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Recenchiacchera: Lost – The End.

Tempo di lettura 11:32 minuti circa.

Copiato da Camminando Scalzi. Mi sa che mi risparerò TUTTO Lost, prossimamente. Nel caso riuscissi ad arrivare in fondo, ne riparleremo.

Niente spoiler per ora…

LostLost è morto, evviva Lost.
Con la doppia puntata di domenica 23 maggio (trasmessa ieri con il doppiaggio in italiano) è stata messa la parola fine a uno dei più potenti fenomeni mediatici del mondo delle serie tv (ma diciamo pure della televisione).
Come era lecito aspettarsi, il mondo è ora diviso in due. Troverete un sacco di recensioni e i pareri più disparati, un po' ovunque: su Fantascienza.com, Angelo Rossi promuove la serie, mentre Wired ne evidenzia le lacune; Aldo Grasso sul Corriere paragona l'evento finale ad altre "cerimonie" mediatiche come l'allunaggio o l'11 settembre; Apogeonline analizza la cosa dal punto di vista strettamente internettiano e, tra gli altri, riporta un commento che mi è sembrato abbastanza comune: il finale ha deluso quanto a contenuti, ma ha emozionato tantissimo, lasciando nell'animo questa sensazione dicotomica di rabbia ma anche commozione, come la fine di un burrascoso rapporto d'amore o la morte di un vecchio nemico.

Ognuno di voi avrà sicuramente già una sua opinione al riguardo, e in caso contrario, come vedete, di mezzi per farvela ce ne sono in abbondanza. Inutile quindi riempire l'internet dell'ennesima recensione, che finirebbe per essere comunque parziale; parlerò del finale di Lost grazie alla Recenchiacchiera, e per l'occasione mi sdoppierò in una dualità, seguendo le regole di Lost: JacObi, il filosofo soddisfatto dal finale, e Obi in Black, il razionalissimo assetato di risposte rimasto a bocca asciutta.

Se vi va, come approfondimento e come base per la discussione, vi consiglio di vedere questo filmato : è J.J. Abrams (co-creatore di Lost insieme a Damon Lindelof) nel 2007, che spiega il suo modo di raccontare storie. Dura 20 minuti, ma ne vale davvero la pena.

SPOILER, SPOILER, SPOILER, SPOILER!

È CHIARO? DA QUI COMINCIO A SPOILERARE TUTTO!

NOTO CON DISAPPUNTO CHE STAI ANCORA LEGGENDO, QUINDI LO RIPETO: DA ORA IN AVANTI PARLO ESPLICITAMENTE DI QUELLO CHE SUCCEDE NELL'ULTIMA STAGIONE DI LOST, FINALE COMPRESO!

SÌ, LO SO CHE LA CURIOSITÀ È UNA BRUTTA BESTIA, MA SE NON HAI VISTO ANCORA LA FINE DI LOST, SAREBBE MEGLIO CHE ANDASSI A LEGGERE ALTRO.

NO, VERAMENTE, NON STO SCHERZANDO.

BRAVO, COSÌ, GIRA AL LARGO.
CIAO.

JACK MUORE.
TIÉ. COSÌ IMPARI.

VagueObi in Black: Non ho parole. Cazzo. Cioé, veramente? Sono tutti morti, e questo è quanto?
JacObi: Sì. *sniff* È bellissimo.
OiB: Bellissimo? Ma cosa ti sei calato? Non hanno spiegato un cazzo. Niente di niente, perdio!
J: Beh, ma riguardo questo me ne ero già fatto una ragione. È tutta la stagione che non succede niente di niente e spiegano solo l'ovvio… Davvero ci speravi ancora?
OiB: Non so, forse no, ma cavolo…
J: Io ho lasciato perdere e ho cercato di gustarmi il godibile.
OiB: Eh, sticazzi?
J: Guarda, tu mi conosci, lo sai quanto ci ho creduto. Quanta fiducia ho dato alla serie, fino all'ultimo momento.
OiB: Me lo ricordo. Continuavi a difenderla anche sulle vaccate come l'isola che si sposta.
J: Perché aveva ancora una sua coerenza, e lo dimostrano le mille teorie che affollano la rete, che mettono insieme quasi tutti gli elementi dello show. L'isola che si sposta non è oggettivamente una vaccata, può piacere o meno, ma non era assolutamente avulsa da tutto il resto come vuoi dare a bere tu. Ho cominciato a titubare un po' con alcune battute della quinta stagione, soprattutto le conclusioni di Faraday…
OiB: "Possiamo cambiare il passato"?
J: Esatto. Ma poi l'inizio della sesta gli ha dato torto, e avevo cominciato a riprendere fiducia…
OiB: Gli avrà anche dato torto, ma la realtà alternativa?
J: Eh, è stato il mio cruccio per tutta la stagione. Soprattutto all'inizio era noiosa come le parti sull'isola, e ancora più inutile. Non sapevo veramente dove cavolo andassero a parare. Comunque non è una realtà alternativa, è un altro flash-forward.
OiB : È stato lì che hai cominciato a dubitare?
J: No, ho cominciato quando ho visto che invece di dare risposte, continuavano a far nascere domande aggiungendo personaggi inutili e linee narrative uscite dal nulla ma che ponevano come fondamentali.
OiB: E allora?! "Gustarti il godibile" cosa?! Cosa c'è da gustarsi?
J: Tutta la sesta stagione porta al finale. Emozionante, commovente da mozzare il fiato…
OiB: … Comodo, autocelebrativo, melenso, inconcludente, banale…
J: Sul resto possiamo discutere, ma "banale" non direi. Sinceramente non ricordo produzioni cinematografiche recenti, a parte The Box di Richard Kelly, che affrontino un tema e una trama spirituale in una maniera così diretta.
OiB: Sì, ma chi glie l'ha chiesto?! Il finale risponde a una domanda non posta! Lost non era un telefilm sulla spiritualità, era avventura e fantascienza!
J: Ma cosa ne vuoi sapere tu che cosa era Lost, arrogante che non sei altro? Lo vuoi sapere meglio di chi l'ha ideato? Evidentemente la base su cui tutto Lost è stato costruito aveva questo carattere. D'altronde la bozza dell'ultima puntata è stata scritta da J.J. Abrams subito dopo quella del pilot…
OiB: Ancora con questa storia?! Ma veramente credi che fosse tutto previsto dall'inizio, maddai, su…
J.J.<br />
AbramsJ: "Tutto", l'hai detto tu, io ho detto "bozza dell'ultima puntata"… Essendo io e te la stessa persona, anche tu hai studiato sceneggiatura, quindi dovresti saperlo cosa diavolo è una scaletta!
OiB: Ma che c'entra…
J: Che c'entra?! C'entra che quando si scrive una cosa la prima cosa da fare dopo aver discusso le idee, è fare una scaletta! E come ti dovresti ricordare, non importa che questa sia completa in dettaglio, ma tre elementi devono essere sempre al loro posto. Vediamo se te li ricordi, su, fai uno sforzo…
OiB: Uff… Inizio, centro e fine.
J: Vedi che lo fai apposta di fare lo stronzo? Inizio, centro e fine, certo. Quindi non c'è proprio nulla di strano se gli autori dicono che il finale lo conoscevano già da sei anni. Hanno preso la bozza di Abrams, gli hanno apposto le necessarie modifiche, ed ecco la puntata finale.
OiB: In effetti così si spiegano anche le cazzate tipo Sayid con Shannon invece di Nadia…
J: Già. Probabilmente Nadia è un personaggio nato secondariamente, nel corso della serie. Così come Ben e tantissime altre cose. Praticamente tutti gli innesti sci-fi delle stagioni centrali: la Dharma, l'elettromagnetismo, i viaggi nel tempo…
OiB: In questo post di Lostpedia raccontano com'è andata veramente, leggi un po': http://forum.lostpedia.com/lost-la-vera-storia-t57972.html

* 5 minuti dopo *

J: Eddai però, non mi puoi cadere a pesce lesso in cose del genere. Ci sono delle cose che sono senz'altro vere, ma sono anche all'ordine del giorno nelle serie tv… Personaggi che muoiono o resuscitano in base al gradimento dell'audience sono cose normali… Non è che Lost era fatto per beneficienza, eh, è un programma commerciale che costa 2 milioni di dollari a puntata, 10 per il pilot!
OiB: Quindi? Leggenda metropolitana?
J: Non del tutto, te l'ho detto. Anzi, è altamente probabile che tutte le sottotrame della Dharma, degli Altri e annessi relativi fossero molto, molto, molto ridotte nell'idea originale, o che non ci fossero per nulla. Ma dato che la cosa è stata gradita, sono andati allungando il brodo per tutta la quarta e la quinta stagione.
OiB: Uhm… Allungando il brodo ribaltano la concezione dell'opera: quella che doveva essere la trama diventa cornice, e quelle che dovevano essere sottotrame diventano la trama.
J: Ora ragioni da sceneggiatore! Con questo ribaltamento, il vero scopo di Lost, quello di cui voleva davvero parlare Abrams, si è perso tra viaggi nel tempo, apparizioni e visioni e altri misteri irrisolti. Ma ciò non toglie che Abrams e Lindelof prima hanno costruito il background spirituale di Lost, e poi hanno cominciato a ricamarci sopra. Se ci fai caso, la prima stagione e l'ultima sono quelle più coerenti tra di loro. La prima in particolare è praticamente tutta basata sul conflitto tra ragione e fede, ovvero lo scontro Jack/Locke. E alla fine della sesta chi è che si combatte? Jack e (far)Locke. Poi che c'entra, senza le stagioni centrali non sapresti come siamo arrivati alla situazione della sesta stagione, ma con delle piccole modifiche secondo me è possibile riscrivere velocemente tutto Lost usando solo il materiale girato della prima e dell'ultima stagione.
OiB: "L'eterna lotta del bene contro il male", complimenti per l'originalità, eh… A proposito di misteri irrisolti, questo l'hai visto?

* 5 minuti dopo *

Damon Lindelof e Carlton CuseJ: Eheheh, carino. Che ti devo dire, hai/avete pienamente ragione. Lindelof e Cuse hanno palesemente glissato su tutto, ma questo per tutta la sesta stagione.
OiB: Eh. Ammettilo: è la prova che non ci hanno mai capito una mazza. Navigavano a vista, scrivevano a caso. Hanno usato ogni più subdolo trucchetto narrativo per alimentare il mistero e tenere incollati alla serie gli spettatori, pur sapendo benissimo che non erano in grado di rispondere a tutte le incongruenze che hanno portato avanti per cinque stagioni. Sapere che fossero a conoscenza pure del finale aggrava solamente le loro colpe.
J: È tutto vero, a parte il fatto che hanno lavorato a caso: secondo me l'hanno fatto coscientemente. D'altronde, nell'intervista su Wired di maggio, Lindelof ha dichiarato: "È come quando stai per un po' con un bambino di tre anni: un "perché" stimola sempre un altro "perché". E l'unico modo per uscirne è dire: "Oh, guarda, un luna park!". Lo show fa del suo meglio per dire: "Oh, guarda, un luna park!".
OiB : Ma io non sono un fottuto bambino di tre anni.
J: Eheheh, lo so, infatti hai ragione, una brutta uscita quella di Lindelof, però ti fa capire che loro sapevano di non poter spiegare tutto, e hanno usato ogni mezzuccio per sviare l'attenzione. Solo che, aggiungendo la fantascienza, il pubblico che hanno attirato non è esattamente composto da casalinghe annoiate con la terza elementare. C'è una selva di nerd con lauree in fisica incazzati come bisce, là fuori, e ognuno pretende una spiegazione razionale e scientifica.
OiB: E io sono tra loro, a parte la laurea in fisica. Sei anni di vita sprecati, buttati nel cesso. Si possono denunciare gli autori per questo? Io voglio essere rimborsato di ogni singolo minuto speso nella serie.
J: Ecco, questo è il comportamento che mi fa incazzare. Nelle stagioni passate seguivi Lost per alcuni motivi. Per alcuni ti è piaciuto, per altri no. Ci sono stati dei misteri risolti, altri (pochi. Fondamentali, per carità, ma in definitiva pochi) no, ma i motivi per cui hai seguito le vecchie stagioni valgono ancora. Ti sei emozionato all'inizio della seconda stagione quando scopri cosa c'è dentro la botola, eppure da lì in poi la botola cessa di essere un mistero. Ti sei emozionato all'inizio della terza quando scopri come sono organizzati gli Altri, e anche loro pian piano smettono di essere un mistero.
Eppure, quasi tutti concordano nel dire che le prime tre stagioni sono le più belle.
Sono ora diventate più brutte perché sappiamo che non c'entrano in maniera diretta con il finale della stagione, con la storia principale? Perché dovrebbero?
Non c'è nulla di irrilevante, le storie e i personaggi che hai amato o odiato sono sempre lì, e nell'economia della stagione in cui sono posti sono importantissimi ed essenziali a quella parte di narrazione.
"C'era una volta un'isola che faceva da ponte tra il mondo fisico e quello spirituale, che conteneva il bene e il male. Per un tempo infinito i custodi protessero la sua luce, finché un giorno uno di loro fece un errore, e permise al male di incarnarsi.
Questa è la storia di come quel custode cercò di rimediare al suo errore."
Ecco Lost.
Tutto il contenuto mira a questo, ma non significa che le sottotrame e tutti i personaggi di contorno siano irrilevanti. Sono tutti dettagli che vanno a comporre un mosaico più grande.
Mi vuoi dire che il mosaico è rimasto incompleto? Mi vuoi dire che hanno usato delle furberie un po' scorrette per spostare l'attenzione dalla razionalità all'emotività?
Sono d'accordo con te.
Mi vuoi dire che basta questo perché anche tutto quello che viene prima perda di senso?
Non sono d'accordo con te.
OiB : Ripeto: è banale!
J : Ripeto: non è importante la storia, ma come la si racconta!
Adorazione dei magiOiB: L'idea del mosaico comunque rende, mi ricorda "L'adorazione dei magi" di Leonardo. L'impressione è quella di avere un puzzle dove mancano delle tessere ma si intravede il disegno, un dipinto eseguito lasciando lacune, come se il maestro avesse tracciato le figure principali ma non lo avesse terminato.
J: È anche l'idea della "mistery box" di cui parla Abrams nel video linkato in cima a questo articolo. Una scatola studiata e analizzata in ogni dettaglio, ma mai aperta: il vero mistero non si rivela mai.
OiB: Boh, continuo a non essere convinto del tutto. Mi sento preso per il culo. La delusione maggiore è che tante cose restano irrisolte, vaghe. Che alcune vengano lasciate in sospeso mi può pure stare bene, non è mai bello spiegare tutto nei dettagli, togliere completamente l'alone di mistero, ma certe cose dovevano essere approfondite con più dignità o comunque non ignorate e lasciate nel dimenticatoio, soprattutto se si considera che per una dozzina di puntate hanno parlato di NULLA.
J: È difficile darti torto. Da questo punto di vista sono il primo a essere delusissimo. Ma io credo che quando un autore ha dimostrato di saperti intrattenere… Quando dici insomma: "mi piace come scrive questo tizio"… Beh, da quel punto in poi non è più lui che deve venire incontro al tuo gusto, sei tu che devi cercare di capire cosa vuol comunicare veramente.
OiB: E tu quindi mi vuoi dire che quello che Lost voleva comunicare è questo aldilà atemporale molto confuso? Questa specie di limbo con le chiese inter-religiose? A quella vetrata mancava solo il Mostro Spaghetti Volante!

un CaduceoJ: Non deridere. La spiritualità è una cosa molto seria e importante. E non sto parlando solo di chi crede in uno o più Dei. Sai cosa significa "religione"? Viene dal latino "religo", che significa "unire", lo stesso significato della parola Yoga. La chiesa non c'entra, qui si tratta di unire il mondo della materia con quello dello spirituale. Significa cercare di capire davvero chi siamo, da dove veniamo e perché. Oggigiorno viviamo in un mondo che è dominato dalla ragione e dall'intelletto, e abbiamo perso completamente contatto con una realtà che le antiche popolazioni insegnavano a scuola, insieme alla lettura, la scrittura e la matematica. A me fa molto, molto piacere che si ricominci ad affrontare questi temi.
Comunque, guarda, se proprio 'sta cosa non ti va giù, sembra che un tizio che lavora alla Bad Robot – cioè uno che ha visto di persona il processo creativo e redattivo di Lost – abbia detto la sua sul finale di Lost. È la cosa più coerente e sensata che abbia letto in giro. Se nemmeno questa risponde almeno ad alcune delle tue domande, credo che non ci sia niente altro da fare. Tié: http://lostmediamentions.blogspot.com/2010/05/someone-from-bad-robots-take-on-finale.html

* 5 minuti dopo *

J: Soddisfatto?
OiB: Mica tanto.
J: E allora non so che dirti. Il finale è quello, c'è chi lo accetta e chi non lo accetta. La differenza è che chi non lo accetta si attacca al famoso tram, perché non avrà risposte comunque! *sorride*
Michael GiacchinoIo una volta capito che non mi avrebbero spiegato una mazza, sono riuscito ad accontentarmi del primissimo piano dell'occhio di Jack che si chiude.
OiB: Beato te.
J: Lost è questo. È andata così, è finito e ci mancherà. Mancherà anche a te, fidati.
OiB: Mi devo "fidare di te" perché "sei speciale"?
J: Fottiti. Scommetto che, per quanto questo finale ti abbia fatto incazzare, non sei riuscito a togliertelo dalla testa.
OiB: Ci ho pensato tutta la notte e tutto il giorno successivo, e ogni volta mi giravano più le balle.
J: Ihihih. Eppure, alla fine è solo un telefilm. Un media pensato per intrattenerci, che è esattamente quello che ha fatto, per sei anni. Fa pensare il fatto che ci abbia scosso così tanto, nel bene o nel male, no? Ascoltiamoci insieme Michael Giacchino, che almeno il suo lavoro su Lost si può definire un capolavoro assoluto, eh?
OiB: Senza "se" e senza "ma".
J: Eh, direi.

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 L’oggetto “a” e l’eterotopia dell’esclusione dell’Altro in “LOST”

Di “Lost” ho visto le prima stagione, poi la terza, mi pare, su “Fox”(che qualcosa vorrà dire vista la cura che si ha nel focalizzare la libido ubiquista di Matthew Fox).
Poi,sin dalla quarta non l’ho seguito più, l’eterotopia[si è dalle parti di Michel Foucault, Le eterotopie[1966], in:Idem, Utopie Eterotopie, trad. it. Cronopio, Napoli 2006] non era più nella dolcezza dell’utopia, anche perché non poteva rimanere a lungo in questa dolcezza poiché l’eterotopia non è mai un luogo preciso e reale, un luogo che si può localizzare su una carta[come sembra che finisca con l’esserlo l’isola tropicale culmine dello schianto del volo 815 Sydney-Los Angeles, che, nella bolla dell’esotismo radicale, dove resta soltanto l’estraneità dello straniero, l’irredentismo dell’oggetto, cioè questa indistruttibilità dell’Altro, e la sua fatalità indistruttibile, come asserisce Jean Baudrillard, si radicalizza al contempo introvabile e irriducibile,ancorché sia interrata sempre nella vita privata; insomma, J.J. Abrams ci perdoni se, nonostante il volo e l’annientamento del privato da parte della longitudine e della latitudine, qui si va addirittura dall’emisfero sud a quello nord, questa anamorfosi della Terra, sempre allusa dal viaggio iniziale e poi ripetuto, non sfugge all’illusione dell’intimità].
“Lost” è un contro-spazio, non è dentro le regioni di passaggio,le strade, i treni,le metropolitane, i caffé, i cinema, le spiagge, gli alberghi, è come il Vaticano, una sorta di eterotopia in relazione col tempo, con una eternità circolare, che gira, come la fiera, che sta ai bordi o al centro della città, che fa fermare il tempo o lo deposita all’infinito in questo suo spazio privilegiato. Che è legato anche al passaggio, alla trasformazione, che, come in ogni religione, è anche un sistema di apertura e di chiusura, che isola nei confronti dello spazio circostante, e dove tutti possono entrarci, almeno quelli del naufragio e i nuovi arrivati, ma una volta entrati ci si accorge che in questa illusione non si è entrati da nessuna parte, si è fuori, o tutt’al più in piazza, dove c’è sempre una chiesa o quantomeno un contro-spazio che regola meticolosamente il tempo, anche se l’angelus non entra nell’orecchio dei naufraghi né al risveglio, né a mezzogiorno, né al crepuscolo, né a mezzanotte.
Io ho parlato, per un romanzo di Morselli, una “contro-storia”, direbbe Gianfranco de Turris, dell’”eterotopia di reclusione” che è nella mancanza di desiderio e nella sua manchevolezza di principio, nel senso di qualcosa che manca, vi avrebbe detto Jacques Lacan, lasciandovi di stucco.
Se è questa mancanza che rende speculare la manchevolezza di principio del desiderio, mi chiedo che cosa possa essere considerata la formula più generale dell’insorgere dell’Unheimliche in “Lost”: c’è questa sottrazione della libido ubiquista, d’accordo, ma chi si mostra desiderante su quell’isola?
Oddìo, se andiamo a vedere, qualcosa che entra nell’orecchio c’è[no, non sono le tragiche scomparse, né i tradimenti, né i nuovi arrivi], ma vi sembra che sia davvero il (-φ) del fallo, anche se, a tratti, tra l’uretrale e il fallico, lampeggia questa mancanza di (-φ), solo che non è l’afflato dell’Angelo e quindi è come se i cattivi pensieri( del “remedium”, se fossimo nella contro-storia di Morselli) – come traccia tra angoscia e potenza dell’Altro – man mano che si procede nelle varie stagioni non si sa più dove vadano a finire(no,non vanno a finire nella botola dell’incidente elettromagnetico); ad un certo punto, mi sono detto:la libido dove cazzo va a finire se è nell’eterotopia dell’esclusione dell’Altro che sta vagando[che non equivale all’interrogativo-chiave di “Lost”: “Ma in che posto sono realmente finiti i sopravvissuti all’incidente aereo?”, e l’Altro- sia ben chiaro- non è uno degli “Altri”, la misteriosa comunità già presente sull’isola prima del disastro aereo]?
E allora sono ritornato, prima, all’”oggetto del puro spirito” alla Klossowski[quello de “Le leggi dell’ospitalità”, ve lo ricordate? Ci fu un’ottima traduzione di Giancarlo Marmori per la Sugar negli anni Sessanta] e, poi, mi sono riconsegnato all’evocazione silenziosa, che è anche invocazione e perfino convocazione, e revocazione, con cui Gombrowicz solleva la cosa e la richiama all’occhio della mente, fuori dall’INSEL di “Lost” e dentro il BERG di “Cosmo”!
Insomma, l’oggetto “a” in“Lost” non raggiunge mai quell’altezza di osservazione che a livello scopico permette di dissolvere, almeno nei passaggi dell’Angelus, l’angoscia che trattiene il desiderio di non vedere; ciò non toglie che non abbiate visto spesso apparire due falli, i due falli del Super-Io, e che l’oggetto degli oggetti, l’oggetto perduto ai diversi livelli dell’esperienza corporea, in cui l’oggetto “a” produce il suo taglio, non sia stato rinvenuto effettivamente come supporto, substrato autentico,desiderio che resta sempre desiderio del corpo: chiedete a Jacques Lacan o a Jean Baudrillard…(ma non dite niente a quelli del Cicap, per carità!): l’esotismo è morto,l’obiettivo in “Lost”a un certo punto non captava più la posa del faccia a faccia con la morte, non c’era segreto, il bagliore di impotenza e di stupefazione era tutto rattenuto nella telemorfosi, non c’era la fotografia a renderci conto dello stato del mondo in nostra assenza, l’inumano non voleva essere visto, figuriamoci se poteva essere fotografato…

Commento di v.s.gaudio
Scritto il 2 giugno 2010, alle 12:13.

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tl;dr

D’altra parte è così :solo:

Commento di Yupa
Scritto il 3 giugno 2010, alle 11:58.

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