Coniugare Scienza e Paranormale
Tempo di lettura 7:09 minuti circa.
Dopo l'immersione totale nella spiritualità degli ultimi anni, un bagno nella Scienza Pura mi ci voleva. Sono infatti fresco da un weekend a Pavia, trascorso al "corso di indagatore del mistero" che il C.I.C.A.P. organizza ormai da otto anni.
Partiamo dalle basi, per chi non sa nemmeno cosa sia il cicap… È l'acronimo di Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Nasce da un'idea di Piero Angela del 1979, che però riesce a realizzare solo dieci anni dopo, nel 1989, con l'aiuto di personaggi come Margherita Hack, Massimo Polidoro, Tullio Regge, Silvio Garattini e altri scienziati. Lo scopo del cicap non è quello che erroneamente si potrebbe pensare, cioè di smontare o smentire i potenziali sensitivi (chiaroveggenti, astrologi, rabdomanti e quant'altro), bensì di fornire un rigoroso, sistematico ma soprattutto più imparziale possibile controllo delle affermazioni sul paranormale (parola che oggigiorno ha una definizione molto sfuggente, tra l'altro). Non parliamo quindi di un'indagine puramente scettica ricolma di pregiudizio, di un'azione "violenta" alla Striscia la notizia, bensì dell'applicazione del Metodo Scientifico per constatare se i poteri o le capacità paranormali dichiarate da un individuo sono statisticamente significative o meno.
Non è raro (anzi, credo che rappresentino la maggior parte dei casi del cicap) che gli stessi sensitivi contattino direttamente il cicap per farsi "testare": è infatti comunissimo che queste persone siano completamente o almeno in parte in buona fede, fatta eccezione ovviamente per i soliti delinquenti che invece sfruttano l'infinita ignoranza e voglia di credere delle persone comuni per fare soldi (e questo tipo di persone, ovviamente, dal cicap si tiene ben distante).
Il cicap è un'associazione senza fini di lucro, e si mantiene (oltre che al supporto di personalità di spicco come quelle già citate più altre come Umberto Eco, Umberto Veronesi, Silvan, Tiziano Sclavi, Piergiorgio Odifreddi, eccetera) grazie alla pubblicazione di libri (spesso prodotti privatamente, per tagliare i costi di distribuzione, per cui li potete ordinare solo dal bookshop del Cicap o ovviamente andando alla sede di Padova), riviste ("Scienza e Paranormale", "Magia") e, ovviamente, su convegni e corsi come quello che ho fatto io.
Non c'è da stupirsi più di tanto che gli aspiranti sensitivi si mettano volentieri in dubbio davanti al comitato scientifico del cicap: oltre appunto al coraggio e alla sicurezza provenienti dalla buona fede, si può notare, non senza una lieve dose di malignità, come il cicap sia legato a doppio filo con la fondazione dell'illusionista e "indagatore del mistero" James Randi. Randi è il promotore del premio che prende il suo cognome: da quasi trent'anni, Randi è disposto a pagare la cifra di un milione di dollari a chiunque riesca a dimostrare, sotto rigorosi controlli scientifici, di essere in grado di fare qualcosa di paranormale. In questi trent'anni, nessuno ha ancora vinto il premio, così come la percentuale di test con esito positivo condotti dal cicap è uguale a zero.
Ma il bello del cicap, e delle persone che ci lavorano, è che non nega a prescindere che esistano fenomeni paranormali. Con il giusto rigore scientifico e lo scetticismo razionalistico, si limita a constatare i risultati dei test: nessuno, finora, è riuscito a dimostrare di avere capacità paranormali capaci di ottenere un successo statistico maggiore di quello che chiunque, facendo a caso la stessa cosa, avrebbe comunque.
Il corso è stato introdotto da Luigi Garlaschelli, un chimico che potreste aver sentito nominare, dato che è l'uomo dietro la riproduzione della Sindone e del sangue di San Gennaro (oppure magari conoscete i lavoretti "alternativi" che ha fatto sotto lo pseudonimo di Fulvio Fùlleri, il protagonista di un suo romanzo). La palla è poi passata ai due principali relatori, ovvero Andrea Ferrero e Stefano Bagnasco. Il primo è un ingegnere che si occupa di satelliti all'agenzia spaziale italiana, il secondo un fisico che si divide tra l'istituto nazionale di fisica nucleare e il CERN di Ginevra, ovviamente nel tempo libero, quando non è impegnato a inventare le sue ricette culinarie (tra l'altro, potete vederlo nella puntata di Porta a Porta di martedì 19 gennaio, dedicata all'astrologia).
Subito mi sono ritrovato a mio agio. La scienza dovrebbe essere sempre così: non il testardo quanto goffo tentativo di negare tutto ciò che non appartiene al mondo "conosciuto", ma l'intelligenza razionalistica di dire non solo che non ci sono prove scientifiche dell'esistenza di fenomeni paranormali, ma anche che la scienza è tutto sommato limitata, non solo dagli strumenti che possiede, ma anche appunto dalla razionalità che impone, anzi si basa, sul dubbio. "Se non posso testarlo, non posso dimostrare che esiste, ma nemmeno che non esiste", anche se il motto che deve regnare nella mente del ricercatore è piuttosto "correlazione non implica causalità".
E l'ironia. Ciò che ritengo imprescindibile dalla vita stessa, e quindi da qualsiasi altra cosa, soprattutto la scienza. La prima diapositiva della presentazione powerpoint vedeva il prof. Bagnasco seduto a gambe incrociate su un letto di chiodi, con le mani nella classica posizione dello yogi e un'espressione abbastanza soddisfatta sul volto.
Non tutti riuscivano a mascherare la propria incredulità: nella voce di Garlaschelli ho colto a volte la scocciatura di ripetere all'infinito le stesse cose, e uno scetticismo maturato dall'esperienza pluriennale; Bagnasco è quello che meno si è curato delle apparenze, e mi è risultato subito spontaneo e sincero; Ferrero è quello che, sotto questo punto di vista, mi è piaciuto di più: ha mantenuto un'equidistanza perfetta senza mai tradire un'eccessiva credulità o un eccessivo scetticismo. Ce ne fossero.
Ben più assatanati e col dente avvelenato erano semmai i partecipanti. Atei convinti e scettici della peggior specie. Come forse saprete, le posizioni estreme non mi hanno mai convinto, né da una parte né dall'altra. Per me un credente ed un ateo sono sullo stesso piano. Nessuno dei due ha modo di provare la sua teoria, ma entrambi ci credono ciecamente, e non è possibile ragionarci. Per come la vedo io, sono entrambi manifestazioni della Fede, anche se si basano su un presupposto ("sento che esiste qualcosa") o il suo opposto ("non sento niente quindi non esiste niente"). Due facce di una stessa medaglia, insomma. A me che non sono mai stato competitivo, le medaglie non interessano granché.
A parte questi personaggi, comunque, il gruppo mi è piaciuto parecchio. Di composizione abbastanza eterogenea, anche se ho visto poche donne (meno di una decina su circa quaranta partecipanti, di cui solo una più o meno mia coetanea), e un'età media piuttosto alta, diciamo sui 40 anni, con picchi che superavano i 60 e con me che probabilmente rappresentavo uno dei più giovani (ma la barba, il cappello e la preparazione intellettuale hanno aiutato a camuffarmi, mahahahah).
La preparazione intellettuale, eh sì. Questo corso è stato motivo anche di un aumento notevole di autostima… Intendiamoci, non che l'ingegnere e il fisico parlassero come fossero ad una loro lezione in Università, il linguaggio è stato quasi sempre divulgativo e generalmente accessibile… Eppure, certi concetti, certi ragionamenti e certe conoscenze di base date a volte per scontate non sono stati capiti e assorbiti da tutti, come ho avuto modo di constatare parlando con gli altri partecipanti dopo il convegno. Io invece ho capito praticamente tutto, e piuttosto profondamente. E' stato importante per me capire che i miei studi privati non sono stati del tutto inutili, e che probabilmente la strada che ho scelto per il mio cammino intellettuale non è poi così malaccio.
È stato bellissimo anche confrontarmi con altre persone; persone dalla varietà culturale e sociale: psicologi, filosofi (uno specializzato in una cosa che non sapevo esistere: "teoria e pratica dell'argomentazione", una cosa di cui avremmo un gran bisogno tutti, nel mondo ma soprattutto in Italia), banchieri, scienziati di vario genere, un prestigiatore e mentalista e addirittura una coraggiosa pranoterapeuta entrata nella tana del drago! Persone che – ahimé – non ho la fortuna di incontrare tutti i giorni, per la vita che faccio e per il posto dove vivo. Non si trova dappertutto qualcuno con cui puoi parlare degli argomenti più disparati, dalla storia alla politica, dalla teologia ad argomenti scientifici abbastanza specifici, nel corso di una conversazione di 15 minuti, tenuta mentre si sta andando a prendere un caffé. È stata sicuramente la mancanza più significativa che ho sentito al momento di tornare a casa.
Nonostante fossi a mio agio, ho tenuto un profilo bassissimo. Non ho parlato praticamente mai di me a nessuno, tranne quando è stato impossibile evitarlo. Soprattutto, ho evitato il discorso meditazione e magia.
Come ho detto, è difficile discutere con un ateo e/o scettico convinto, e a me non andava di mettermi a fare l'avvocato del diavolo, litigare per difendere posizioni che non penso abbiano bisogno di essere difese, per poi scoprire che stato tutto inutile, dato che nessuno ha cambiato posizione sull'argomento, e si è ottenuto solamente il rilascio di un po' di adrenalina e la tensione di qualche nervo.
Però, ho avuto la conferma che la scienza e ciò che va oltre essa, non sono incompatibili. Il metodo scientifico si può benissimo applicare a quello che sto imparando andando al corso di meditazione, o leggendo Moore e Crowley.
Si rafforza in me l'idea che Scienza ed Esoterismo fossero davvero un tutt'uno, in origine, e siano stati separati nel corso dei secoli, per colpa della stupidità e l'incapacità di pochi (ma potenti).
Sarebbe bello poter unire di nuovo le due cose, far dialogare ancora i due mondi.
Aprire veramente le menti di tutti, e far finalmente ricongiungere lo Ying con lo Yang.
"Aprire le menti, ma non tanto da far cadere il cervello", come recita lo slogan stampato sul sacchetto di plastica del cicap.
Pubblicato il 18 gennaio 2010, alle 20:17, in Cronache.
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Commenti
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Eppoi era l’ottava edizione, era chiaramente un segno, non potevo non andare Scritto il 20 gennaio 2010, alle 15:50. |
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Bello il motto “Aprire le menti, ma non tanto da far cadere il cervello” Quando sarai un caota provetto ti sottoporrai anche tu all’esame del CICAP? Scritto il 21 gennaio 2010, alle 16:29. |
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Di solito si chiamano “studi esoterici” perché sono segreti Scritto il 21 gennaio 2010, alle 19:50. |
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‘ste cose dovrebbero farle vedere in tv al posto di voyager Scritto il 22 gennaio 2010, alle 13:31. |
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Ricordati di avvertirmi, se ho abbastanza soldi e voglia di spostarmi ci torno Scritto il 22 gennaio 2010, alle 19:29. |








La materia è molto interessante anche se, come ben sai, non la conosco e non l’ho mai approfondita più di tanto.
Conoscere, imparare, studiare e approfondire purtroppo son termini attualmente sottovalutati nel mondo attuale, secondo me hai fatto la scelta giusta, una volta ogni tanto
, partecipando ad una cosa del genere.
Scritto il 20 gennaio 2010, alle 12:24.