Watchmen movie
Tempo di lettura 9:06 minuti circa.
Mi appropinquo dunque a scrivere quella che sarà la recensione più difficile che abbia mai scritto finora, evviva.
Tanto per precisare, non ho intenzione di stare attento a ciò che scrivo e/o usare il tag spoiler, indi per cui:
ATTENZIONE! SPOILER SUL FILM, SUL FUMETTO E SU QUALSIASI ALTRA COSA RIGUARDI WATCHMEN, FIGURINE REGALO DELLE MERENDINE COMPRESE.
Bene, detto questo, mi trovo a dover dividere la recensione in almeno due parti, una sul film vero e proprio e una sul regista, il giovine Zack "300" Snyder. Capirete leggendo perchè.
WATCHMEN – IL FILM
Non mi era mai capitato di andare a vedere il film di un’opera che amo così tanto quanto Watchmen. Non sono un purista talebano della fedeltà all’opera originale. "Lavoro" nel campo e so benissimo cosa significa fare un adattamento di qualcosa. "V for vendetta", per esempio, è un ottimo adattamento dell’opera di Moore, nonostante Moore abbia definito la sceneggiatura "imbecille" (ma più per ripicca contro uno spregio del produttore, secondo me. Forse manco l’ha mai letta
). Nonostante questo, la paura di trovarsi davanti una cazzata era tanta. Non perchè avessi poca fiducia in Snyder, che in 300 ha fatto un ottimo lavoro, secondo me migliorando addirittura il fumetto originale di Miller. Semplicemente, il terrore travalicava la fiducia. C’è davvero troppo dentro Watchmen per farne una riduzione filmica. Ho sempre detto che sarebbe stato possibile farla, tuttavia, con i dovuti tagli (e la mia personale scaletta la trovate qui).
Quello che non avrei mai previsto, è esattamente quello che Snyder ha fatto.
Watchmen è piaciuto praticamente a TUTTI, soprattutto ai fan del fumetto. Com’è possibile? E’ la prima volta che vedo succedere una cosa del genere in vita mia, giuro.
Semplice: Watchmen – il film – è IDENTICO al fumetto. Ha le stesse inquadrature, le stesse linee di dialogo.
Di fatto, non è un adattamento, ma la copia pedissequa in movimento. In pratica, la versione cinematografica con attori in carne ed ossa del motion comic (tra l’altro molto bello, procuratevelo).
Iniziate a capire perchè c’è bisogno di parlare del film e del regista in modo distinto? Perchè il regista principale di questo film non è Snyder, ma Moore.
Sono sue le inquadrature, sono suoi i movimenti di macchina. La creatività di Snyder compare solo per adattamenti di produzione e in un paio di scene.
Si badi bene che non è un’offesa o una limitazione al lavoro di Snyder: il lavoro del regista non si ferma certo alla shooting list. Ma di questo parleremo nell’altro paragrafo.
In poche parole, la sensazione che ho avuto, nei 160 minuti in cui sono rimasto seduto, è stata quella di stare leggendo il fumetto, non di stare guardando il film. Ed è stato stranissimo, perchè non mi era mai successo, e mi ha portato un estraniamento, uno scombussolamento fortissimo. Non potendo quindi giudicare freddamente, sono andato in giro per internet a cercare di capire se questo benedetto film è piaciuto o meno, e ho scoperto che ha messo tutti d’accordo.
Sono felici i fan del fumetto (la maggior parte, almeno), che hanno incredibilmente accettato i cambiamenti dal fumetto al film. Sono felici persino quelli che del fumetto non ne sapevano nulla, perchè hanno scoperto, con soli 23 anni di ritardo, che si può parlare di eroi mascherati in maniera molto più realistica e intelligente dei film del genere usciti finora. Sono stato colpito dal fatto che persino alcuni dei messaggi originali del fumetto siano passati tranquillamente a schermo.
Certamente, è una storia tagliata. Come leggere il fumetto saltando alcune pagine. Ci sono cose che proprio non funzionano.
Ozymandias, per primo, è una macchietta. Nel fumetto rappresenta il superuomo Nietzschiano, l’essere perfetto, forte, intelligente. Qui nulla ce lo fa capire, se non le ripetute battute "tu sei l’uomo più intelligente del mondo". Già a partire dalla scelta dell’attore si capisce che il personaggio non è quello che deve essere. Tolto il suo spessore intellettuale, ciò che rimane nel film sono solo poche battute ad effetto, una porzione di un discorso più ampio (quando comincia a raffrontarsi ad Alessandro il Grande) che però mozzato perde di senso e scopo, e il fatto che sia "il cattivo". Senza una disanima adeguata, Oymandias diventa davvero il cattivo da fumetto che nel film dice di non essere; certo, usa metodi non convenzionali per esserlo, ma lo è comunque.
Probabilmente proprio per questo motivo, ci sono dei punti chiave in cui la sceneggiatura sembra accelerare all’improvviso, perdendo di ritmo. Rorschach e Nite Owl ricostruiscono troppo velocemente gli avvenimenti: non fanno in tempo a giungere alle conclusioni che già li ritroviamo catapultati in antartide, disorientando pesantemente lo spettatore.
Il finale modificato l’ho trovato assurdo: non si capisce come possa il Consiglio di Guerra degli Stati Uniti capire cosa è successo veramente (e se lo capissero, dovrebbero sapere che il progetto in questione non era esclusiva di Manhattan, ma realizzato con l’aiuto di Veidt… Dovrebbero quindi ricollegare anche lui, e il suo "piano geniale" dovrebbe cadere banalmente); non c’è motivo per cui pensino che Manhattan abbia compiuto "un atto di malvagità insensato", dato che atti insensati non sono cose da Manhattan e soprattutto che secondo gli studi degli psicologi (se c’erano arrivati quelli di Veidt, mi sembra ovvio che ci siano arrivati anche quelli di Nixon, l’uomo che scampò al Watergate, o no?) egli si stava distaccando sempre di più dagli umani, che considera al pari delle termiti (se mi spiegate per quale motivo Dio vorrebbe far esplodere un termitaio…); infine, non ha senso che le due superpotenze mondiali firmino un armistizio per combattere insieme un potere più grande. Chi vogliono combattere? Dio? Beh, tanti auguri!
E veniamo a Rorschach, il personaggio a me più caro, come immagino avrete intuito leggendo il mio blog nel corso degli anni…
Sono tutti piuttosto soddisfatti di come il personaggio è stato reso.
Io no.
E non è perchè sono un talebano, ho troppo a cuore il personaggio, blablabla. No, è un discorso più ampio. La psicologia di Rorschach non è una banalità del genere "infanzia difficile, madre puttana, riformatorio". Tutto questo ne è solo una frazione: potremmo dire che è una predisposizione. Ma la genesi di Rorschach è ben diversa, e la scena di Kitty Genovese, tagliata nel film, ne era parte integrante. Kovacs diventa Rorschach seguendo un percorso articolato su più livelli, l’ultimo dei quali è talmente cupo, crudo e risonante di Verità, che il povero dottor Malcolm Long non solo non riesce a tenersene fuori, ma ne viene risucchiato. Tagliare l’agghiacciante scena della cena con gli amici, è tagliare la psicologia di Rorschach. "Se guardi nell’abisso, anche l’abisso guarda te", questo è il concetto più semplice e potente che ne esce. Rorschach è Rorschach non perchè era un bambino disturbato, con madre prostituta, che è cresciuto in riformatorio, ma perchè ha CAPITO. Ha capito davvero cos’è l’Universo e come funziona. Rorschach possiede le conoscenze di Manhattan, ma non ha la sua mente quantistica e il suo distaccamento extra-umano. La morale di Rorschach segue le regole di un potere più grande. Per questo non può arrendersi, non può cedere, non può scendere a compromessi, nemmeno volendo. Per questo deve morire, nonostante possa scegliere di farlo da Kovacs, quindi da essere umano.
Inoltre, ma questa è una mia opinione estetica molto personale, non ho capito per quale motivo la scena in cui uccide il pedofilo è stata modificata togliendo il rogo… Trovo molto più poetiche, toccanti ed evocative le fiamme purificatrici, dei violenti colpi di mannaia che si risolvono in una scena piuttosto splatter che di poetico non ha poi molto.
Anche le musiche sono state al centro di diverse discussione, e queste sì hanno davvero diviso i fan, molto più dei cambi di sceneggiatura e regia. In breve, personalmente condivido il parere di chi pensa che sarebbero state più adatte musiche di ambientazione, piuttosto che colonne sonore. Alcune sono prese pari pari dalle citazioni presenti anche nel fumetto, come "The times they are a-changing" o "All along the watchtower", altre sono scelte da Snyder ma si adattano piuttosto bene ("Sound of Silence" nella scena del funerale), altre invece le ho trovate fuoriluogo. Una in particolare mi ha dato un fastidio tremendo. E’ "Allelujah" nella versione di Leonard Cohen, messa sulla scena di sesso tra Nite Owl e Silk Spectre. Mancava davvero uno stacco su il tappo di una bottiglia di spumante che salta, o il lancio di un missile, per far sembrare la scena tratta da Una pallottola spuntata. Nella mia arroganza, non credo che Moore avrebbe gradito, e io di sicuro non l’ho fatto. E’ stata l’unica scena che mi ha violentemente sbalzato fuori dal film. In effetti, sulla scelta delle musiche di Snyder avevo già avuto alcune riserve in 300.
Bravi tutti gli attori, eccezion fatta forse per Ozymandias, ma difficile capirlo davvero, dato che manca così tanto di quel personaggio da indurre a credere che l’attore avesse poco materiale su cui lavorare. Un grande Rorschach, un degno Manhattan, un Nite Owl sufficiente (un po’ troppo in forma, più che altro), una Silk Spectre privata di rabbia e rancore, ma gnocca all’ennesima potenza.
Ecco, un’altra mancanza che ho sentito guardando il film: la rabbia. Anche quando urlano, i personaggi del film sono tutti troppo calmi, troppo pacati. Manca l’irruenza umana che affiora dal fumetto, li avrebbe resi ancora più reali.
Questi sono secondo me i difetti della trasposizione… Non mi hanno dato fastidio gli stop&go tipici, finora, della regia di Snyder, e non ho trovato errori grossolani. Si vede che tutto è stato realizzato con molta cura e soprattutto tanto amore e rispetto per la graphic novel. E’ forse questo rispetto religioso e il terrore di essere linciato dai fan che hanno portato Snyder a fare il film tale e quale al fumetto.
Vedremo come andrà al botteghino, ma di certo Snyder ci ha mostrato un nuovo modo di fare una trasposizione cinematografica senza far incazzare la maggior parte dei fan. Non è poco.
ZACK SNYDER
Dov’è Snyder? Non c’è. Non come regista.
La mano del produttore c’è, si vede bene, e va onorata da qui all’eternità, perchè Snyder è riuscito con pieno successo dove Terry Gilliam non ha nemmeno provato. La ricostruzione del fumetto è religiosamente perfetta, degna di un monaco amanuense. Dalla scenografia alla fotografia, dai costumi al trucco, siamo nel mondo di Watchmen, e non c’è alcun dubbio su questo. Snyder ci prende per mano e ci immerge fino al collo nella folle cronistoria di Moore, deliziandoci con dettagli e tocchi di classe degni del fumetto.
Ci regala i titoli di testa più belli mai realizzati, un capolavoro non solo per realizzazione tecnica, ma anche e soprattutto perchè riescono, in un gioiello di scrittura sintetica, a raccontarci le tante sottotrame della graphic novel in pochi minuti.
Ma poi basta, tutto finisce qui, perchè Snyder si lascia cadere e pone assoluta fiducia nel fatto che dietro di lui ci sia Alan Moore a prenderlo al volo prima che tocchi terra. Snyder non si cruccia nemmeno mezzo secondo: è certo che la soprannaturale attualità di un fumetto scritto 23 anni fa basti a tenere tutto insieme.
La sua è una doppia scommessa, perchè non solo pensa che Watchmen sia attualissimo a distanza di tutto questo tempo, ma dà per scontato che sia anche intermediale, che non abbia bisogno praticamente mai di un adattamento cinematografico.
Snyder ha preso pari pari contenuti e inquadrature della graphic novel e le ha realizzate.
Inutile dire che la sua fiducia sia stata riposta degnamente, e che abbia vinto tutte le scommesse che ha fatto.
Ma tecnicamente, moralmente, se vogliamo, è corretta una cosa del genere? Cosa ci dice Watchmen di Zack Snyder regista? Poco e nulla. Deduciamo la sua abilità nel conservare l’originalità di un’opera, ma non c’è una vera applicazione di talento.
Una delle pochissime inquadrature da lui realizzate ex-novo, per dire, quella in cui Rorschach uccide Grand’uomo, non è nulla di che. Insomma, è davvero difficile dire a voce alta "bravo Snyder, hai dimostrato di essere un grande regista", perchè in realtà non è così: con Watchmen ha dimostrato solo di essere un grande produttore.
Nella foto: Zack Snyder mostra a Dave Gibbons quanto ce l’ha grosso.
Altre occasioni in cui ho parlato di Watchmen.

Pubblicato il 15 marzo 2009, alle 12:04, in Cinema & TV, Recensioni.
Letto 706 volte
Commenti: 3
Ping&Trackbacks
Commenti
|
|
Grazie Griso, bel post! Andiamo per ordine… Sì, è certo che Snyder sia un fan del fumetto, traspare molto dal film e l’ha pure dichiarato. Su questo non ci sono dubbi. Il finale cambiato è vero che rimane funzionale alla storia e all’ambientazione del fumetto, io ho solo fatto notare che non mi pare stia bene in piedi. E’ insomma un po’ posticcio e piuttosto rozzo. Sono d’accordo anche che la scena di sesso sia molto umana, e anche qui: lo è perchè è copiata pari pari dal fumetto, inquadrature comprese, e il sesso secondo Moore è proprio questo: umano, semplice, passionale, senza fade e orpelli visivi (ho scritto un articolo bello lungo al riguardo, a proposito di Lost Girls). Ho solo contestato la musica, che se nel fumetto non ha presenza e di conseguenza il potere di cambiare il senso della scena, nel cinema ce l’ha eccome, ed è quello che secondo me ha fatto in questo caso. Completamente d’accordo con gli ultimi due paragrafi. Scritto il 15 marzo 2009, alle 15:53. |
|
|
E finito il film, da veri fanboy, seduti su un letto a sfogliare il fumetto…. Scritto il 17 marzo 2009, alle 9:24. |






).

Sono abbastanza d’accordo con la tua analisi del film, anche se non condivido il commento a Snyder.
Premesso che penso come te che abbia davvero avuto il terrore di deludere i fan, mi viene spontanea una domanda: ma non è che Snyder stesso è un fan del fumetto? Forse il suo “esser regista” ha significato proprio questo, ricreare pedissequamente quello che vedeva nel fumetto, ricreare quelle inquadrature, quel feeling, rendere viva e fruibile un’opera finora gustata (sì, gustata, amata, apprezzata) solamente su carta, su fumetto, su un altro medium. Quanto ciò sia funzionale, se sia stata una scelta giusta o meno, questo poi rientra nel gusto dello spettatore. E prima di tutto uno deve essere spettatore di fronte a Watchmen, e non lettore del fumetto. Ma è una cosa possibile in un film che nasce con l’intento di accontentare tutti i fan del fumetto (e forse Snyder in primis)? Più che nella realizzazione effettiva, io la risposta la cercherei nell’intenzione del regista (di cui sarebbe bello essere a conoscenza).
Il finale cambiato rimane secondo me funzionale all’opera, non so quanto avrebbe reso a schermo, con i dovuti tagli che si sono fatti, la storia del mostrone gigante con i tentacoloni che invade la città. Così è più diretto, è più svelto, è più da film, da tontoloni. E ci sta, in quanto il film non offre (per ovvie ragioni) tutte le chiavi di lettura del fumetto, unito al fatto che è stato fatto un pessimo lavoro (e qui sì, ti do più che ragione) con il personaggio di Ozymandias, che nel fumetto è uomo che crede di essere Dio -in contrapposizione a Jon che è Dio che non riesce più ad essere uomo-, testimoni ne sono la sua totale venerazione per Alessandro, l’egitto (dove i faraoni erano dei in terra) e tutto il resto.
La scena di sesso io l’ho vista molto “umana”, ma ho notato che sono stato l’unico a sentirla in questa maniera. Per me il sesso è sesso, niente immagini che sfumano le une nelle altre, niente musiche romantiche, niente baci. Si scopa, ed è così che si scopa. Realistica quantomeno, non mi ha “disturbato”. Concordo con la poco felice scelta della canzone, che rende tutto troppo ridicolo (e stride quindi con la scena cruda del sesso tra i due).
La domanda finale è: mi è piaciuto? Beh, sì, in fondo sì, ma per tutto il film ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, e a quasi una settimana dalla visione ho capito che in fondo Watchmen ha la sua piena realizzazione e funzionalità solo su quel medium, il fumetto.
Un film non può che esserne un riassunto (un bel riassunto in fondo), ma manca di quel pathos che sento ogni volta che sfoglio quelle pagine, ogni volta che mi immergo in una storia che ti lascia con un senso di angoscia e delusione nei confronti del mondo, cosa che non sono riuscito a provare alla fine di Watchmen.
Esperimento riuscito? Diciamo all’80%, non di più. Ma non penso si possa fare meglio di così. Snyder ci ha provato, ci ha messo il cuore (e si vede), ed ha fatto un buon lavoro, tutto sommato.
Pardon per il discorso totalmente disordinato
Scritto il 15 marzo 2009, alle 15:35.