli possa venire un erpes in culo
E Bradbury consiglia agli aspiranti scrittori di scrivere qualcosa di decente tutti i giorni, ma a me oggi girano proprio i coglioni e allora faccio passare il flusso, senno non piglio sonno, vaffanculo
E ieri c’era l’attimo fuggente, e tutte le volte che lo vedi scopri che gli attimi son già fuggiti, e allora ti girano i coglioni
E poi torni dall’edicola con l’audio libro di Stefano Benni che recita le parti dei suoi libri che sai a memoria, e vuoi condividere il momento con i tuoi, ma a loro non glie ne frega una segaccia nulla, e parlano di cazzi loro e di TIziano Terzani, potesse morì di tumore, ah no è già morto di tumore, meno male almeno non scrive altre stronzate
E allora ti pigli il tuo audio librino e lo metti nella libreria accanto ai libri di Benni e allora dici andiamo a vedere chi c’ è online, inizi a giocare e tutto va male e la gente sclera senza motivo e ogni motivo è buono per lamentarsi e incazzarsi e sarà il caldo sarà il fottuto karma di sta minchia ma oggi ti rompono proprio tutti i coglioni e nulla va bene, non funziona una sega e allora umanità implodi in silenzio e non mi bacare la minchia a me porca troia impestata
E poi c’è il lavoro, sta spada del fottuto damocle, possa morì di tumore, che ti spenzola sopra la testa, e ogni cosa che fai ogni cosa che dici conduce a quella spada perchè la tua vita passa proprio di lì e non puoi fare il giro o pigliare la scorciatoia
E tu ci provi moderatamente, e non funziona, allora ci provi di più e non funziona lo stesso, ma quante cazzo di email vi devo mandare per fare un cazzo di colloquio? Vi ho dato il cellulare, fallite se mi date un colpo di telefono voi brutti stronzi? E colloquio si scrive così o ci vuole pure la C?
E il conto in banca si assottiglia, e più si assottiglia più sogni di non farlo assottigliare più anzi di farlo ingrandire, e più sogni e più ti rendi conto di quanto sei lontano da quei momenti, e più te ne accorgi più ti disperi, più ti caghi in mano, più ti deprimi, più ti incazzi, perchè dici: fanculo, il tempo della depressione è finito, ora piuttosto mi incazzo, ed è quello che fai, ti incazzi forte, ma parecchio forte, forte tipo da dire: ma vaffanculo, ora sono incazzato e voi andate a fare in culo, e se non sapete la strada vi ci accompagno io.
E poi scrivi tutto perchè sennà non pigli sonno, ed in effetti stai già meglio, ma tanto lo sai già mentre lo scrivi, che domani ti svegli e sei sempre nello stesso mondo dimmerda che c’era ieri, e allora andate tutti a fare in culo e non sapete la strada vi ci accompagno io.
Pubblicato il 26 giugno 2006, alle 2:23, in Streams of (un)consciousness.
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Commenti
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Mi sembra di leggere qualche post del mio blog. Fai bene, incazzati e fai del male, e fottitene. E vaffanculo. Commento di GrisoScritto il 27 giugno 2006, alle 2:06. |
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Hey, questo tuo racconto breve m’è piaciuto, ne farai anche una sceneggiatura? Scritto il 28 giugno 2006, alle 13:06. |
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Concordo anche io, il protagonista è troppo anale Scritto il 18 luglio 2006, alle 14:07. |
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E provare a giungere al freddo distacco che ti porta al pensiero “ma chi me lo fa fare di incazzarmi”, vivere da ameba per 3 settimane, staccandoti da WoW (dal tuo testo emerge che ci giochi/pensi troppo, caro mio), convincendoti che il mondo è esterno a te e ai tuoi cari, che voi siete il vostro mondo, e ripartire? Commento di EladarScritto il 24 luglio 2006, alle 22:07. |







So la strada…
Obìn
Scritto il 26 giugno 2006, alle 11:06.