Il Sesso secondo Moore
Tempo di lettura 5:21 minuti circa.
Voi non potete capire da quanto sto aspettando di scrivere questo post/articolo/recensione.
Innamorato perso di Moore da quando ho conosciuto V for Vendetta, mi sono letto ogni lettera che il Bardo di Northampton ha vergato e sulla quale sono riuscito a mettere le mie manine sopra, con l'avidità con cui un colibrì stanco e affamato succhia il nettare dai grandi fiori tropicali.
Vi ho già rotto le palle abbastanza con Moore, con questo e altri numerosi post, per cui non mi dilungo: dico solo che ho sempre sentito un'affinità con il modo di scrivere di Moore e con il suo pensiero, o quanto meno con il pensiero che palesa nelle cose che scrive. E' stato quindi con una curiosità morbosa che mi sono avvicinato a Lost Girls (Magic Press, volumi 1,2,3, 15€ a testa), un fumetto che Moore e Melinda Gebbie (che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie) hanno impiegato quindici anni per terminare.
Di cosa parla Lost Girls? L'Alice di Lewis Carroll, la Wendy di Barrie e la Dorothy di Baum si ritrovano all'alba della Grande Guerra in un particolarissimo hotel in Austria. Fedele alla cronologia dei tre diversi romanzi, Moore ci mostra rispettivamente un'anziana aristocratica inglese, una matura donna dell'anglosassone borghesia e una donna più giovane e prestante proveniente da una modesta fattoria del Kansas. Una è stata nel Paese delle meraviglie, una sull'Isola che non c'è e una ad Oz. Di cose da raccontarsi ne hanno parecchie.
Cosa non vi ho detto?
Ah, un piccolo dettaglio: Lost Girls è un fumetto porno.
Ah, Lost Girls. Riesci a immaginare qualcun altro capace di far disegnare per tredici anni a un’artista estremamente raffinata del materiale pornografico, dei disegni personalizzati su richiesta; capace di dichiarare di essere un pornografo e tutti a credere che sia una nuova presa di posizione intellettuale; o persino di richiedere una detrazione dalle tasse per libri di classe e di agile lettura come The art of the Marquis Von Bayros quale “materiale di consultazione”? No, non puoi. Ecco perchè sono un genio.
Alan Moore, intervistato da Eddie Campbell in “Serpenti & Scale”, Black Velvet.
Come si può rimanere impassibile davanti a siffatta dichiarazione? Moore non aveva secondi fini, voleva scrivere un fumetto porno. Voleva entrare con la purezza e la semplicità di un bambino nel mondo del sesso, e sviscerarne i segreti così come aveva già fatto in ogni altro suo lavoro.
Perchè? Faccio rispondere lui.
[...]Datemi del pazzo, ma penso proprio che il sesso sia una cosa estremamente bella e che dovrebbe essere venerato con offerte un poco più elevate che produzioni come "Nonnine anali". Voglio dire, la guerra è in genere una cosa estremamente brutta, ma guarda quanti splendidi libri, romanzi e dipinti sul tema. Non dico che l'arte non dovrebbe trattare il tema della guerra, ma perchè ci sono così pochi esempi di opere d'arte che parlano del piacere sessuale? Non capisco perchè… Davvero! [...] La pornografia ci sarà sempre ed è probabile che se nessuno cercherà di creare della buona ponografia, della pornografia che cerchi di stabilire degli standard, allora sarà sempre della pornografia di merda, che è quasi l'esatto opposto dell'arte. [...] La pornografia è di solito così orribile e triste che tende ad enfatizzare sentimenti come solitudine, depressione e raptus di auto-commiserazione piuttosto che alleviarli.
Sempre da "Serpenti & Scale"
Davvero non c'è altro da aggiungere sull'argomento. Basta fermarsi un attimo, fare mente locale e identificare tutti i tabù e i blocchi mentali che la società in cui viviamo si premura di farci crescere nel corso della vita. Non sto parlando del sesso libero e pubblico, tanto libertino quanto imbecille, come gli hippie che lo proclamavano; sto parlando di una forma liberale del sesso: una sua liberazione mentale e morale, che ci tolga pesi palesemente inutili come il senso di colpa e la frustrazione. "Oggettivizzare" il sesso per renderlo un più semplice strumento di bellezza e piacere, una cosa da fare con le persone che si amano per godimento, intrattenimento e divertimento. Una forma più approfondita e intima di amicizia (o amore, se si ha l'intelligente accortezza di separarlo dal sesso).
Questo è quello che Moore ci dona con Lost Girls.
Ma ovviamente non è tutto qui (stiamo parlando di Moore, è chiaro?). Chiuso il discorso di analisi intellettuale, ricordiamoci che Lost Girls è soprattutto un fumetto porno, che parla del sesso in tutte le sue forme. E intendo proprio tutte, comprese quelle omosessuali.
Non mi dilungherò sulle perversioni contenute in questa opera, sono davvero troppe, e i più sensibili e bigotti tra di voi potrebbero rimanere scioccati. Mi limiterò ad espletare la mia meraviglia e sorpresa innanzi alle numerose citazioni letterarie e pittoriche.
Il lavoro di coppia di Alan e Melinda ha una potenza visiva senza paragoni: partendo dal tratto che stilisticamente (tolti i pastelli) ricorda sempre i quadri di Toulouse Lautrec -che in specifici casi è direttamente emulato-, si passa all'episodio di sesso gay non narrato nel Dorian Gray di Wilde accompagnato da illustrazioni molto fedeli all'Egon Schiele erotico, fino ad arrivare ai Peccati Capitali riscritti come gli Arcani Maggiori dei tarocchi.
Il posto d'onore è riservato al già citato marchese Von Bayros, le cui xilografie sono replicate fedelmente più volte, la migliore delle quali le vedono illustrare un testo ispirato allo stile di Pierre Louys, il più erotico dei decadentisti francesi.
Ma Moore non si è rifatto solo alla cultura erotica ottocentesca, in quanto non mancano esempi più moderni e anacronistici (rispetto alla storia narrata), il più meraviglioso dei quali è a mio avviso la rivisitazione dell'uomo di latta del Mago di Oz che si scopa Dorothy in una posizione che ricorda tanto le commistioni carne-metallo delle Erotomechanics di H.R. Giger.
E tra decine di altri esempi che ricordano le stampe erotiche che avreste potuto trovare nei negozi di barbieri alla fine del secolo scorso, Moore dona ai racconti delle tre donne tre diversi stili grafici: un raffinato ovale iconico per le vignette della viziata aristocratica Alice; un solido e concreto bordone nero per Wendy, che da giovane ha saputo volare ma adesso ha i piedi ben saldi a terra; tre rozze e semplicissime vignettone orizzontali per Dorothy, che pensa più alla sostanza che alla forma (e infatti i suoi racconti sono quelli più eccitanti, sia narrativamente che meta-narrativamente).
Lost Girls è un'esperienza da fare. E' un'avventura in lande che si sogliono pensare inesplorate, ma che in realtà sono state solo nascoste e portateci via in nome di una morale bigotta e meramente stupida.
Lost Girls vi insegnerà di nuovo cosa significa scopare, trombare, fottere, chiavare, ciulare, masturbarsi, eiaculare, godere, bagnarsi, eccitarsi, venire, fare sesso. Ve lo insegnerà con la schiettezza e la semplicità di chi sa guardare oltre le maschere del super ego, di chi riconosce la puzza dell'ipocrisia lontano un miglio e sa sputarle in faccia con una precisione paranormale.
Vi insegnerà a riscoprire la bellezza del sesso e la futilità nichilistica della guerra.
Vi insegnerà anche a discernere meglio tra cosa è davvero volgare e cosa non lo è, e spero sappiate meglio di me quanto questo possa essere importante nel mondo di oggi.
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Pubblicato il 16 novembre 2008, alle 16:44, in Libri & Fumetti, Recensioni.
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Commenti
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Letto ieri sera ma rispondo solo ora… La visione che ha del sesso Moore è molto interessante, e volendo ci si potrebbe disquisire per ore. Ci son molti punti della filosofia di Moore che mi piacciono, ma mi risulta parlarne tramite commento. Esulando dal discorso serio, ho finalmente capito perchè porti gli occhiali Scritto il 17 novembre 2008, alle 13:21. |
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Se vuoi ti presto Lost Girls, così puoi andare a fartene un paio anche tu Scritto il 17 novembre 2008, alle 13:34. |
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Ho letto lost girls ma non mi ha colpito per niente. Ok, i disegni sono di un’artista e si vede (che non mi piacciano è un altro discorso), replica anche altri stili, bello. Resta comunque un fumetto erotico, anzi una “fanfiction” e per completarla ci hanno messo 15 anni. Moore ha fatto lo stesso lavoro che i mangaka nipponici fanno *meglio* da decenni. Scritto il 17 novembre 2008, alle 21:25. |
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Oh, che post soprendente, non me l’aspettavo, pensavo leggessi solo manga Certo che il discorso sui tabù sessuali lo puoi applicare a qualsiasi opera porno/erotica. E’ il procedimento contrario che non è fattibile. Non c’è mai una dinamica intellettuale nei porno, c’è il sesso e basta. Infine: nel secondo quote dice un sacco di cose Moore, su cosa non sei d’accordo? Non pensi che il sesso sia una cosa bella? Non pensi che ci siano poche opere d’arte che parlano di sesso? Che se nessuno si preoccuperà di creare degli standard la pornografia rimarrà a livelli bassi? Che la pornografia di basso livello non sia triste? Commento di Obi-Fran KenobiScritto il 18 novembre 2008, alle 2:08. |
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Ho scritto di getto perchè stavo per andare a lavorare, cerco di spiegarmi: Il porno per me è qualcosa di estremamente esplicito, non lascia spazio all’immaginazione perchè non lascia nulla da immaginare, se fosse stato porno lost girls conterebbe 500 pagine almeno, una decina buona per ogni rapporto sessuale, dai preliminari all’orgasmo. Fanfiction so cosa vuol dire ed è effettivamente un termine inappropiato, parodia sarebbe stato più corretto: Alan ha creato una parodia erotica, bè quando si scrive una fanfic si fa un lavoro simile: personaggi con relativo background altrui, storia mia. I giappi sono repressi solo in pubblico nella vita privata, nel sesso, i rimorsi e i sensi di colpa non sanno manco dove stanno di casa, quello che per noi è al limite e tabù per loro è una fresca fantasia e i manga hentai sono il miglior mezzo per esprimere questi loro, spesso fisicamente impossibili, desideri. Chiusa la necessaria parentesi nipponica spiego cosa loro fanno *meglio*: Infine riguardo al secondo quote: Moore da quel che deduco desidera un porno più artistico essendo per lui troppo squallido l’attuale. So di non essere stato chiaro e grammaticalmente corretto, chiedo venia. Scritto il 18 novembre 2008, alle 11:11. |
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Ah sì, lo è molto, ma alla fine mi sa che parliamo di due punti di vista diversi Non sono d’accordo con la tua definizione di porno. Lo sarei forse in campo cinematografico o comunque video, ma non nei fumetti. Nei fumetti il processo di intercalazione è l’attività principe e non deve mai venire meno. Se leggessi un fumetto che mi descrive movimento per movimento una scopata completa in 20 pagine, probabilmente lo getterei via etichettandolo come fumetto mal scritto. Poi, non basta il nome a fare un personaggio… Moore ha riscritto completamente storia e costumi delle 3 ragazze. Le ha praticamente rifatte da capo. Direi che è originale eccome, se non emotivamente, almeno tecnicamente. Per la precisione: non “il porno è l’opposto dell’arte”, ma “il porno di merda è l’opposto dell’arte”, o meglio ancora, più generalmente “la merda è l’opposto dell’arte” intendendo “merda” non come le feci ma come qualcosa che è solo uno scarto di produzione, e non la produzione stessa. Mi consigli qualche hentai facilmente scaricabile che reputi esemplare per supportare le tue affermazioni? Commento di Obi-Fran KenobiScritto il 18 novembre 2008, alle 13:06. |
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Che paginate di commenti, tira più etc. etc… Commento di raymanScritto il 18 novembre 2008, alle 16:56. |
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Si, abbiamo decisamente due punti di vista diversi. No, non ti consiglio un hentai perchè abbiamo gusti tendenzialmente opposti (ad esempio ARMS e TF2 a te piacciono, io li trovo noiosi). Se conosci Evangelion leggiti la serei RE-TAKE, se non ricordo male ha anche una storia. Scritto il 18 novembre 2008, alle 18:39. |
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stavo iniziando questo post dicendo “mi trovo più d’accordo con arconte che con obi-fran! :-P” Lost Girls è felicimente privo di pruderie, grazie al cielo, e non fa leva su queste: per Moore il sesso è sesso e non ha bisogno di alcuna giustificazione intellettuale. Anzi, qui l’intelettuale (Moore) è al servizio dell’opera, un’opera che parla di sesso. alla luce delle mie riflessioni (o grosse boiate?? :-D ), non so nemmeno cosa dire del fumetto erotico giapponese (non che lo conosca cosi’ bene..) ai posteri l’ardua sentenza! (massacratemi se ho scritto troppe boiate!!) Commento di filobusScritto il 18 novembre 2008, alle 20:21. |
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Non mi sembrano grosse boiate. Mi sembri d’accordo con me sui punti cardine dell’intenzione di Moore. Il tratto della Gebbie non lo apprezzo in maniera assoluta, ma mi è sembrato adattissimo al tipo di storia che Lost Girls racconta… I personaggi sono comunque usciti da favole, e i pastelli e lo stile un po’ infantile penso ci stiano a meraviglia; inoltre ho già scritto quanto ho apprezzato i cambiamenti di stile citazionistici. Sul discorso tabù, è questo che penso renda diverso Lost Girls da altre produzioni: ogni porno ha tabù diversi, Lost Girls NON NE HA. @Arconte: ma è proprio perchè abbiamo gusti completamente diversi che mi devi consigliare qualcosa… E’ inutile che mi dai un link e subito dopo mi dici che il 90% delle opere li raccolte non le ritieni degne di nota! @Rayman: eh, a me piacerebbe vedere paginate di commenti anche negli altri post, solo che nessuno risponde mai in maniera così approfondita. Scritto il 19 novembre 2008, alle 14:14. |
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eh eh eh… ci ho ripensato ancora un po’! ho scritto “l’intelettuale (Moore) è al servizio dell’opera”, ma non so se sia cosi’ vero… poi il tuo post riceve cosi’ tanti commenti e cosi’ lunghi perche’, be’… parla di sesso! ;-) filobus – ultimo post sul suo blog: Lost Girls, opera interessante? Commento di filobusScritto il 19 novembre 2008, alle 19:23. |
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Scritto il 20 novembre 2008, alle 0:12. |


Iniziative




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Interessante
Scritto il 17 novembre 2008, alle 13:03.