Fuckin’ Cupid
Ci mancava il colpo di fulmine.
Tanto ne ho pochi, di problemi.
Fkcu, stih, sips
She looks like the real thing
She tastes like the real thing
My fake plastic love
But I can’t help the feeling
I could blow through the ceiling
If I just turn and run
It wears me out
If I could be
who you wanted
all the time…
Pubblicato il: febbraio 20th, 2008 under Streams of (un)consciousness.
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Stralci di sagézzza
(1.14.45) Tizio in chat: la cosa terribile è che è una mia amica
Quindi ho tanto da perdere quanto da guadagnarci…
(1.15.05) Obi-Fran Kenobi: ma infatti non credo andrà in porto, sinceramente
(1.15.10) Obi-Fran Kenobi: quattro anni di amicizia son troppi
(1.15.26) Obi-Fran Kenobi: mica sei pure confidente?
(1.15.47) Tizio in chat
-_-’ ovviamente. Se la situazione non è disperata, non la vogliamo.
(1.15.56) Obi-Fran Kenobi: si vabbè
(1.15.58) Tizio in chat
sono un membro del partito "masochisti idioti"
(1.16.09) Tizio in chat
(1.16.18) Obi-Fran Kenobi: nono lascia perdere, cambia bersaglio o continua con le pugnette
(1.16.33) Obi-Fran Kenobi: è come il livello Nightmare di Doom provarci con un’amica confidente da quattro anni
(1.16.47) Obi-Fran Kenobi: ce la puoi anche anche fare, ma tanto i mob repoppano
(1.17.04) Tizio in chat
*rotfl è la migliore metafora da nerd che abbia mai letto
(1.17.16) Obi-Fran Kenobi: minchia davvero
(1.17.19) Obi-Fran Kenobi: ripensandoci
(1.17.23) Obi-Fran Kenobi: i mob sono gli ostacoli
(1.17.27) Obi-Fran Kenobi: anche se li ammazzi
(1.17.32) Obi-Fran Kenobi: dopo un pò tornano fuori
(1.17.39) Obi-Fran Kenobi: oh mio dio sono un genio
(1.17.40) Tizio in chat
brevettala
(1.17.44) Tizio in chat
postala sul blog, fai qualcosa!
(1.17.50) Obi-Fran Kenobi: roflcopter
(1.18.04) Obi-Fran Kenobi: vado di blog asd
(1.18.23) Obi-Fran Kenobi: diffondi il verbo!

Pubblicato il: aprile 10th, 2007 under Cronache.
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La ragazza nella libreria
Scrivo questo post dal mio nuovo pc. E’ davvero un computer figo. L’ho comprato venerdì scorso. Dovevo ritrovarmi davanti al negozio con mio padre -che l’avrebbe pagato- alle sette di sera. Da buon pigro professionista, a me piace organizzare le cose in modo da farle tutte, possibilmente, in un lasso di tempo ravvicinato, in modo da uscire di casa una volta sola, fare quello che devo, e tornare quanto prima a fare un cazzo in casa mia.
Per questo motivo avevo pianificato a circa due ore prima il barbiere e l’eventuale tempo in avanzo ad una passeggiata in centro (che tradotto in Obi-Fran Kenobese significa una passeggiata in libreria).
Fatti i capelli, per l’appunto, mi avanzava quasi un’ora: il mio solito difetto. Come ha scritto Stefano Benni: "La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate". E vabbè, passeggiata in libreria.
Exursus: uno dei miei sogni è essere rimorchiato in libreria. Per questo motivo, oltre al fatto che adoro stare in mezzo ai libri, ogni volta che entro da solo in una libreria mi sento sempre leggermente eccitato, in quell’aspettativa adolescenziale a metà tra la fantasia e la realtà.
Passano quasi quarantacinque minuti in cui ricontrollo per l’infinitesima volta la sterminata bibliografia di Dick e Asimov, accarezzo con tenerezza le copertine dei libri di Pratchett messi non si sa perchè tra i libri per bambini, controllo che abbiano provveduto a riordinare i Douglas Adams, e finisco come al solito per passare gli ultimi minuti prima di andare davanti lo scaffale "Musica e Cinema", che è quello più vicino al corridoio di uscita.
"Scusa, sei di qui?" mi fa una vocina esile tra l’imbarazzato e l’impacciato. Frase un pò fuori contesto in una libreria, che mi fa schizzare nella testa tutti i possibili pensieri riguardo il mio sogno.
Mi giro ed è in effetti una ragazza. Non molto alta, capelli castani, piercing al naso. Sorride ed è carina.
Nella mia testa parte la sceneggiatura per un film che riguarda il suo imbroccaggio, noi due che parliamo di cinema, musica, libri e film mentre teniamo in mano un gelato che non abbiamo il tempo di mangiare, scene di sesso sfrenato, matrimoni cristiani, pagani e comunali, figli bellissimi e intelligenti che si laureano e scrivono saggi stimati da tutti i loro colleghi, io sul letto di morte che dico al maggiore "Beh, grazie di tutto, son stato bene, addio."
"Uhm… Di qui, in che senso? Di Prato?" le dico nel frattempo. Pare divertita.
"No, dico… Sei della libreria?".
Passa un istante in cui analizzo la situazione come farebbe il miglior detective.
Non sono vestito da commesso della libreria, ma di fatto, i commessi della libreria non sono vestiti in nessun modo particolare. Tuttavia stavo fissando con aria persa uno scaffale, cosa che solitamente un commesso della libreria non farebbe. Cavolo, penso, vuoi vedere che sta succedendo davvero? Una ragazza carina che ci prova con me in libreria! Dev’essere ‘sto nuovo taglio di capelli che in effetti mi fa proprio figo! Fortuna che ho fatto la doccia prima di uscire! Speriamo che legga qualcosa diverso da Dan Brown, speriamo che capisca quello che legge, speriamo che abbia opinioni proprie e non rielaborazioni di vox populi, speriamo che…
"Beh, no… Ma che cercavi?"
"Cercavo… ‘Le cronache di Narnia’, ma se tu non…"
"Ah le cronache… Hai provato tra i libri per ragazzi?"
Mi guarda male, come per dire "cosa c’entrano le cronache con i libri per ragazzi?" Male, penso io, se si indegna per questo. In fondo le cronache di Narnia sono i Vangeli per bambini. Ci mettono pure Pratchett tra i libri per bambini, cosa ti indegni per le cronache? Non ci siamo, un punto di penalità.
Però ancora non mi ha voltato le spalle, sta ancora guardandomi e aspettando che dica qualcosa… Forse davvero…
"Ehr… Oppure tra i fantasy…"
"Ecco, si, magari tra i fantasy!"
"Li stavo guardando prima ma non ho fatto caso se c’era… Vieni, guardiamo…"
Ruoto le spalle, faccio un passo verso i fantasy, che stanno in mezzo alla stanza. Ne faccio un altro e mi guardo dietro: mi sta seguendo. Al terzo passo sono all’espositore dei fantasy, che ha due facciate: quella di destra con la fantascienza e quella di sinistra con i fantastici.
"Ah si, grazie, però se non sei della libreria fa niente, grazie lo stesso."
Sdeng. Beccati questo, ego di Obi.
Rimango due lunghi secondi lì immobile, tra Cinema e Fantascienza, mentre lei mi passa avanti senza guardarmi e tiene lo sguardo basso sullo scaffale di sinistra, quello più lontano da me.
Poi realizzo: "Ehi, non è nulla, mica la scrivi tu, questa sceneggiatura. Gira il culo e vattene."
"Figurati…"
Giro il culo, ma mentre imbocco il corridoio di uscita riguardo indietro, cerco il suo sguardo: vano tentativo, ora la sua pupilla è solo per Terry Brooks.
Son stati solo due minuti, ma sono stati intensi lo stesso. Grazie mille, chiunque tu sia (e lascia perdere Narnia).
‘notte.
Pubblicato il: maggio 23rd, 2006 under Creazioni.
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Lost in traslation
Lost in traslation è un altro delicatissimo film che parla d’amore, come Eternal Sunshine. Tuttavia il film della Coppola è un film sui condizionali.
Mentre Eternal Sunshine parla dell’amore per come è e per come è stato, Lost in Translation parla dell’amore come avrebbe potuto essere. "Come sarebbe stato se…" "cosa avremmo potuto fare se…", incongruenze di età, luoghi e lingue, il raffronto tra due generazioni diverse che alla fine, si scopre, non sono diverse per niente. Perchè la vita è sempre la stessa, e anche se cambiano gli avvenimenti, il significato è sempre uno solo.
Che dire… Questi son film pericolosi, in cui si rischia di perdersi, rapiti dalle inquadrature, dai movimenti di camera e dalla bravura degli attori (che secondo me in film come questi recitano proprio poco, tanto è vera la storia)… Film di una raffinatezza intelligente e suadente, matura e saggia.
Cosa dice lui a lei alla fine? Ognuno di noi lo sa, perchè ognuno di noi ha dentro di se un addio da dedicare alla persone che avrebbe potuto essere la sua anima gemella, ma non lo è stata.
Così va la vita.
Pubblicato il: maggio 25th, 2005 under Cinema & TV, Recensioni.
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Eternal sunshine of the spotless mind (di nuovo)
Mio dio.

Quanto è meraviglioso questo film?
Non riesco a ricordarmi un film che abbia inquadrato e descritto meglio l’amore…
E’ così, funziona esattamente così… Sai come finirà… Ma lo farai lo stesso. Perchè non conta la fine, ma quello che c’è in mezzo.
Non dovrebbe essere così anche la vita, in generale?
Dio.
Voglio essere come quest’uomo

Vorrei sapere come fa a scrivere in quel modo, vorrei leggere le sue sceneggiature. Se le trovate su internet ditemelo.
Voglio essere un genio.
Pubblicato il: maggio 7th, 2005 under Cinema & TV.
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