Considerazioni sparse su Avatar
Tempo di lettura 12:10 minuti circa.
Non mi va di fare una vera e propria recensione: ci sarebbe troppo da dire, da spiegare e da giustificare, e sinceramente non credo ne valga la pena. Per cui ecco una serie di pensieri che l'evento pre-film, il film stesso e le riflessioni post-film mi hanno indotto.
Premessa: indispensabile che prima leggiate l'intervista a James Cameron pubblicata su Wired di gennaio, e riproposta a questo indirizzo. La citerò continuamente. E' lunga ma ne vale la pena, datemi retta: c'è chi dopo averla letta ha esordito dicendo "aah, Cameron, l'incarnazione del sogno americano!" e gli ha dato ancora più stima e fiducia, e chi invece (come me) ha realizzato che è ancora più idiota di quanto pensasse prima. Buona lettura, ci vediamo tra dieci minuti.
Impressioni in breve: mi è piaciuto abbastanza. È un buon fantasy camuffato da film di fantascienza (come il suo adorato Star Wars, d'altronde), scorre abbastanza bene, gli attori – in digitale o meno – son diretti bene e danno una buona prova. La sceneggiatura è mediocre, in particolare i dialoghi li ho trovati quasi tutti pessimi. Ci sono un paio di personaggi caratterizzati molto pesantemente, che però riescono magicamente a non cadere nel banale (il colonnello a capo delle operazioni), altri che invece sono palesemente stereotipi con le gambe (Norm Spellman, il giovane ricercatore secchione). Ci sono scene raccontate davvero male, altre che invece hanno un'armonia incredibile. C'è poco da dire sulla tecnologia e l'estetica: siamo semplicemente allo stato attuale dell'arte. Siamo sul picco tecnologico di questo primo decennio del nuovo millennio, e si vede. Questo film è semplicemente imprescindibile per qualunque professionista e/o appassionato di estetica, arte, animazione, grafica. Le ispirazioni sono tante, alcune evidenti (date un occhio ai lavori di Roger Dean, artista delle copertine degli album degli Yes), altre meno, ma non è questo che conta. Ricordiamo comunque che, insomma, con 400 milioni di dollari forse forse son buoni quasi tutti, soprattutto procedendo con il metodo che ha usato Cameron, che dovrebbe esservi chiaro se avete letto l'intervista e di cui parlerò in seguito. Con 400 milioni si risana il debito pubblico di uno stato in via di sviluppo, invece si preferisce farci un film. Non facciamo gli ipocriti e i bigotti, per carità, però insomma a me questa riflessione è venuta in mente (e sì che non sono assolutamente il più filantropo delle creature di questo pianeta, anzi).
Ma i difetti più grandi di questo film sono la struttura narrativa, che contiene buchi talmente grossi da diventare invisibili (si legga "La lettera rubata" di Edgar Allan Poe) e una superficialità su taluni argomenti che chiamare imbarazzante è dir poco.
Discorso 3D / non 3D: ho visto Avatar in 2D. Ho visto un solo film in 3D (il pessimo "San Valentino di sangue", ma all'epoca era l'unico disponibile, non rompete), e mi è bastato per capire che si tratta di una tecnologia ancora molto rozza. Prima di tutto, è abbastanza alienante per chi ha un occhio leggermente più allenato della media: io non sono affatto un tecnico, e ne so molto molto poco di fotografia e telecamere, però il 3D mi ha dato comunque fastidio, perché tende a creare dei fuochi "artificiali" (non fuochi d'artificio
) per tenere l'attenzione su quello che vuole il regista, mentre se spostate l'occhio su un particolare non considerato importante, lo troverete fuori fuoco. L'ho trovato molto confusionario soprattutto nelle scene d'azione, soprattutto se girate male (troppo strette, troppo veloci, con dinamiche poco chiare, eccetera). Mi è sembrata, in definitiva, una baracconata buona per i pecoroni pronti a sfoderare più di 10 euro in nome di "un'esperienza visiva incredibile". Io non ci ho trovato nulla di incredibile, ma magari ho visto il film sbagliato. Film realizzati apposta per il 3D, come il caso di Avatar, magari renderanno di più, ma sinceramente ci credo poco. Ci sono scene d'azione in Avatar che mi hanno dato fastidio pure in 2D, figurarsi in 3D. Pensate che c'è addirittura chi è morto, per questo motivo, ma chiaramente sono casi limite. Non credo, sinceramente, che il 3D sia il futuro del cinema. Il futuro del cinema immersivo saranno al limite le proiezioni olografiche (leggetevi questo articolo di Francesco Mazzocchi, al riguardo), idea classica che si ritrova in tutta la narrativa fantascientifica, da Asimov a Dick, ma è una tecnologia per cui dovremo ancora aspettare parecchio, temo.
Diceva Orson Welles che "la macchina da presa è solo uno strumento senza nessuna importanza, che deve sempre essere messo al servizio della storia e dell'umanità degli attori"; io aggiungo che le tecnologie che cambiano davvero il cinema non costano centinaia di milioni di dollari. Le telecamere fatte fare su misura da Cameron le useranno lui, Spielberg e pochi altri raccomandati che possono permettersele e, lasciatemelo dire, la rivoluzione non si fa in cinque o sei persone. Sapete qual è stata una tecnologia davvero rivoluzionaria, tanto per fare un esempio? Il vertigo di Hitchcock. La telecamera si sposta indietro, lo zoom va in avanti: effetto di sfasamento dello sfondo che è perfetto per simulare smarrimento, sorpresa, paura o (nell'intento originario, appunto) vertigini. Questa è una verità talmente palese che è sotto gli occhi di tutti: quanti altri film avete visto, negli ultimi 2, 3 anni, che sfruttano il bullet time messo a punto nella serie Matrix? E quanti film, invece, avete visto che usano il vertigo, a distanza di 50 anni? I numeri parlano da soli: non è la pura tecnologia costosa a cambiare il cinema, ma la tecnica semplice, efficace ed abbordabile da tutti i filmaker, amatori e semi professionisti compresi.
Hanno molto da blaterare, coloro che dicono "ma Avatar è stato pensato in 3D, non ha senso andarlo a vedere diversamente". Davvero? La mia risposta: se un film non ha senso visto in 2D, non ha senso e basta.
Contenuti e ambientazione: bella Pandora, per carità. Bella da vedere, senz'altro. Ma vogliamo parlare della sua genesi? Secondo voi, quanto è malato di mente uno che per tutta la vita si è messo in testa di voler "battere" (che significato ha, poi, questa frase usata in questo contesto? Battere in quanto a incassi? Battere in quanto a tecnologia? Complessità dell'universo narrativo? Amore dei fan? Boh…) lo Star Wars di George Lucas? Uno che, fatta fortuna con quella merda di Titanic, decide di assumere pagando fior di quattrini, esperti di tutti i settori – biologi, astronomi, astrofisici, geologi, botanici, astronauti e quant'altro – solo per mettere insieme quella che è stata chiamata la "Pandorapedia"? Il bello della scrittura – e in particolare della scrittura della fantascienza, ma come abbiamo detto Avatar è invece un fantasy, nonostante Cameron sia convinto del contrario – è proprio la magia di mettersi a tavolino e pensare – con la propria testa, però – a come può variare un mondo alieno rispetto al nostro. È qualcosa che si forma con la propria cultura e la propria sensibilità e immaginazione, non una trafila di dati tecnici scritti da terzi che, per quanto accurati e "scientifici", non raggiungeranno mai e poi mai l'emotività necessaria a scrivere una grande epopea cinematografica.
Ma questi son pareri tutto sommato soggettivi, per cui torniamo ai fatti e chiediamoci: ma tutta 'sta gente, ha in fin dei conti fatto un ottimo lavoro, per tutti i soldi che Cameron ha sborsato? Mah… L'animaletto che vola come un petardo di fine anno mi ha lasciato parecchi dubbi sulla sua sopravvivenza in quell'ambiente ostile che è Pandora. Tutto il pianeta è pieno di contraddizioni, che non son riuscito a capire se siano legate al lavoro degli "esperti" o allo sputtanamento che ha fatto Cameron per giustificare la storia… Montagne volanti? WTF? Ok, Pandora ha la gravità bassa… Ma se volano le montagne, non dovrebbe volare anche tutto il resto? Eppure i Na'vi e gli altri animali si muovono come se la gravità fosse quella terrestre. Ok, i Na'vi sono longinei e dalle tette ritte, sempre per via della gravità, ma che dire del resto della fauna? I rinoceronti-martello sembrano usciti più da una camera a gravità aumentata che da un mondo in cui le montagne fluttuano nell'aria.
Non so, a volte Cameron sembra aver dato almeno un'occhiata ai romanzi di Asimov, altre volte invece sembra snobbarlo bellamente. Eppure in "Neanche gli dei" c'è tutto quello che poteva servirgli per descrivere un mondo a bassa gravità.
Vogliamo parlare dell'ipotesi del "mondo vivente"? La teoria di Lovelocke è vecchia di 30 anni, durante i quali è stata sviscerata in letteratura e cinema (nessuno, secondo me, l'ha raccontata meglio di Asimov nel suo ciclo delle Fondazioni). Ma Cameron la banalizza… Rende un concetto che ha molto di spirituale e metafisico assurdamente tangibile e a portata del cervellino umanino. Non è plausibile che un essere vivente dell'ordine di un pianeta abbia reazioni fisico-mentali simili a quelle di un essere umano. La scena in cui il protagonista "telefona" allo spirito del pianeta è semplicemente ridicola, sotto tutti i punti di vista. Così com'è assurdo interpretare che sia il pianeta a "comandare" gli animali e la fauna, usandoli come pupazzetti per respingere gli invasori, e qui arriviamo ad un punto chiave di questo film…
Etica: i messaggi sono tanti, confusionari e trasmessi superficialmente. In particolare, c'è un buco grosso come una casa che mina la struttura stessa di tutto il film: cosa sono gli avatar? Creature realizzate in laboratorio, geneticamente ibridate tra Na'vi e essere umani. Ok, mi fa piacere, ma il film non parla mai di questo piccolissimo dettaglio: un essere vivente ha una coscienza. Non parlo di collegamenti neuronali che sviluppano una mente (concetto scientificamente osservabile e confutabile, almeno parzialmente), bensì di quell'enorme mistero che è alla base della vita stessa: l'anima (concetto su cui la scienza si interroga da sempre senza risposta, dato che è un qualcosa di non osservabile e non riproducibile empiricamente). E se un essere vivente nasce con una sua coscienza/anima, che succede quando, tramite l'apposito macchinario di Avatar, un'altra coscienza prende il suo posto? Si tratta di una violenza che va oltre ogni possibile limite, un concetto di una gravità sconcertante, che però il film non prende nemmeno in considerazione. Il motivo è facilmente intuibile: parliamo di rispetto della vita, rispetto dell'ambiente, blablablabla, e poi il protagonista, così nobile e altruista, non ha scrupoli quando si tratta di entrare in un altro corpo violando la coscienza dell'essere residente. Gli avatar sono pezzi di carne, marionette, robot biologici, ma questo non è scientificamente possibile: se così fosse, avrebbero dovuto essere assemblati da pezzi di carne, ma in questa maniera non sarebbero stati Na'vi ma solo loro simulacri, Frankenstein tecnologici senza le caratteristiche essenziali per la trama, una su tutte la connessione con Pandora (anche qui, vogliamo parlare della banalità e superficialità di spiegare un concetto così profondo con un "cavo" fisico che si può attaccare qua e là per il mondo?).
Chiuso in un vicolo cieco, Cameron ha fatto la cosa giusta: non ne parla proprio, di questo problema concettuale. Lo nasconde con abile mano, perché sa che se il pubblico arriva a farsi questa domanda, e non trova risposta, si alza dal cinema e va via. "Il popolo crederà a qualunque bugia, purché sia abbastanza grossa". Andate a cercare da soli chi ha detto questa cosa, che oggi è il giorno della memoria e mi pare fuori luogo.
"Avatar" non esiste, è basato sul niente assoluto. Altro che rivaleggiare con Star Wars
Il camionista: Cameron, tuttavia, è un genio. Per essere un camionista, intendo. La natura non si rinnega: o si scopre qualcosa che ci cambia la vita, oppure si rimane ciò che si è fino alla morte. Ho sempre ritenuto Cameron un regista chiassoso e confusionario. Ci ha dato i Terminator, è vero, e per questo va lodato in eterno, ma avrei gradito molto che si fosse fermato lì. Trovo il suo Aliens il peggiore della serie (sì, il peggiore, anche peggio del 4, problemi? E, per farvi incazzare ancora di più, vi dico qual è il mio preferito: il terzo, quello di Fincher, al pari del primo. Tié!) e su Titanic nemmeno voglio commentare. Se ha un merito, il camionista, è quello di conoscere i suoi polli. Riesce a confezionare dei film che abbracciano un consenso talmente ampio di pubblico da sfondare record su record (Titanic record di incassi imbattuto fino ad oggi. Chi l'ha battuto? Avatar). Va bene il battage pubblicitario (costato 150 dei 400 milioni di budget totale), ma in fondo, non c'è battage che tenga quando un film non piace alla gente: il vox populi dilaga e un film che va bene il primo weekend già dal secondo collassa. Invece Cameron dà un po' di tutto sia allo scienziato ultraquarantenne che all'adolescente in calore: strizza l'occhio alla fantascienza ma si mantiene
sul fantasy banalotto; prende input visivi un po' dappertutto: gli esoscheletri di Matrix, il Gollum e il King Kong di Jackson, qualche inquadratura di battaglie aeree alla Lucas, e chi più ne ha più ne metta; butta nel calderone la cultura degli indiani d'america (qui una recensione mirata sugli aspetti filosofici) e la leggenda di Pocahontas, ma mescola la loro spiritualità con la new age anni '60, che come ormai spero si sappia, è un discreto porcaio di roba mescolata insieme a caso. Non contento, affronta tutti questi temi, che sarebbero spiritualmente rilevanti, con l'anima del camionista. Non me ne vogliano eventuali lettori camionisti e/o loro parenti e amici: mi riferisco allo stereotipo generale, che non vede il camionista esattamente come la creatura più fine, delicata ed istruita del mondo.
Difatti, scene che di per sé fluirebbero armoniosamente, vengono violentate da sparate all'americana come il discorso alla William Wallace, prima della battaglia finale. Non c'è niente da fare: si vede palesemente che Cameron non si sa proprio confrontare con certi argomenti, che il suo scopo è un altro, e cioè stupire, meravigliare, fare casino, con tutti i mezzi possibili, senza pietà, per forza. Ma per forza non si fa nemmeno l'aceto, e infatti il mio amico regista Misbah si è quasi addormentato durante la battaglia finale.
Eppure, Cameron ha saputo cogliere il momento giusto. Oggigiorno l'ambientalismo sta cessando di essere una moda per diventare una necessità: si parla ogni giorno di modi per salvaguardare l'ambiente, e Avatar esce proprio in questo periodo. Fosse uscito quando Cameron ha scritto la prima bozza, 15 anni fa, nessuno l'avrebbe probabilmente cacato di striscio, perché sarebbe stato troppo precoce. Forse è stato un bene per lui che all'epoca "non ci fosse la tecnologia".
Dubbi finali: mi chiedo se il fatto di stare 12 anni lontano dalla macchina da presa, di spendere milioni di dollari nella costruzione di qualcosa che poi risulta prettamente artificiale e fine a sé stesso, di chiudere un occhio su opere di dubbio gusto (Titanic) solo perché alla fine è andata bene e l'hanno reso ricco, di fare tutto questo per "battere Lucas" (ancora non riesco a capacitarmi dell'assurdità di questa affermazione), non tradisca un disamore per il cinema. A Cameron non interessa raccontare storie, non interessa la narrazione visiva, la coerenza o altri orpelli simili… Lui vuole "rivoluzionare il cinema" con effetti mai visti prima: si sbatte per mettere il 3D nei cinema di tutto il mondo, nonostante sia una tecnologia rozza; si sbatte per creare nuove telecamere che però solo lui e pochi altri eletti potranno utilizzare; si sbatte per fare un'enciclopedia del suo mondo immaginario per "fare meglio dell'enciclopedia di Star Wars", senza
fermarsi nemmeno un secondo a considerare che "l'enciclopedia di Star Wars" non l'ha scritta Lucas: l'hanno scritta i suoi fan. La profondità e l'intelligenza di Star Wars affondano nella semplicità, in una cultura formatasi in anni di crescita, e in una ricerca personale di Lucas, che però lui non ostenta mai nei tre film che hanno reso la saga immortale. Queste sono cose che Cameron non capirà mai, così come la citazione di Welles, e pertanto, mai raggiungerà.
Grossi dubbi anche sull'idea di Cameron di fare almeno altri due film. La storia di Avatar è chiusa: gli archi narrativi sono arrivati in fondo. Riaprirli, mantenendo gli stessi elementi, non può che voler dire fallimento, perché si perderebbe quel pur minimo coinvolgimento emotivo che deriva dall'esplorazione di Pandora e della spiritualità dei Na'vi. Il ritorno degli umani con armi più grosse significa solamente un film d'azione fine a sé stesso (non che questo sia molto di più, ma ci siamo capiti). Se proprio vuole ancora mettere mano al mondo di Pandora, Cameron dovrà spremersi parecchio il cervello per trovare qualcosa di interessante da raccontare. Ma, come avrete capito, non credo che spremersi le meningi per raccontare qualcosa sia l'intento cinematografico di Cameron.
Ma insomma, tutto sommato, niente male per un camionista, via.
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Pubblicato il 26 gennaio 2010, alle 20:27, in Cinema & TV.
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Commenti
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riguardo ad avatar, ho poco da dire: non lo ho ancora visto ed è quasi certo che non lo vedrò al cinema. Scritto il 27 gennaio 2010, alle 15:16. |
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E’ il concetto di “superare” che secondo me è sbagliato. E’ un tipo di competitività che sta bene nello sport, non nell’arte. Cmq, ecco, se proprio dovessi andare a vedere il 3D, preferirei più Alice che Avatar. Commento di Obi da lavoroScritto il 27 gennaio 2010, alle 15:39. |
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dipende molto da dove nasce il desiderio di “superare” Scritto il 27 gennaio 2010, alle 16:31. |
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La “bestia cretina” si fa beffe di anni di evoluzione Scritto il 27 gennaio 2010, alle 17:28. |
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Scritto il 27 gennaio 2010, alle 17:31. |
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Bel punto di vista, senza dubbio. In alcune parti però l’ho trovato un po’ prevenuto. Un po’ di appunti. Alien: il più bello è senza dubbio quello di Fincher. Ma Aliens è un caposaldo del cinema di intrattenimento, e questo non lo si può negare. Il quattro è un aborto, non capisco come faccia a piacere a qualcuno un film che fa il verso ad un altro (Aliens, appunto) ma male. Camionista riccone: ok, bella frase “con 400 milioni son bravi tutti”… ma ’sti tutti dove sono? Forse la bravura di Cameron è anche quella di riuscire ad avere finanziamenti tali da permettersi le sue idee che reputo comunque visionarie. Ha costruito la sua fortuna su Titanic che, storia d’amore patetica e indecente a parte, è una ricostruzione molto credibile, e non puoi negare che sia un film perfettamente studiato per fare quel successo che ha fatto. Non tutti hanno come obbiettivo produrre un film che sia anche “bello esteticamente”, forse alcuni registi semplicemente vogliono divertire la gente, anche facendo una porcata magari (e di esempi me ne vengono tanti in mente). 3D: per l’ultima volta te lo dico, hai visto un film mutilato guardandolo in due dimensioni. Avatar è stato studiato e girato con apposite telecamere “stereoscopiche”, il 3D risulta assolutamente funzionale al film. Di falsi fuochi non ne ho visti. Hai vissuto l’esperienza a metà , e questo inficia alcune delle tue opinioni tecniche. Non puoi mettere a confronto questo con San Valentino di Sangue 3D, che era una porcata di dimensioni mastodontiche, quello sì per far dire alla gente “ooooh, belle le tre dimensioni”. Il livello di immersività raggiunto da Avatar ha, per quanto mi riguarda, superato qualsiasi esperienza cinematografica precedente. Forse sarà un parco dei divertimenti, ma è bello calarsi dentro, stare nei cockpit dei Mech o semplicemente in giro per i laboratori, per non parlare della meravigliosa Pandora. Sul resto potrei essere più o meno d’accordo con te, anche se io di questo film ne ho tratto un’opinione molto più positiva. http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/avatar.html Commento di GrisoScritto il 27 gennaio 2010, alle 18:37. |
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Oh griso mi consenta di dissentire, la storia e le tematiche di un film sono le stesse sia viste in 2d che in 3d, i contenuti non cambiano e l’ambientazione nemmeno. Se poi si vuol dire che un film è un capolavoro basandosi sugli effetti speciali vorrà dire che andrò a vedermi anche transformers Indipendentemente da tutto è un bel film, ma non un capolavoro, non è il nuovo star wars e cameron non è sicuramente il nuovo Lucas. Commento di do_urdenScritto il 27 gennaio 2010, alle 18:51. |
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E quando mai io ho detto delle cose del tipo “è il nuovo star wars” o “cameron è il nuovo Lucas”? Non avrei mai potuto per quanto venero il barbone bianco di George, che sei pazzo. Il mio appunto sul 3d era semplicemente sui giudizi tecnici che ha scrito Obenga, non certo sul piano della sceneggiatura e dei contenuti, che per me sono la grossa pecca del film (e l’ho scritto anche nella mia di recensione, che invece nessuno di voi porci ha letto, vi odio E’, come ho già scritto da qualche parte, come vedere un film a colori in bianco e nero, o il contrario. Solo che l’estetica questa volta risiede nel 3d, che finora è stato una baracconata, ma in questo caso non è assolutamente così. Ve lo pago io il biglietto, e ve lo andate a rivedere 3D, e poi mi dite se non ho ragione. Ribadisco, nulla da dire per quanto riguarda i contenuti, è una favolona classica più che scontata. Commento di GrisoScritto il 27 gennaio 2010, alle 18:59. |
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Io sono andato a vederlo in 3D perché già dal trailer avevo sgamato che della trama non mi sarebbe fregato nulla (e poi nel cinema era proiettato in 3D in tutte e due le sale in cui era in programma). Ero speranzoso (ma scettico) che sarebbe stato spiegato qualcosa sugli avatar, ma niente. Speravo che il protagonista non diventasse poi anche il supereroe risolvitutto (cioè che facesse le proprie scelte in qualcosa di più grande di lui… seee…), ma niente. Speravo che Pandora fosse descritta e spiegata bene, ma niente. Trovo il confronto con Matrix doveroso sulla scena che è secondo me il climax di entrambi film (solo che per uno dei due è riuscita, nell’altro no): la scoperta che “Neo è davvero l’eletto”. In Matrix quello sempra schiattato, e invece si rialza, ci ha i poteri, e si vendica di due ore di sofferenza (tra l’altro emoziona anche se sai già come va a finire, la ricordo con affetto); in Avatar lo schermo diventa nero e si scopre (ahaha, scopre) cosa è successo a cose ampiamente fatte, con una scelta che dire ammosciante è fare un complimento a certi olii per frittura. Praticamente i Na’vi diventano improvvisamente pericolosi solo perché un tizio che viene da fuori si è fatto la macchina nuova, mentre prima erano carne da macello perché avevano tutti la loro utilitaria da sfighi. Ma vafangù. Il 3D è piacevole, ma penso che la spettacolarità degli scenari sia ben resa anche dal 2D. Mi trovo a condividere la recensione del buon Mikk: Avatar è carino, ma NON rimarrà nella storia se non unicamente per le questioni di budget. Commento di StMScritto il 27 gennaio 2010, alle 19:02. |
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(la valutazione sul budget che rimarrà nella storia è mia, non di Mikk) Ah, a proposito dei falsi fuochi: ha ragione Griso, non ce ne sono. Bisogna tenere conto del fatto che più profondità di campo si vuole in una scena e più luce serve, perché maggiore profondità di campo vuol dire diaframma più chiuso (e quindi meno luce che entra dall’obiettivo). Quindi non puoi tenere a fuoco tutto per chilometri, devi scegliere; fortunatamente, se non riprendi quasi nulla dal vivo ma digitalizzi tutto puoi fare un po’ quel cacchio che ti pare Scritto il 27 gennaio 2010, alle 19:09. |
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Noooo il Griso noooooo “ma ’sti tutti dove sono? Forse la bravura di Cameron è anche quella di riuscire ad avere finanziamenti tali da permettersi le sue idee che reputo comunque visionarie.” @StM ma infatti mi riferisco proprio alla CGI, in cui il fuoco “lo devi fare te”. Scritto il 27 gennaio 2010, alle 19:47. |
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Oh, e vaffanculo, non ti commento più. Scritto il 27 gennaio 2010, alle 19:50. |
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sto facendo un ragionamento generico, attenzione! Cameron l’avrà anche pensato in 3D e l’effetto sarà meraviglioso, ma se devo vedere delle belle immagini per 162′, me ne vado in un museo e non al cinema p.s.: spero di aver scritto dando un minimo di senso al discorso tl;dr: io ci ho ragione ed i fatti mi cosano (cit.) Commento di valScritto il 27 gennaio 2010, alle 20:04. |
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Occhio però a non eccedere all’altro estremo: Zodiac è una palla micidiale che di Fincheriano ha veramente poco (una sola inquadratura, per la precisione, quando il detective scende le scale, la tensione sale, e poi… Non succede niente Scritto il 27 gennaio 2010, alle 20:16. |
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Comunque l’intervista a Camioneron non l’ho letta Scritto il 27 gennaio 2010, alle 21:00. |
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Male, leggila, è belliffima Scritto il 28 gennaio 2010, alle 0:50. |
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Grazie Obi. oh, vado a rivedermi Vertigo Commento di RinelloScritto il 28 gennaio 2010, alle 15:03. |
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Quasi quasi, pure io… E’ un po’ che non mi riguardo qualcosa di Hitchcock, non va bene. Scritto il 28 gennaio 2010, alle 16:01. |


Iniziative



<- adoro questa emoticon
)… un po' come praticamente tutti gli altri suoi film, compreso il secondo Terminator.
). Vedere Avatar in 2D è vederlo non come l’ha pensato Cameron, che ci piaccia o meno la sua visione.
). Si deve tenere a mente che la cinematografia ha le sue regole, soprattutto quando ci si vuole rivolgere al grande pubblico. Zodiac è un fallimento da questo punto di vista.
apre nuovi orizzonti, nel bene o nel male.

Bella rece, se riuscirò a vederlo tornerò a dire la mia
Scritto il 27 gennaio 2010, alle 14:50.