Estetica del Mostro
Tempo di lettura 2:14 minuti circa.
Ammettiamo che il risultato sia antiestetico… Dal nostro limitato punto di vista umano. E allora? Non è umano e non pretende di esserlo.
Howard Phillip Lovecraft, creatore di mostri.
Amo i mostri, li ho sempre amati. Che siano insettoni giganti pieni di zanne e artigli, scarafaggi Samsiani metafore di una condizione alienata o divinità piene di tentacoli sopite sotto le rovine sepolte di città dimenticate, non importa. E’ quello che rappresentano che conta.
Il diverso. L’escluso. L’inaccettato. Il disadattato.
I mostri sono allontanati perchè temuti, e poi temuti perchè allontanati. Sono per l’individuo normale uno specchio distorto, la proiezione subconscia di quello che "potrebbe diventare se". Se ha un incidente e ne viene deturpato; se la sua follìa diventa troppo grande per essere contenuta e si ritrova in ufficio con un fucile ancora caldo in mano e decine di corpi privi di vita intorno a lui; se i suoi equilibri mentali affrontano impavidi le facciate specchianti del super-ego, e vincono.
Ma in realtà, ciò che davvero il mediocre uomo moderno teme, è l’assoluta sincerità del mostro. Perchè il mostro osserva con noncuranza il castello composto dai cristalli della moralità e dell’autocontrollo, e se ne fa beffe.
Gli gira intorno come farebbe un bambino davanti ad un carro armato: ne è affascinato, si chiede a cosa possa mai servire, ma non riesce a capirne il motivo dell’esistenza.
Inibizioni e scrupoli costruiti con cura nei secoli da bigotti e omofobi cadono al suo indelicato tocco come la marea porta via i castelli di sabbia sulla spiaggia. Senza fatica, senza una vera resistenza, tutto torna semplice e crudo nella fulgore della Verità.
L’uomo normale si sente improvvisamente molto nudo.
A quel punto, ha solo due scelte. L’es o il super-ego. Avvicinarsi alla Verità, o allontanarsene quanto più gli è possibile.
Chi accoglie il super-ego, addita il Mostro a tale, lo condanna con una frettolosa superficialità e gli volta le spalle; poi raccoglie un granello di sabbia e ricomincia a costruire un altro castello, bestemmiando dentro di sé ma sorridendo raggiante agli altri uomini normali.
Un percorso diverso attende chi accetta l’es. Il prezzo per guardare nell’abisso, è permettere all’abisso di guardare dentro di te. E’ un viaggio senza ritorno, quello verso la Mostruosità, ma è il primo passo verso la Verità.
§
Sono stato definito anche "mostro" in passato. A quell’epoca ero troppo giovane per capire quanto potesse essere un complimento. Il mio percorso è ora chiaro innanzi a me, vedo i primi -già duri- ostacoli, ne intravedo altri, e posso solo immaginare che sia più avanti lastricato di lapidi: lapidi di amori, amicizie e rispetti perduti o lasciati andare. Ma la luce, l’inconfondibile luce alla fine del percorso, mi ripaga di tutto, quando mi ricordo di guardare l’orizzonte e non i miei piedi.
Sì, sono un Mostro. E voi siete normali.
Ed entrambi sappiamo che vi dilanierò tutti con i miei artigli.

Pubblicato il 8 ottobre 2008, alle 19:01, in Streams of (un)consciousness.
Letto 509 volte
Commenti: 14
Ping&Trackbacks
Commenti
|
|
Decisamente un mostro Scritto il 9 ottobre 2008, alle 19:41. |
|
|
Sai che è senziente? E molto affamata, anche. Di carne. Umana. @Rayman: io o l’articolo? Scritto il 9 ottobre 2008, alle 19:44. |
|
|
Non mi permetterei mai di parlare bene di una persona è chiaro che mi riferivo al post. Commento di raymanScritto il 10 ottobre 2008, alle 8:45. |
|
|
Grazie allora, in particolare per i due punti esclamativi. Scritto il 10 ottobre 2008, alle 12:32. |
|
|
Più che mostro io direi mostriciattolo Non oso immaginare cosa succederà nel momento in cui il mio pizzetto e la tua barba si troveranno a meno di un metro di distanza Scritto il 11 ottobre 2008, alle 2:41. |
|
|
Aumento improvviso dell’entropia ed esplosione di tutta Lucca Scritto il 11 ottobre 2008, alle 10:38. |
|
|
quello di anta era un modo carino per invitarti a baciarlo Scritto il 13 ottobre 2008, alle 13:17. |
|
|
Non ho mica bisogno di un invito Scritto il 13 ottobre 2008, alle 13:24. |
|
|
Ma infatti! A parte che non serve dirlo visto che appena ci vediamo me lo scopo sul marciapiede, non glielo direi mai con toni sdolcinati, sono un rude io Scritto il 13 ottobre 2008, alle 13:26. |
|
|
Sul marciapiede Scritto il 13 ottobre 2008, alle 13:27. |
|
|
Ma quale mostro, Obi al massimo puoi fare uno degli Exogini Ditemi il giorno in cui tu e Anta vi incontrerete a Lucca, che farò in modo di non esserci Scritto il 14 ottobre 2008, alle 13:03. |
|
|
… per che i pisàn veder Lucca non ponno… Commento di raymanScritto il 14 ottobre 2008, alle 16:48. |
|
|
Veniamo tutti i giorni solo per romperti le palle, guarda. Scritto il 14 ottobre 2008, alle 16:50. |








Bello!!
Scritto il 9 ottobre 2008, alle 8:49.