Teoria e pratica della Recenchiacchiera (C)
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Autobrevetto
Ad imperitura memoria (virtuale), sia messo a verbale (digitale) che oggi, 22 novembre 2009, Obi-Fran Kenobi rivendica la paternità dell'invenzione giornalistica denominata "RECENCHIACCHIERA"!
La Recenchiacchiera (TM) è un articolo giornalistico a metà tra una chat e una recensione tecnica. La base teorica su cui la sua struttura si basa è riportata a seguito.
Un esempio della Recenchiacchiera (la prima pubblicata sull'internet) si può trovare su Camminando Scalzi.
Teoria strutturale della Recenchiacchera (CC)
Punto I. Dell'estetica redazionale.
La Recenchiacchiera è un incrocio tra una chat e una recensione tecnica. Il che significa che deve cogliere gli aspetti positivi di entrambe le forme redazionali. Deve dunque trarre dalla chat l'immediatezza, la schiettezza e la semplicità di linguaggio, e dalla recensione l'esanima tecnica dell'oggetto di cui si discute.
La difficoltà del redarre una Recenchiacchiera sta nel trovare l'equilibrio tra queste due forme di scrittura così agli antipodi.
La Recenchiacchiera per essere intellegibile e di scorrevole lettura deve passare da numerose revisioni, di tutti gli autori che ne hanno preso parte, per essere filtrata di tutte quelle leggerezze, ridondanze, mancanze e ripetizioni che emergono naturalmente da una chat. Deve altresì non esagerare nell'altra direzione, adottando cioè un linguaggio troppo tecnico e freddo, proprio di una recensione professionale.
Punto II. Della compatibilità dei redattori.
La Recenchiacchiera viene meglio se viene fatta da persone con una base culturale in comune, o comunque simile, e che abbiano un certo feeling tra di loro.
Punto III. Degli strumenti.
Banalmente, una chat si affronta su un instant messaging. Tuttavia, è possibile utilizzare per la Recenchiacchiera anche strumenti diversi, ad esempio un forum privato o un documento condiviso online. Chi scrive ha utilizzato Google Wave (attualmente in fase di open beta) e ne consiglia l'utilizzo, dato che la chat avviene in tempo reale, rimane poi salvata nella sua forma originale, è riaccessibile ed ampliabile in qualunque momento (e facilita il processo di reinserimento nella discussione) e supporta facilmente l'aggiunta di elementi multimediali.
Sono sconsigliati strumenti i cui aggiornamenti avvengono in differita, come le e-mail.
Punto IV. Dello stile letterario.
– Scrivere di getto, senza pensarci troppo. Le correzioni verranno fatte in un secondo momento. In caso di problemi linguistici (una parola che non viene o di cui non si è sicuri, un dubbio grammaticale, ecc…) utilizzare un placeholder (un simbolo univoco facile da ritrovare e da sostituire con la ricerca automatica di browser e word processor, ad esempio "$dubbio") e andare avanti. Questa indicazione è fondamentale per mantenere il feeling linguistico tipico di una chat.
– Sforzarsi comunque di non parlare come in una vera chat, ma di utilizzare l'italiano migliore possibile, senza abbreviazioni e senza dialettismi (in quest'ultimo caso, ovviamente, a meno che non si voglia proprio scrivere una recensione in dialetto, se c'è l'esigenza) e frasi fatte. Se ne scappano alcune va bene, ma scrivere flussi di coscienza non controllati dall'autocritica porta solo ad aggravare ed allungare i passi successivi di revisione ed editing del testo finale.
– Se si sta utilizzando una chat (a maggior ragione se invece si sta utilizzando un forum o un documento condiviso), evitare il tipico frazionamento delle frasi. Digitare tutta l'intera frase di senso compiuto prima di inviarla. Scrivere a turno, ed aspettare il proprio. La Recenchiacchiera deve essere un botta e risposta, altrimenti annoia con più facilità.
– Per essere interessante, una Recenchiacchiera deve avere un minimo di conflitto tra gli interlocutori. Se tutti sono d'accordo tra di loro, vengono a mancare i requisiti critici della recensione, e si rischia di non esaminare tutti gli aspetti dell'opera in analisi. Quindi, anche se in realtà si è d'accordo su tutto, sforzarsi di fare "il bastian contrario" e cercare il contraddittorio. Questo, ovviamente, non significa affatto cominciare a litigare o a discutere troppo animatamente, perchè in quel caso la cosa degenera in una banalissima chat e perde l'utilità per chi legge.
Lo scopo della Recenchiacchiera è rendere partecipe il lettore della discussione utilizzando un linguaggio più alla mano rispetto a quello delle recensioni, ma senza creare una bolgia invettiva da bar.
– L'esperienza della Recenchiacchiera deve essere replicabile dal lettore. Deve cioè poter rievocare la situazione originale in cui la chat si è creata. Nel caso della Recenchiacchiera di un album musicale, il lettore deve poter seguire il testo mentre ascolta il disco. Quindi, per questo esempio, i redattori non devono mettere in pausa e devono stare nei tempi delle singole canzoni, per non perdere troppo la tempistica.
In casi diversi, questo consiglio teorico deve essere adattato… Per la Recenchiacchiera di un film si può pensare di parlarne durante la visione, ma anche dopo, a mò di cineforum; per un videogioco si può pensare ad una modalità cooperativa in cui qualcuno gioca e qualcun'altro commenta da spettatore, oppure mettersi a parlarne subito dopo una sessione di gioco intensa; per un libro o un fumetto si possono sfogliare contemporaneamente le pagine e commentare i nodi narrativi o le scene particolarmente importanti o che colpiscono il singolo redattore.
L'importante è creare una situazione che sia replicabile con facilità dal lettore.
Punto V. Della tecnica.
1) Chiacchierare dell'oggetto in analisi, tramite lo strumento scelto, utilizzando (e, in caso, personalizzando o adattando) i consigli di stile illustrati nel punto IV.
2) Prima revisione a caldo per tutti i redattori, possibilmente subito dopo la fine della Recenchiacchiera. Controllo grammaticale, lessicale, sintattico del proprio testo. Per ora si sconsiglia di revisionare le parti altrui. In questa fase è invece consigliato di trovare altri stimoli e ispirazioni che possano scaturire nuovi pensieri e discussioni. Eventualmente, aggiungerle al testo e notificarle agli altri redattori. Si può anche cominciare a pensare ai link e alle eventuali immagini da inserire.
3) Seconda revisione, a freddo, appena si ha la mente sgombra e la voglia di farla (dopo qualche ora o il giorno dopo, ad esempio). Stessi controlli del punto 2, ma applicati a tutto il testo, compreso quello degli altri. Fare particolare attenzione alla coerenza tra botte e risposte. Notificare le modifiche, o discuterne prima con gli altri redattori. Si può già cominciare ad inserire i link ad argomenti incidentali affiorati durante la chat.
4) Terza revisione, almeno il giorno dopo, ma meglio un paio. L'ideale sarebbe smettere di pensare al lavoro fatto e tornarci solo dopo, come se si leggesse per la prima volta. Questa è la revisione più importante. Dando per scontato che gli errori più evidenti siano già stati filtrati dalle due precedenti revisioni, ci si deve concentrare ora sul senso globale della Recenchiacchiera.
Insistere sulla coerenza tra botte e risposte, cominciare a tagliare le parti che si ritengono troppo dispersive e fuori contesto.
Ricontrollare le fonti delle affermazioni non personali affiorate nella chat, inserire i link o copiare le citazioni/stralci di testo che servono.
5) Editing. Questa fase può essere fatta anche contemporaneamente alla terza revisione, anche se è consigliabile farla piuttosto subito dopo.
Il suo scopo è rendere tutto coerente e semplificare il più possibile lettura e scorrevolezza.
Si comincia rileggendo tutto e annotandosi i passaggi poco chiari o quelli frammentati in paragrafi diversi. Si può anche continuare a tagliare, all'occorrenza. I passaggi poco chiari devono essere riscritti, provando diversi modi di porli: si provi a cambiare tempo verbale, soggetto, forma attiva/passiva, eccetera. Se una frase non sembra funzionare in nessuna maniera, probabilmente è meglio tagliarla.
I passaggi frammentati vanno riuniti per coerenza. Se ad esempio si parla di un determinato argomento nel primo paragrafo, poi questo argomento viene lasciato cadere e infine riaffiora nel penultimo paragrafo, decidere dove è meglio inserirlo (se nel primo paragrafo o nel penultimo) e unificarlo lì. Eliminare ovviamente le parti ridondanti o ripetute, e rendere coerente il botta e risposta.
6) Revisione finale e impaginazione. Un ultima, attenta, rilettura globale, seguendo gli accorgimenti della seconda e della terza revisione. Ultime eventuali correzioni ed editing, poi si può finalmente passare ad inserire immagini ed altri imbellettamenti come corsivi e grassetti.
Il grassetto in particolare è importante per fornire una "guida logica" ai contenuti della Recenchiacchiera. E' plausibile infatti che il risultato finale sia piuttosto lungo, nonostante i tagli, e dispersivo. D'altronde, è la sua natura di chat. Per questo è importante che il grassetto isoli le parole, le frasi e i concetti chiave in ogni paragrafo. Chi legge deve poter essere in grado di capire a grandi linee di cosa si sta parlando, e come se ne sta parlando, anche senza leggere ogni singola disquisizione da chat.
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Pubblicato il 22 novembre 2009, alle 16:19, in Creazioni, Cronache, Musica, Recensioni.
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