Up with Woody
Tempo di lettura 3:03 minuti circa.
Ah, ok, il nuovo film di Woody Allen: tre fighe paura una più brava dell'altra; i dialoghi sempre brillanti di Allen, che qui raggiungono picchi di intimismo e introspezione per chiunque ami anche lontanamente l'arte e la creatività; un Bardem stratosferico (che pare sia la norma, visti gli ultimi suoi film) che se fossi donna mi bagnerei a guardarlo e sentirlo parlare e vederlo muoversi; il genio architettonico di Gaudì.
Titolo infelice, davvero non so chi glie l'abbia affibbiato: "Vicky Cristina Barcelona". E' senz'altro essenziale e riassuntivo della trama del film, ma che banalità, pare una storia di Topolino! Rimane pure male in mente… "Com'è che si chiama il nuovo di Allen?" "Maria Becky Praga" "Sicuro? Non era più tipo Suze Daniela Berlino?". Finisce che lo chiami "il nuovo di Allen" e bon, però è una cosa che trovo arrogante e di cattivo gusto, perchè può farlo Woody Allen, dato che la gente sa chi è e lo conosce e andrebbe a vedere il suo nuovo film anche se lo chiamasse "Mxyzptlk" (almeno, i fan di Superman di sicuro lo farebbero), ma gli altri non hanno questo privilegio.
Che film è sto nuovo di Allen? Boh. E' bello, è intrigante, è nuovo. Può bastare?
Mi fidavo poco, veramente, perchè se ero rimasto estasiato dall'improvviso cambio di genere con "Match Point", mi aveva invece piuttosto deluso "Cassandra's Dream" con McGregor e Farrell. Se la svolta nel genere drammatico/thriller era perfettamente riuscita con il primo, già nel secondo arrancava decisamente, e temevo quindi che fosse l'inizio di una parabola discendente.
Che pivello. Parliamo di Woody Allen, mica di un Ridley Scott qualunque. Avrei dovuto pensarci.
"Vicky Cristina Barcelona" non è un drammatico, non è un thriller e non è nemmeno una commedia. Prende le etichette e ci si pulisce il culo.
"Vicky Cristina Barcelona" è un'indagine sull'arte, sulla creatività; sul senso che ha essa, la sua proiezione sulla Vita e sulla vita stessa; è un'analisi approfondita dell'Amore, nel suo significato più puro e profondo, libero e liberale come era negli anni '60 ma senza tutte quelle cazzate da hippie drogati. Eppure tutto questo è solo suggerito, mai ostentato bruscamente. Sono spunti che Allen lascia portare a casa al fruitore, per poterci pensare nel suo privato, con calma.
Personalmente, stavo sbrodolando su tutti i dialoghi di Bardem. Penso di essermi immedesimato molto. Penso che il suo personaggio sarebbe quello che sarei io se crescendo non fossi diventato un bastardo.
Magnifico Bardem, l'ho già detto ma lo ripeto, perchè è perfetto in ogni dettaglio, ogni sguardo e ogni minimo movimento. Segue a ruota Penelope Cruz, molto aiutata dallo spessore del suo personaggio ma comunque in forma come non mai; poi Rebecca Hall (già moglie di Christian Bale in "The Prestige"), con quelle labbra da mordere; infine -sì, ultima ruota del carro recitativo- Scarlettina Johansson, perchè è sì brava ma "solo" poco più che sufficiente e con tutte le prove che ha dato negli anni e tutti i complimenti che il pubblico le fa, ci deve mostrare qualcosa di più del ruolo della gatta morta pseudo-artista un po' svanita che abbiamo già visto in Match Point. E poi che si decida a farci vedere le tette, perdio!
E quindi, zitto zitto, badando ai fatti suoi come al solito, nella più assoluta tranquillità, il settantatreenne Woody ci delizia con una nuova perla e ci meraviglia con le sue idee, la sua inventiva e le sue battute che non perdono il ritmo nemmeno dopo tanti decenni. Mai più mi permetterò di dubitare, mai più.
"Vicky Cristina Barcelona" è davvero un film diverso da tutto quello che potete trovare al cinema, e scusate se è poco. Andate a vederlo, e di corsa, e se non vi piace, davvero -davvero- vi compatirò.
Aspetto fremendo il nuovo anno, e il nuovo film di Woody ("Whatever works", con l'appetitosa Evan Rachel Wood
).
Pubblicato il 18 ottobre 2008, alle 1:31, in Cinema & TV, Recensioni.
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Ecco qua. Cheppossodire? Mmm… non mi ha impressionato. Bardem è bravo, ma forse il physique du role non è che ce l’abbia tantissimo (epperò io non son donna e non mi pronuncio). Penelope Cruz invece convince (non è che io ne sia un fan sfegatato ma stavolta mi è piaciuta). I monologhi/dialoghi di Bardem sono tiepidi, carini; ma reggono a sufficienza un ruolo difficile, va dato atto. Queste le note positive. Scarlett Johansson fa il suo dovere, ma diciamo che il suo ruolo non era centrale nel film. Rebecca Hall ha quell’atteggiamento spaesato di chi non sa che cazzo di copione si è ritrovata in mano. Probabilmente ha le sue cose per tutta la durata del film (tanto per non dare l’idea che Woody Allen ogni tanto cada nel maschilismo – cosa che peraltro sembra ammettere fin dalla conclusione di Annie Hall, con la scena “riveduta e corretta” della sua vita reale nel provino dei due ragazzi…). Ma la fotografia leggermente virante al giallo era un difetto del proiettore del cinema in cui sono andato o era voluta (quando calienta il sol, eh?)? Ovviamente se i commenti alla fine del film sono “una volta faceva ridere” io alzo e schiaffeggio (ok, non l’ho fatto ma volevo), visto che ha firmato film serii o tragici di gran spessore (sia in tempi remoti che il recente Match Point)… e questo rimane un film diverso, come tu dici… ma non è fatto proprio bene. Le goffe incertezze recitative sono troppe… come se ciascuna scena fosse stata provata e girata una sola volta (vedasi la “scena del bacio lesbo”, che mi ha fatto ridere come il Woody dei vecchi tempi… ma non era questa la sua intenzione mi sa!). Vabbe’, comunque è stato una scusa per passare un po’ di tempo con una persona che vedo volentieri, quindi va bene tutto StM – ultimo post sul suo blog: Bolle Commento di StMScritto il 23 ottobre 2008, alle 0:28. |
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Sì, la fotografia è giallina Scritto il 23 ottobre 2008, alle 11:11. |
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Certo che ne avete di voglia Ti riporto il commento su Bardem della povera vittima del mio trascinamento: “Sguardo da uno che è in fila al sert…fisico di chi è più interessato al vino che alla forma fisica…stessi pantaloni di due taglie di più per metà film…capello finto spettinato…che ti fa pensare..ma come stai?…aria di quello sicuro di portarti a letto…che se proprio non sei alla canna del gas…gli dici…prima ti disintossichi…poi ti lavi…e forse…ci si può pensare un po’ su…..vabbeh…” StM – ultimo post sul suo blog: Eh no, così non va Commento di StMScritto il 23 ottobre 2008, alle 11:31. |
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Mah, alle creature di sesso femminile che ho interpellato è piaciuto e non poco. E anche il mio lato gay sembrava abbastanza soddisfatto Scritto il 23 ottobre 2008, alle 11:39. |







). D’altronde stiamo parlando di uno che si è distinto nel mondo del cinema anche per girare interi film tutti in piano sequenza perchè “più comodo e pratico” a suo dire.

Bastardo?
(me lo segno e trascinerò qualcuno a vederlo
)
StM – ultimo post sul suo blog: Bolle
Scritto il 19 ottobre 2008, alle 14:26.