Wizards: un prologo (bozza)
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Una fuga.
Il capitano della polizia magica di Cristallia, Scarlet Jandice, sudava copiosamente. Le gocce del suo sudore saltavano ovunque, sbalzate dagli scossoni che l’auto, correndo sulla strada dissestata, produceva.
Non sapeva più da quanto tempo stava durando quell’inseguimento; ricordava solo che quando era iniziato il sole brillava alto nel cielo, e adesso il crepuscolo era vicino.
Imprecò, quando la seconda delle tre auto componenti il gruppo di inseguimento volò vicino alla loro, all’indietro, rotolando su se stessa.
<Maledizione, Glare! E’ un mago del Chi, si può sapere che problemi hai a rompere le sue difese mentali?!> urlò girandosi indietro, verso una persona seduta sul sedile posteriore.
<La smetta di urlarmi addosso, Capitano, è quello che sto cercando di fare da tutto il giorno.> rispose Martin Glare con la calma glaciale che lo contraddistingueva.
Non sapendo cosa rispondere, il Capitano Jandice sbuffò, guardò malissimo Martin e tornò a guardare davanti a sé.
Stavano inseguendo un mago. In particolare, un mago esperto nelle arti del Chi, le energie interiori. Avevano cominciato a inseguirlo dal centro di Cristallia e adesso si ritrovavano ben lontano da qualsiasi città, lungo una strada il cui asfalto era rovinato da tempo e che correva lungo una pianura brulla e vuota.
Il mago aveva tentato di intrufolarsi negli archivi della polizia magica, direttamente dentro la stazione centrale. Un’impresa quasi impossibile, sicuramente, eppure ci era riuscito. Il mago era stato scoperto solo perché per una frazione di secondo la sua barriera mentale era sparita, rivelando le sue intenzioni e la sua identità, mettendo in stato di allerta praticamente tutti i maghi della stazione. Tuttavia, era riuscito a scappare e adesso si era sbarazzato di due delle tre auto che gli stavano alle calcagna, e si apprestava a fare lo stesso con l’auto del Capitano. Ma Scarlet Jandice era di tutt’altro parere.
<Non pensare di sbarazzarti di me, piccolo bastardo! Farai una mossa falsa, prima o poi…> disse sottovoce, digrignando i denti.
Improvvisamente l’auto dell’inseguito cominciò a rallentare.
<Non frenare, vagli addosso, vagli addosso!> urlò il Capitano all’autista, che annuì.
Successe tutto in una frazione di secondo.
Le due auto stavano quasi per scontrarsi, quando lo sportello di quella dell’inseguito si aprì e di scatto ne uscì l’autista. Scarlet incrociò per un attimo lo sguardo glaciale dell’uomo. Lo vide puntargli contro una pistola dalla strana forma tondeggiante.
<Cazzo, ora si spiega tutto…> fece in tempo a sussurrare, prima che un’enorme onda di fuoco scaturisse dalla pistola.
Poco prima che l’onda raggiungesse l’auto, la mano del Capitano Jandice si infiammò a sua volta, i suoi occhi divennero fiammeggianti. Aprì lo sportello dell’auto, mentre questa continuava ancora la sua marcia, e si gettò rotolando sulla strada. Appena rialzatasi, puntò la mano infuocata verso l’onda e chiuse gli occhi.
L’onda di fuoco venne come risucchiata dal braccio del Capitano, fino a sparire completamente. Scarlet riaprì gli occhi nel momento in cui la macchina della polizia si scontrò con quella dell’inseguitore. Si precipitò sul punto dell’impatto, ma non c’era traccia della sua preda. Sbigottita, si guardò intorno ma tutto ciò che riuscì a vedere fu la desolazione della pianura intorno a loro. Corse verso l’auto della polizia.
<State bene?> chiese. All’interno, l’autista e Martin Glare erano circondati da una leggera aura luminosa colorata di blu.
<Si, Capitano, abbiamo attivato Resistenza in tempo.> rispose l’autista.
<Appena in tempo, direi io.> corresse Martin, con una nota di disappunto.
<Glare, dov’è? Non riesco a vederlo da nessuna parte!> esortò il Capitano, ignorando le lamentele dell’esile mago.
<Sta scappando lungo la strada utilizzando una magia Illusoria.> rispose questo, pulendosi gli occhiali tondi con un lembo della camicia, con la solita flemma.
<Come lo trovo? Presto, porca puttana, ci sta fuggendo!>
<Usi Pulizia Mentale, Capitano, mi meraviglio di lei, sono cose che si imparano…>
<Fottiti, Glare!> urlò Scarlet, mentre già aveva dato le spalle all’auto e cominciava a correre lungo la strada.
Chiuse gli occhi e un’aura luminosa di colore giallo si accese attorno al suo corpo. Le sue gambe cominciarono a muoversi a velocità sovrumana.
<Dunque… Pulizia Mentale, Pulizia Mentale…> strinse gli occhi per un secondo; quando li riaprì, le sembrò di scorgere per un attimo una figura scura, come un’ombra, che correva a diverse decine di metri davanti a lei. La visione durò solo un attimo, poi la figura scomparve di nuovo.
Scarlet fece un grande sospiro, poi la sua faccia assunse un’espressione più determinata, e la luce intorno a lei diventò più netta. Il Capitano Scarlet Jandice sparì fisicamente dal punto in cui si trovava per riapparire venti metri più avanti.
Chiuse di nuovo gli occhi, in uno sforzo di concentrazione, e quando li riaprì si trovò davanti la mano della sua preda chiusa a pugno, molto vicino al suo naso.
In una frazione di secondo, il colore dell’aura del Capitano mutò da giallo a blu. Il pugno dell’inseguito sembrò abbattersi su un muro d’acciaio; tuttavia, il suo proprietario non sembrò sorpreso.
Scarlet partì all’attacco. La sua aura aveva di nuovo cambiato colore, ora un rosso acceso illuminava la sua espressione agguerrita. Attaccò il fuggitivo con un destro all’altezza dello stomaco, ma il suo pugno si fermò a mezz’aria contro la sua volontà. Guardò l’uomo, stupita.
<Ma tu… Chi diavolo sei?> riuscì a sussurrargli, prima che un’enorme forma gelatinosa del colore dell’aria la prendesse per i fianchi e la lanciasse in aria, lontano.
Pochi secondi dopo, per il Capitano Scarlet Jandice il mondo aveva un solo colore: il nero.
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Commenti
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Esattamente tra dieci anni, se non muoio prima. Scritto il 24 gennaio 2008, alle 13:27. |


Quando Wizards diventerà un romanzo? Anzi una trilogia? E perchè non un Harry Potter più dark e scientifico?
Almeno posso chiedere parte dei diritti per aver indirettamente contribuito grazie al Play-by-Forum
Scritto il 24 gennaio 2008, alle 12:58.