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Is it bright where you are?

Tempo di lettura 7:06 minuti circa.

     Ebbene sì, parliamo ancora di Watchmen, sebbene in via tangenziale.
     Per essere pronti al seguente post, dovreste aver letto Watchmen, anche solo per evitare gli spoiler. Secondariamente, dovreste conoscere la canzone "The beginning is the end is the beginning" degli Smashing Pumpkins. Trattasi di una B-side contenuta nel singolo "The end is the beginning is the end", contenente l’omonimo singolo già colonna sonora dell’orrendo Batman & Robin di Schumacher (il regista, non il pilota).
     Quantomeno, se non riuscite a recuperarla, guardatevi il trailer di Watchmen che la include, ovviamente rimontata. Ah! Speriamo che il film sia stupendo almeno la metà del trailer!

     Perchè parlo di questa canzone? Perchè, riascoltandola, mi sono meravigliato di quanto sia adatta alla storia di Watchmen, e quanto invece poco abbia a condividere con il film per cui è stata scritta. E’ incredibile come alcuni versi si adattino alla perfezione ad alcuni personaggi ed alcune scene. Forse Billy Corgan ha composto il testo proprio con Watchmen in mente, o forse l’essenza delle cose è davvero già scritta nel Tempo, come elucubra Jon Osterman su Marte, e "The beginning is the end is the beginning" non è destinata ad essere la colonna sonora di Batman e Robin, ma del film di Watchmen.

***

Send a heartbeat to
The void that cries through you

"Manda un battito di cuore al vuoto che urla attraverso di te"
Bella metafora per dire di non assuefarsi all’apatia, ma rinnovare le energie e continuare a combattere.
E’ il caso di Dan Dreiberg / Gufo Notturno e Laurie Juspeczyk / Spettro di Seta II. Soprattutto nel primo, è evidente fin dal suo primo incontro (nel fumetto) con Rorschach che c’è un "vuoto che urla attraverso di lui", qualcosa che è stato represso e che adesso scalpita per uscire: è la sua voglia di giustizia, la sua smania di combattere, che condividerà con Laurie.


Relive the pictures that have come to pass

"Dài nuova vita alle immagini che si sono avverate"
La cosa più banale è pensare alla foto di Jon e Janey Slater, una foto di un passato remoto (cioè morto: la vita da umano di Jon) che Jon va a ripescare (riportare alla vita) nelle rovine di Gila Flats per portarsela dietro su Marte e dare così inizio ad uno dei momenti più magici di Watchmen.
Più metafisicamente, è una frase che si adatta perfettamente a tutto il discorso sul Tempo che Jon fa. Il Tempo come immutabile e compatto.


For now we stand alone
The world is lost and blown

"Perchè ora ci ergiamo da soli
il mondo è perso e dischiuso
"
Coloro che si ergono da soli possono essere i vigilanti, nell’accezione generica di Watchmen. Sia i Minutemen negli anni ’40, sia i Crime Busters vent’anni dopo, sia i pochi rimasti dopo il decreto Keene. I vigilanti sono sempre da soli, ad ergersi contro "il mondo perso", che ormai è "dischiuso", quindi non ha più nulla da nascondere. "Tutto il loro sesso e i loro delitti, accumulati come sudiciume, li sommergerà fino alla cintola e tutte le puttane e tutti i politici guarderanno verso l’alto e grideranno: salvaci! E io guarderò verso il basso e sussurrerò: No." E’ ovviamente il più solitario dei vigilanti a parlare di questo: Rorschach.
 

And we are flesh and blood disintegrate
With no more to hate

"E siamo carne e sangue disintegrata
Con più nulla da odiare
"
La prima frase è una delle più magiche, perchè si adatta perfettamente sia all’immagine finale dell’"alieno" teletrasportato su New York, sia alla genesi del Dr. Manhattan, sia al sogno di Dan. La continua e ossessiva paura delle esplosioni atomiche, quella fobia assoluta tipica della guerra fredda che tanto bene è raccontata in Watchmen, è un tema ricorrente, accompagnato appunto da corpi che esplodono in "carne e sangue disintegrata".
Dopo il decreto Keene, non rimane più nulla da odiare, ai vigilanti. "Cos’è successo al sogno americano?" chiede l’ingenuo Gufo Notturno al disilluso Comico; "si è avverato. Ce l’hai davanti" commenta questo,sarcastico.
Insieme alle precedenti due righe, insomma, abbiamo il perfetto ritratto della figura malinconica e disillusa dei vigilanti di Watchmen.


Is it bright where you are
Have the people changed
Does it make you happy you’re so strange

"risplende lì dove ti trovi?
Sono cambiate le persone?
Ti rende felice? Sei così strano
"
Ho pensato subito all’addio di Jon. Jon lascia la galassia "per una meno complicata" e dice anche che forse creerà la Vita altrove. Questi versi sembrano quasi le domande di un ipotetico Ozymandias a Jon, anni dopo, per sapere se Jon è riuscito a creare degli uomini migliori di quelli presenti sulla Terra.
Una seconda interpretazione potrebbe vedere un virtuale narratore esterno che interroga Ozymandias sulle sue azioni in Watchmen, e gli chiede se, con il senno di poi, è felice di ciò che ha fatto, se davvero è riuscito -almeno secondo lui- a creare un mondo migliore, un "mondo più forte d’amore in cui morire".


And in your darkest hour
I hold secrets flame
We can watch the world devoured in its pain

"E nella tua ora più buia
Sono io che detengo le segrete fiamme
Possiamo guardare il mondo divorato nel suo dolore
"
C’è poco da spiegare qui, i versi parlano da soli.
L’ora più buia è chiaramente l’epilogo della storia, ciò che avviene a New York.
Le fiamme segrete, o meno poeticamente IL segreto su ciò che è successo si sa che è in mano a quello sparuto gruppo di vigilanti determinati a scoprire la verità. Eppure, davanti ad essa, anche loro possono solo guardare, attraverso gli schermi di Ozymandias, il mondo divorato dal suo dolore.


Delivered from the blast
The last of a line of lasts

"Consegnato da uno scoppio, l’ultimo di una stirpe di ultimi"
Linea criptica già di per sé, è difficoltoso trovare elementi in comune con Watchmen. La prima parte sembrerebbe riferirsi all’Universo, nato appunto da uno scoppio (il Big Bang), ma è la seconda parte ad allinearsi allo spirito malinconico e disilluso di Watchmen: l’Universo nasce, ed è il più giovane di una serie di universi fallimentari.
Che altro? Potrebbe riferirsi alla nascita del Dr. Manhattan, avvenuta in uno scoppio di fulmini e raggi ultravioletti; oppure al "nuovo mondo" di Veidt, anch’esso nasce da uno scoppio. Per lo più, il suo tenue equilibrio rischia di essere rotto dal diario di Rorschach… In quel caso sarebbe proprio l’ultimo mondo in una serie di fallimenti.


The pale princess of a palace cracked

"La pallida principessa di un palazzo incrinato"
Un’immagine vale più di mille parole:


And now the kingdom comes
Crashing down undone

"E ora arriva il regno
rompendosi in mille pezzi
"
Il regno è il nuovo mondo di Veidt, ma è un verso che si può leggere in due modi: il regno che nasce dai pezzi rotti del vecchio mondo (o di New York), oppure il regno che è destinato a cadere a pezzi in breve tempo, perchè costruito su fondamenta folli.


And I am a master of a nothing place
Of recoil and grace

"E sono il maestro di nessun posto
della ripercussione e della grazia
"
La prima parte mi ha subito riportato alla memoria le definizioni che Rorschach e il Comico dànno all’ipotetico futuro di Adrian Veidt, ovvero, rispettivamente: "il cadavere più intelligente dell’obitorio" e "l’uomo più intelligente su un cumulo di cenere". Adrian è di fatto l’artefice di un piano che non potrà mai diffondere, di cui non potrà mai palesarsi il creatore, che quindi nessuno mai gli accrediterà e riconoscerà. L’aver calcolato le ripercussioni del suo piano e la grazia con cui l’ha messo in atto, automaticamente, diventano le sue doti da Maestro.

 

Time has stopped before us
The sky cannot ignore us
No one can separate us
For we are all that is left
The echo bounces off me
The shadow lost beside me
There’s no more need to pretend
Cause now I can begin again

"Il tempo si è fermato davanti a noi
Il cielo non può ignorarci
Nessuno può separarci
Perchè siamo tutto ciò che è rimasto
L’eco rimbalza via da me
L’ombra persa al mio fianco
Non c’è più bisogno di fingere
Perchè adesso posso cominciare di nuovo.
"
Il bridge è piuttosto criptico, soprattutto perchè è difficile capire a chi si riferisce il pronome "noi". L’ipotesi più ovvia è l’unico vero "noi", ovvero l’unica coppia di Watchmen: Dan e Laurie. Ma se alcuni versi si adattano loro a pennello ("nessuno può separarci / perchè siamo tutto ciò che è rimasto": ciò che è rimasto di umano in un gruppo di persone venute a contatto con una terribile e cinica verità); altri sembrano più adatti a Veidt, sposato con la sua idea di Utopia e la sua sfida agli dèi (soprattutto "il cielo non può ignorarci" ricorda molto la citazione dall’Ozymandias di Percy Bysshe Shelley: "Il mio nome è Ozymandias, re tra i re. Ammirate la mia opera, o potenti, e disperate!"); altri invece sono chiare evocazioni emotive molto poetiche ma poco catalogabili.
Ambigue anche le ultime due: colui che non ha più bisogno di fingere potrebbe essere Walter Kovacs, che decide poco prima di fare la fine che fa di morire come Kovacs e non come Rorschach, rendendo di fatto "Rorschach" immortale, ma contemporaneamente ammettendo che il "morbido" Kovacs non era mai morto, ma solo nascosto sotto i panni di Rorschach.
Può cominciare di nuovo lui, ovunque si vada dopo la morte, ma soprattutto può ricominciare di nuovo la Terra, con il piano di pace di Veidt. Possono ricominciare di nuovo Dan e Laurie, assumendo false identità e andando a vivere altrove. Può ricominciare Jon, andando in un’altra galassia a creare la vita.
La fine di Watchmen, è chiaro, è un nuovo inizio.
L’inizio, è la fine, è l’inizio.

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Commenti

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Non finirò mai di ringraziarti per avermi fatto leggere il fumetto più bello di sempre. Non lo conoscevo prima di leggerne sul tuo blog.

Ascoltare questa canzone adesso da tutt’altre emozioni. Mi viene quasi da piangere…

Grazie ancora.

Griso – ultimo post sul suo blog: A nonsisaquando…

Commento di Griso
Scritto il 31 ottobre 2008, alle 20:31.

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Per servirla :cheer:
Esistono molti muri invisibili tra le persone, uno è quello che divide chi ha letto Watchmen da chi non l’ha letto.
Sono felice che tu sia dalla mia stessa parte. :D

Commento di Obi-Fran Kenobi
Scritto il 31 ottobre 2008, alle 20:51.

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Un altro muro è tra coloro che hanno letto questo post e coloro che non l’hanno letto :asd:

Ora, dopo una decina di sessioni, sono dalla parte giusta del muro :snob:

Bello :)

StM – ultimo post sul suo blog: La realtà a piccole dosi (in progressivo aumento)

Commento di StM
Scritto il 3 novembre 2008, alle 14:05.

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Bel post, bella canzone, bella graphic novel…

Tutto assieme è troppo, vado a guardare fuori dalla finestra, così il grigiore di Milano riequilibrerà le cose :sisi:

Commento di Yupa
Scritto il 3 novembre 2008, alle 19:18.

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Grazie, un po’ di complimenti dopo il “quante seghe mentali!” della Val :asd:

Commento di Obi-Fran Kenobi
Scritto il 3 novembre 2008, alle 20:45.

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