Un aspetto interessante dell’Equilibrio.
Anche se viviamo in tempi in cui i valori si sono completamente ribaltati,
l'Equilibrio si trova comunque al Centro.
La strada è sempre la stessa.
Posso dirlo meglio.
Anche nel Caos
la strada è la stessa.
Cerca il Tao.

Pubblicato il: febbraio 28th, 2012 under Riflessioni.
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Haiku
1.
molto lontano
il luogo della calma
mi attendeva.
2.
il sottobosco
scricchiola al passaggio;
Natura parla.
3.
resto seduto.
Sedile di corteccia;
Vita brulica.
4.
tiepido Sole;
odore del bruciare
le impurità.
5.
O, difficoltà!
Equilibrio fuggente.
Ma dove sono?
6.
fratello Vento
soffia dolce sul collo.
Ecco la calma.
7.
Saturno urla,
manifesta la fretta.
Dov'è il Centro?
1.
le crisalidi
rilasciano farfalle
nello stomaco.
2.
ora sorge la
frenesia del fare.
Corro in tondo.
3.
quale approccio
con i fratelli di cui
non ho memoria?
4.
sorge l'Ego.
È arduo ingoiare
la timidezza.
5.
l'allegria
con troppa facilità
diventa noia.
6.
la tua bellezza,
un fiume che straripa.
Non ho argini.
7.
Dormire o morire?
Tutto giunge a fine.
Non l'Eterno.
Pubblicato il: settembre 25th, 2011 under Creazioni.
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Sugli Haiku
La poesia è insita in tutte le cose.
E’ nascosta al loro interno, bisogna solo saperla cogliere. Tutti possono farlo, ma è necessario entrare in contatto con il proprio io, con il proprio es, la personalità primordiale, quella che si trova a pieno contatto con le nostre emozioni.
La poesia "normale" -chiamiamola occidentale-, tuttavia, non mi ha mai attirato più di tanto. Gli preferisco altre forme di espressione, ad esempio le canzoni.
Ma gli Haiku sono diversi. Gli Haiku vanno al nocciolo.
Sono sintesi perfetta del lampo che passa sul cuore quando vediamo qualcosa, quando pensiamo qualcosa. Gli articoli, le congiunzioni… Sono solo orpelli linguistici, gli haiku se ne disfano con leggerezza.
Sono netti e potenti come un pugno, sono presenti, concreti.
Tre versi; cinque sillabe, poi sette, di nuovo cinque. Una sola immagine, un solo pensiero. Non c’è spazio per la dialettica, non c’è modo di essere logorroici: l’analisi, i discorsi, le spiegazioni sono affidate al lettore, non allo scrittore. Perchè dietro quelle diciassette sillabe si deve nascondere un Mondo, una storia, o anche solo (solo? Pare poco?) un’emozione, una sensazione.
Sono la perfetta armonia tra tecnica ed espressione.
Ovviamente, come tutte le cose, anche gli Haiku sono stati "occidentalizzati". Si può dire che non gli è andata male, con autori come Borges o Keruac a diffonderli nell’ovest. Tuttavia la forma tradizionale degli Haiku si è persa parecchio. La prima a soccombere è stata la metrica. Troppe poche sillabe per le menti occidentali. Dal 5/7/5 si è passati al quanto/me ne/serve, eliminando di fatto la sfida, la difficoltà, quella che distingue un poeta da un tizio che si diletta di poesia, insomma. Da lì in poi, il passo per denaturare anche il resto è stato breve: gli Haiku, per il loro legame alle immagini, rievocano più che altro paesaggi naturali. Al limite, parlano del rapporto dell’uomo con la Natura… Gli haiku moderni parlano di qualsiasi cosa.
Dovreste ormai sapere quanto io sia legato alle tradizioni. Nonostante non sia riuscito (o meglio, non abbia voluto) a seguire le regole sulle immagini naturalistiche, almeno ho cercato quasi sempre di rispettare la metrica classica degli Haiku. Ed è stata davvero un’esperienza impegnativa e soddisfacente.
Provateci, ve lo consiglio.
Pubblicato il: giugno 24th, 2007 under Creazioni, Cronache.
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Haiku 5

Il cielo terso:
non ci sono problemi.
Un aquilone.
Pubblicato il: giugno 24th, 2007 under Creazioni.
Commenti: 3
Haiku 4

1.
Evoluzione.
Ma i pupazzi almen
funzionavano.
2.
Evoluzione.
Ma i pupazzi almen
avevan cuore.
3.
Lettino pronto,
sorella mai nata.
Eppur mi manchi.
4.
Ancor mi chiedo
quanto bella saresti.
Non ti ricordo.
5.
Ancor mi chiedo
se mi aiuteresti.
La speme muore.
Pubblicato il: giugno 24th, 2007 under Creazioni.
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