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Riflessioni sull’orlo dell’apocalisse

Tempo di lettura 4:51 minuti circa.

    Ho comprato "Riflessioni sull’orlo dell’apocalisse", di David Jay Brown, nell’ottobre del 2006, intrigato dalla copertina, dai nomi riportativi e soprattutto dal titolo.
    E’ rimasto sulla pila dei libri da leggere per otto mesi, fino a giugno 2007. L’ho finito oggi, dopo altri sei mesi. Chiaramente nel frattempo ho letto altro (18 libri e 51 graphic novels, per la precisione. Grazie anobii! :D )
    I motivi sono molteplici.

    Partiamo dai difetti, così ce li leviamo dalle scatole: questo libro è il classico "mattonazzo". 445 pagine scritte fitte e che per di più richiedono parecchia attenzione mentale, in quanto non si tratta di narrativa, ma della sbobinatura delle interviste fatte da Brown a eminenze mondiali dell’arte, della letteratura, della cultura e della scienza.
    A questo si aggiunga che Brown, per quanto sia lodevole il lavoro immane delle interviste stesse, secondo me ha lavorato male proprio in fase di scrittura. Le domande procedono ineluttabili verso la fine dell’intervista, senza tenere di conto, nella maggior parte dei casi, del bivio a cui spesso portano loro o il loro intervistato.
    Non c’è insomma un vero e proprio lavoro giornalistico in fase di realizzazione, né creativo in fase di trascrizione. "Le domande sono quelle, le risposte quelle altre, su nastro ho questo: lo sbobino e lo trascrivo". Fine. Se da un certo punto di vista questo può essere un bene – in quanto si rispetta in maniera assoluta il punto di vista non viziato dell’intervistato – da un altro invece la cosa risulta troppe volte prolissa, perchè è facile mentre si parla a ruota libera saltare di palo in frasca ed eseguire voli pindarici che si allontanano di molto dalla domanda originale. Brown insomma avrebbe dovuto fare più lavoro di rifinitura e alleggerire il libro di parecchie pagine; se non della metà almeno di un quarto.
    Sebbene dica nell’introduzione di aver fatto alcuni tagli, non sono stati abbastanza.

    Avvertitovi della pesantezza del tomo, posso finalmente passare a dire che la difficoltà di lettura della forma viene assolutamente e pesantemente compensata dalla ricchezza dei contenuti.
    Mentre lo leggevo, realizzavo di non avere in mano un libro, bensì uno scrigno di esperienze e quindi di saggezza. Ci sono molte menti che dicono la loro, alcune illuminate, alcune meno, ma per decidere quali siano l’uno e quali l’altro, ogni lettore deve necessariamente farsi un’opinione in prima persona.
    David Jay Brown parte da un gruppo di domande che saranno inevitabilmente poste a tutti gli intervistati, e che compongono di fatto il filo logico e la ragion d’essere del titolo del libro e del libro stesso:
    – Crede che l’umanità sopravvivrà nei prossimi cento anni?
    – Se si, come si evolverà?
    – Come considera il concetto di Dio?
    – Vede una teleologia nell’evoluzione?
    – Cosa crede che succeda alla coscienza dopo la morte?
    – L’utilizzo di sostanze psichedeliche ha influenzato la sua ricerca scientifica?
    Rispondono personalità come Kary Mullis[1], premio nobel per la chimica 1993; Noam Chomsky[2], "probabilmente l’intellettuale più importante dei nostri tempi", secondo il NY Times; Candace Pert[3], neuroscienziata; Edgar Dean Mitchell[4], già astronauta dell’apollo 14 nel ‘71 e fondatore dell’Institute of Noetic Science; Rupert Sheldrake[5], biologo; Dean Radin[6], premio Pulitzer ‘77; Ray Kurzweil[7], scienziato informatico, inventore, imprenditore e filosofo; Hans Moravec[8], uno dei maggiori esperti mondiali di robotica; Clifford Pickover[9], scrittore di scienza; Bruce Sterling[10], scrittore di fantascienza e polemista, tra i creatori del cyberpunk; Douglas Rushkoff[11], esperto di media e tematiche sociali; Robert Anton Wilson[12], filosofo e scrittore; George Carlin[13], scrittore, attore, comico e cantante; Paul Krassner[14], attore comico e attivista politico; Peter Russell[15], uno dei maggiori studiosi di natura ed evoluzione della coscienza; Deepak Chopra[16], endocrinologo che accosta la medicina indiana alle discipline mediche convenzionali; Ram Dass (Richard Alpert)[17], psicologo e maestro spirituale; Valerie Corrall, cofondatrice e direttrice della Wo/Men’s Alliance for Medical Marijuana (WAMM); Jeff McBride[18], prestigiatore; Alex Grey[19], pittore e illustratore.  

    Le risposte variano come variano i caratteri e i punti di vista. Il libro copre una gamma di argomenti che vanno dal sacro al profano, dal rigore scientifico alla sperimentazione più azzardata, dal cristianesimo all’induismo, dal più freddo realismo al paranormale, dal manicheismo ai compromessi, dall’onniscenza all’agnosticismo.
    Ogni intervistato potrebbe per qualcuno dire delle sacrosante verità e per qualcun altro delle sonore cazzate, contemporaneamente. Ci sono davvero tanti modi di pensare e di vivere, in questo libro, ed è assolutamente certo che chiunque lo legga ne trarrà insegnamento, per un verso o per un altro.

    E’ il secondo motivo per cui ho impiegato così tanto tempo a leggerlo. L’ho più studiato che letto. La mia copia è ora ricoperta di appunti e sottolineature, rimandi all’interno dello stesso libro o ad altri libri o siti internet; ho aggiunto delle voci al glossario in appendice e integrato le nozioni approfondendole in altri modi.
    Ho studiato le biografie degli autori che più mi hanno colpito, ne ho memorizzato le citazioni e gli aforismi più brillanti, mi sono andato a cercare spezzoni audio e video su youtube e su emule. Alcuni li trovate anche sfogliando il tumblelog.

    Un libro insomma da leggere e tenere a portata di mano per via della sua grande ricchezza. Essenziale per i tempi in cui viviamo, perchè si interroga su questioni su cui dovremmo interrogarci tutti. Non importa poi se non riusciamo a risponderci, e se nemmeno il libro ce la fa, ma importa che continuiamo a domandarci.
    Non è la risposta, ma la domanda. Lo dicevano tutti, dai filosofi greci a Douglas Adams, e lo confermano le grandi menti intervistate in questo libro.

    Un bel regalo per natale da fare e da farsi. 

 

  1. Kary Mullis: http://it.wikipedia.org/wiki/Kary_Mullis []
  2. Noam Chomsky: http://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky []
  3. Candace Pert: http://en.wikipedia.org/wiki/Candace_Pert []
  4. Edgar Dean Mitchell: http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Mitchell []
  5. Rupert Sheldrake: http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Sheldrake []
  6. Dean Radin: http://en.wikipedia.org/wiki/Dean_Radin, parapsicologo; John Edward Mack ((John Edward Mack: http://en.wikipedia.org/wiki/John_Edward_Mack []
  7. Ray Kurzweil: http://en.wikipedia.org/wiki/Ray_kurzweil []
  8. Hans Moravec: http://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Moravec []
  9. Clifford Pickover: http://it.wikipedia.org/wiki/Clifford_A._Pickover []
  10. Bruce Sterling: http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Sterling []
  11. Douglas Rushkoff: http://en.wikipedia.org/wiki/Douglas_Rushkoff []
  12. Robert Anton Wilson: http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Anton_Wilson []
  13. George Carlin: http://en.wikipedia.org/wiki/George_carlin []
  14. Paul Krassner: http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Krassner []
  15. Peter Russell: http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Russell []
  16. Deepak Chopra: http://en.wikipedia.org/wiki/Deepak_Chopra []
  17. Ram Dass: http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Alpert []
  18. Jeff McBride: http://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_McBride []
  19. Alex Grey: http://en.wikipedia.org/wiki/Alex_Grey []

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