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Profumo: odio avere sempre ragione.

Tempo di lettura 5:08 minuti circa.

Eh, dura la vita di chi ha sempre ragione.

Vabbè… Sboronate a parte, parliamo di questo film… Ve l’avevo accennato quali erano i miei timori. Si sono rivelati fondati.

Prima di tutto, è bene precisarlo:

QUESTO POST CONTIENE PERICOLOSI SPOILER SIA PER CHI NON HA LETTO IL LIBRO, SIA PER CHI NON HA VISTO IL FILM. PROCEDETE SECONDO COSCIENZA.

***

    Partiamo dall’estetica.
    L’attore per Grenouille è perfetto: anonimo ma con un volto particolare, scialbo o inquietante a seconda delle occasioni. I luoghi sono ricreati ad arte, un plauso agli scenografi: la sporcizia e la puzza, elementi chiavi della storia, sono resi concretamente meglio di quanto mi potessi aspettare. Lo stesso dicasi per i costumi e per la fotografia. E bon.

    La regia è buona, e a Tykwer va riconosciuta un’ottima idea: i dettagli montati veloci per dare l’idea dei profumi. Funzionano perfettamente e danno quel tocco di malattia mentale che nel libro è palese. Le inquadrature, i tagli e gli effetti sono quasi sempre efficaci, non si può proprio dire che non abbia fatto un buon lavoro.

    Quello che non funziona per un cazzo, e che invece purtroppo era la PRIMA cosa che doveva funzionare, è la sceneggiatura, tra l’altro scritta a sei mani. Vediamo chi l’ha scritta… Uhm… Lo sceneggiatore più "professionista" sembra essere Andrew Birkin. Ha scritto la Giovanna D’arco con Milla Jovovic; per il resto ha lavorato su film tedeschi, principalmente per la TV. Quello che ci ha messo lo zampino commerciale è probabilmente Bernd Eichinger, che infatti figura nel mondo cinematografico principalmente come produttore (indovinate di cosa? Esatto, film e serial per la TV tedesca!). L’ultima coppia delle sei mani sono dello stesso regista, Tom Twyker ("Lola Corre").

    Durante il mio primo anno al corso di scrittura creativa e sceneggiatura, il mio maestro, Nicola Zavagli, si soffermò un bel pò sul Narratore Esterno, le voci fuoricampo e altri trucchi del genere. Sono strumenti pericolosi, nati più per la letteratura, che è arte d’immaginario, che per il cinema, che è arte visiva. Lo sceneggiatore, se ne abusa e se non ne ha il pieno controllo, rischia di vederli ritorti contro la sua stessa opera.
    E’ quello che è successo in questo caso.
    Prima regola del Narratore Esterno : MAI, MAI, MAI, PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO il narratore esterno deve commentare quello che sta succedendo sullo schermo. E’ artisticamente una ripetizione, tanto poco tecnicamente professionale quanto fastidiosa per lo spettatore, pur cinofobo.
    Regola uno infranta più volte nel corso de "Il profumo".
    Seconda regola del Narratore Esterno : se si opta comunque per il narratore esterno, che il suo commento sia omogeneo e ben presente, per tutta la durata del film, in modo da creare un continuum narrativo.
    A metà de "Il profumo", il narratore scompare nel nulla, per fare capolino alla fine del film. Seconda regola infranta.
    Terza regola del Narratore Esterno, che però è più un consiglio: un narratore onnisciente che non si vede mai in faccia è poco consigliato, in quanto trova le sue origini, come già detto, nella pura letteratura, ed è poco adatto al cinema. Meglio usare un narratore visivo, che può essere uno dei protagonisti della storia (ad esempio si poteva optare per un racconto in prima persona di Grenouille, che avrebbe potuto chiarire ed espandere anche i motivi delle sue azioni), ma anche, all’estremo, un narratore completamente estraneo alla vicenda, ma che comunque compare nel film interpretato da un attore.
    Niente da fare, il trio letterario de "Il profumo" se ne sbatte anche di questo consiglio e piazza il doppiatore di Christopher Lee a leggere pari pari interi estratti del libro di Suskind.

    Il narratore spesso e volentieri dà proprio fastidio, viene voglia di strozzarlo. Fosse solo questo il problema della sceggiatura, potremmo accettarlo. Il fatto è che proprio tutto l’adattamento non riesce a stare dietro al romanzo di Suskind. La maggior parte dei dialoghi è trasportata pedissequamente dal libro, per cui tutto scorre tranquillamente, finchè non si cozza contro le scelte fatte dagli sceneggiatori. Battute fuori luogo, in un paio di casi quasi anacronistiche, spezzano le sensazioni che Suskind aveva dato, azioni male interpretate e forzatamente modificate senza apparente motivo smorzano o accellerano il ritmo originale, creando climax o noia dove non ci dovrebbe essere l’uno o l’altra.

    Perchè far "soffocare per sbaglio" (soffocare per sbaglio… Voglio dire… Già solo a leggerla, sta frase, vien da ridere, essù!) la prima ragazza, quando nel libro è così efficace, nella sua cinica freddezza, Grenouille che le spezza il collo appena lei si accorge della sua presenza?
    Perchè introdurre leggende egiziane per rendere concreta in tutti i modi la ricerca ossessiva di Grenouille (la "nota nascosta" nella tomba del faraone -_____- ma per favore!)?
    Perchè non tagliare la parte più introspettiva del romanzo (l’esilio auto imposto di Grenouille), se non si ha la più pallida idea di come girare quella scena? E mi mangio le mani, se penso che questo film l’avrebbe voluto girare Kubrik… Pensate a quella parte girata con la struttura registica della scena finale di "2001 odissea nello spazio", quella nella stanza bianca, come sarebbe venuta…
    Perchè far trovare i corpi delle giovani PRIMA che Grenouille abbia potuto completare il profumo perfetto, auto-obbligandosi a girare un raccordo in cui si scopre che Grenouille riesce a stipare in una borsa a tracolla un intero alambicco per la sublimazione dei profumi dal grasso animale? -___________-
    Perchè, per una volta che si entra nella testa di Grenouille, si scopre che lui avrebbe desiderato trombarsi la prima ragazza che uccide? Ma manco per un cazzo, il significato di quella scena è tutto travisato! Porca troia, Grenouille, in piedi in mezzo all’orgia, scopre di ODIARE IL GENERE UMANO, capisce che a lui l’essere amato non potrà mai dare tanta soddisfazione quanto l’essere odiato! Perchè dovrebbe pensare a scopare le sue vittime?! Rileggetevi il brano, se non ce l’avete in mente.

    Insomma, di errori grossolani ce ne sono, e pure tanti. Alcuni tagli, invece, son stati benvenuti. La prima nutrice, il trasferimento di Baldini nella nuova dimora che diventerà la sua tomba, lo scienziato che ripulisce Grenouille dopo i sette anni di esilio, alcuni tagli nei movimenti della gente a Grasse, giovano all’economia del film, che già così non sia un campione di brevità.

    Alla fine, insomma, cosa abbiamo tra le mani? Un bel film, ben girato, visivamente efficace, con una storia che -autonomamente- funziona, ma che non ha senso di esistere senza il libro, dato che in nessuno modo riesce a ricalcarne l’essenza.
    Una ragazza, due file dietro di me, al cinema a film finito, ha commentato: "Ma non ha ne capo ne coda". Come darle torto? Il film senza aver letto il libro non ha effettivamente senso.
    In breve: chi si vede il film senza aver letto il libro, si sciupa quasi totalmente il gusto che potrebbe avere nel leggerlo, visto che viene privato della storia e della trama.
    Per fortuna, nel libro Suskind ha messo ben altro che una semplice "storia di un assassino" (sottotitoli italiani. Bleah. -_____- ).

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Commenti

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Non sono ancora andato a vederlo….peccato per le scelte fatte.
Del resto non credevo nemmeno un libro del genere si potesse tradurre in film; forse solo il genio di Kubrik avrebbe potuto

O quello di Kevin Smith :asd:

Commento di Lord Yupa
Scritto il 30 settembre 2006, alle 10:09.

Gravatar

non andrò mai a vederlo ^__^

ad ogni modo, “il profumo” è pronto ad essere riletto… non prima di aver terminato “mrs dalloway” : p

Commento di Val
Scritto il 1 ottobre 2006, alle 0:10.

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