Ph34r m3
Pubblicato il: agosto 6th, 2008 under Cronache.
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Lucca 2007
Non sono proprio dell’umore giusto per parlare come dovrei di Lucca Comics 2007… A parte tutti gli infiniti problemi che mi porto dietro da tempi più o meno lunghi, sono in piena fase depressiva dopo le vette di serenità che tocco ogni volta che partecipo ad eventi simili in compagnia di persone a cui voglio molto bene e che ho la possibilità di vedere solo qualche volta all’anno, o anche meno.
Non c’è niente come il Tutto che riesca a sottolineare come si ha invece Niente.
E vabé.
Per il resto, ho partecipato al seminario "come creare un universo espanso" di Troy Denning (autore di romanzi su guerre stellari e altri libri e GDR fantasy). Il seminario alla fine è stato molto più generico e con il titolo c’è entrato ben poco, ma me lo aspettavo. E’ stato comunque interessante, perchè comincio ormai ad avere un bel gruzzolo di esperienze e lezioni di chi con la scrittura ci tira a campare, e isolare gli elementi in comune riesce a darmi una visione generica di cosa effettivamente voglia dire scrivere.
Sono persino riuscito a metterlo un po’ in crisi con una delle mie domande senza risposta (nella fattispecie: "I lettori di oggi sono più esigenti rispetto a quelli di dieci, venti anni fa, soprattutto sembrano aver bisogno di logiche ferree persino leggendo fantasy. Dove si trova, secondo te, il punto di equilibrio tra sospensione d’incredulità e credibilità concreta?").
Elenco degli acquisti:
– 1602: Complotti e malefici, Neil Gaiman e Andy Kubert
– 1602: Il segreto dei templari, Neil Gaiman e Andy Kubert
– Top 10 Vol. 1,2,3, Alan Moore e Gene Ha
– Top 10 Speciale Smax, Alan Moore e Zander Cannon
– Top 10 Speciale "Quelli del quarantanove", Alan Moore e Gene Ha
– Gli Eterni, Neil Gaiman e John Romita Jr.
– La macchina del tempo / L’isola del Dr. Moreau / L’uomo Invisibile, H.G. Wells
– "A come Ignoranza", Daw
– "Writing for comics" edizione italiana, Alan Moore
– Varie ed eventuali
Un grazie a chi mi ha portato in giro a prendere una boccata di vita: Dam, Do Urden, Misbah, Serena, Val e relativo amico/amante e l’onnipresente (ma ultimamente un po’ meno, con mia incolmabile tristezza) Yupa.
Ecco le mie foto, quelle di Val e quelle di Do.
Per il prossimo post ho in mente una traccia orientata all’autocommiserazione e la depressione e una sui numerosi videogiochi a cui ho giocato nell’ultimo paio di mesi. Esprimete pure una preferenza, vedrò cosa posso fare per accontentarvi.
Pubblicato il: novembre 5th, 2007 under Cronache.
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THIS IS SPARTAAA!!!
Disegno dei personaggi
Lord Yupa
laureando in storia. Da nove anni. Non perchè non studia; il problema è l’esatto opposto: studia troppo. Da un libro di testo consigliato da un professore, divaga su altri tre, quattro, cinque libri di argomenti attigui. E spesso anche non attigui. Di fatto, si ritrova con le competenze di un laureato, se non di più, ma senza la laurea.
Obi-Fran Kenobi
il proprietario di questo blog, di cui sapete pure troppo. Ha consigliato più volte a Lord Yupa di tenere un blog o quanto meno un sitarello su cui esercitare la sua lingua scritta per rendere il mondo meno ignorante parlando delle sue conoscenze, ma ha sempre ricevuto risposte negative e talora insulti e minacce velate.
Frank Miller
fumettista americano. E’ conosciuto dal mondo come uno dei più grandi autori di graphic-novel, termine elaborato per descrivere un fumetto dal respiro di un romanzo, come ad esempio "V for Vendetta" di Alan Moore o "Sin City" dello stesso Miller. Ah, ha scritto la graphic novel di "300", la storia della battaglia delle Termopili tra spartani e Persiani.
Leonida
diciassettesimo Re di Sparta, salito al trono nel 488 a.C. Protagonista del film "300", tratto dal fumetto di Miller, attualmente nelle sale di tutto il mondo.
Zack Snyder
regista novello, ha all’attivo solamente il remake de "L’Alba dei morti viventi" di Romero, uscito nel 2004. Ha scritto e diretto il film "300". Da lodare il coraggio dei produttori, che hanno messo in mano un bel colossal da botteghino in mano a un niubbazzo di tale risma.
Isidoro
il mio gatto. Bello e intelligente.
Soggetto
"300" è metallo. Rabbia, potenza, energia. E’ la suggestione delle immagini e il carisma che trasuda da tutti i fotogrammi che fa il film. Non è un film storico, guardatevene bene dal giudicarlo tale. Non cercate riscontri, non imparate la storia di Sparta da questo film. Il fumetto stesso è stato romanzato dal film del ’62 (e un film si sa che è romanzato a sua volta per andare incontro ai criteri di sceneggiatura e cinematografia), immaginate quindi quanta possa essere la percentuale di storia che esce da questo film. Yupa ha dovuto "prendere a calci lo storico che è in me" (cit.) e commentava ironicamente che Sparta si chiamava davvero Sparta, Leonida davvero Leonida e che le frasi famose sono state effettivamente pronunciate. Per il resto, 300 è un film fantasy. E ben venga.
300 è un film adrenalinico, un’"erezione continua" come qualcuno l’ha giustamente definito. Non credo ambisca ad altro se non a fogare lo spettatore, a farlo uscire esaltato dalla sala. La cura nelle scene degli scontri è altissima, si vede dove il regista ha profuso la maggior parte dei suoi sforzi. E questo è quanto: un film grosso, brutto e cattivo come ce ne sono pochi, o comunque come non se ne vedevano da anni. Di difetti, superficialità e abusi ne ha, e sono lampanti, ma per fortuna sono pure pochi.
La struttura della storia, per quanto semplice, è ben salda, proveniendo dalla testa di Miller, i dialoghi precisi e ricchi di dettagli ma adattati forse un pò male, con un linguaggio in alcuni casi un pò troppo anacronistico che stona vistosamente.
Siccome, come già detto, Yupa non ha un blog o un sito dove postare un resoconto di quel che è vero e quello che non è vero di 300, cercherò di farlo io, andando a memoria e aiutandomi con la Wikipedia. Se ci sono errori o sviste, rifatevela con Yupa. O con Wikipedia.
Sceneggiatura
Scena 1
Il richiamo a Sin City è evidente per via della fotografia. Riprese dalla luce cupa su sfondo in CGI. Nuvole bronzee in movimento, facce dai lineamenti netti.
Si, la selezione dei neonati spartani è una realtà storica, così come il duro allenamento giovanile (agoghè). Al posto di combattere i lupi però, i virgulti spartani erano liberi piuttosto di assalire gli iloti (il gradino sociale più basso di Sparta… Chiamiamoli schiavi, anche se l’accezione greca del termine non è la stessa che gli diamo noi… Anche gli schiavi in Grecia erano liberi, in un certo senso) di notte. E’ vero però che potevano anche ammazzarsi tra di loro. Darwin sarebbe stato eletto a divinità a Sparta.
Ah, in Grecia non esisteva inchinarsi davanti a nessuno, sia pure il nuovo Re appena tornato dall’agoghè. Era preferibile morire al prostrarsi, e questo valeva in tutta la Grecia. Quindi niente inginocchiamenti davanti al neo Re Leonida, al massimo una pacca sulla spalla.
Scena 2
Capiamo subito che il caro Snyder abuserà del ralenty, e in particolare della sua odiosa variante, lo stop&go. Veloce-lento-veloce, per capirsi. Rimedia però con un’attenzione particolare verso i dettagli. Adoro i dettagli, danno spessore anche a ciò che non lo ha. Quello che ha già spessore, invece, diventa reale. Grande abilità è riposta anche nel montaggio. Il ritmo non cala mai (si parla giusto di tirare il fiato dopo le lunghe scene di azione) e non c’è un raccordo sbagliato.
Intanto arriva a Sparta il nerissimo (e tutti in generale così neri questi persiani… Mah) messaggero persiano a chiedere acqua e terra in nome del suo Imperatore-Dio, Serse, figlio di Dario I. Sorvolando sul motivo per cui a Sparta si dovesse tenere un pozzo senza fondo privo di recinzioni in mezzo alla piazza principale (l’ennesima prova di selezione naturale? Chi non ci cade dentro è degno di essere uno spartano?), effettivamente il messaggero persiano fece un volo da una scogliera sotto spinta di Re Leonida. Sembra che gli abbia detto qualcosa tipo: "vuoi acqua e terra? Guarda, laggiù ce n’è parecchia, serviti pure!".
E’ vero che gli spartani ritenessero gli Ateniese dei filosofi finocchi, ma non è vero che Atene si fosse rifiutata di pagare i tributi a Serse… Semplicemente perchè Serse non glie li aveva mai chiesti! Infatti i persiani Atene volevano semplicemente vederla rasa al suolo, in quanto Dario I aveva preso sonori calci in culo nelle battaglie precedenti.
Ah… Le donne in tutta la Grecia erano considerate poco più che oggetti… L’enfasi che Snyder (ma credo più Miller che Snyder) pone sulla libertà e l’importanza femminile è abbastanza ingiustificata.
Scena 3
Scena inutile per far vedere una ragazzina ignuda. E per quanto nuda, la scena è davvero troppo lunga.
Arriviamo alla prima divagazione fantasy
gli efori. Sono ritratti nel film come sacerdoti degli dei, fisicamente mostruosi, moralmente depravati. Si dice che nessun Re spartano è sceso in guerra senza la loro benedizione… Solo quest’ultima notizia è parzialmente vera, ma non si trattava di una benedizione, bensì di un consenso politico. Gli efori erano infatti la magistratura spartana, con vari compiti che spaziavano dalla politica estera, alla gestione delle finanze, alla rappresentazione del Senato. Ovviamente, erano anche il gruppo politico che decideva sulla difesa militare, e quindi se scendere o meno in guerra.
Sul perchè Leonida vada alle Termopili con solo la sua guardia scelta, ci sono due ipotesi… La prima è legata appunto agli efori, che non diedero il loro consenso, ritenendo fosse meglio allestire una difesa più tarda all’altezza dell’Istmo di Corinto piuttosto che al passo delle Termopili. E’ la versione che Miller ha preso per buona, romanzandoci sopra. La seconda versione vede Leonida apprendere dall’oracolo di Delfi che Sparta potrà essere salvata dalla caduta solamente con il sacrificio del suo Re. Da qui l’idea della missione suicida, lui da solo con la sua guardia scelta.
Il numero dei persiani, stando ai resoconti degli storici dell’epoca, era di un milione, o anche di tre milioni… Veridicità e letteratura si fondevano spesso in quel periodo, soprattutto in Grecia, e si sa che la Storia la scrivono i vincitori… Storici moderni, però, sono riusciti a fare una stima attendibile del numero di Persiani. Erano duecento, duecentocinquanta mila. Pochi non erano ugualmente.
Scena 4
La sceneggiatura di 300 è un discorso complicato. La struttura portante degli eventi e la congruenza delle battute è assicurata da Miller… Tuttavia si percepisce in alcuni casi una modernizzazione del linguaggio che spicca su tutto il contesto e rende il film meno credibile. 300 è stato adattato per il grande schermo dallo stesso Snyder, in compagnia di un paio di amici inesperti… Forse avrebbe dovuto affidarsi a qualche sceneggiatore più esperto.
Finalmente plausibile e ben dosata la voce narrante fuori campo. Ci sono stati recentemente dei film che ne hanno abusato senza ritegno, infrangendo le regole della sua gestione (mia recensioncina de "il Profumo")… Qui in 300 è invece affidata ad un narratore visivo, lo spartano sopravvisuto Delios (Faramir del Signore degli Anelli) e non è mai invasiva ne troppo descrittiva. Un buon lavoro.
La battuta della moglie "torna con il tuo scudo o sopra di esso" è la reale benedizione di guerra spartana.
Efialte non era ne spartano ne tantomeno deforme… Era un semplice soldato del contingente greco che accompagnò i 300 al passo delle Termopili, per poi rinnegare il suo re e il suo popolo conducendo il capitano degli Immortali, Idarne, al sentiero che sbucava alle spalle del passo (vedi più avanti). Carina però l’idea di mettere Gollum insieme a Faramir.
Scena 5
I 300 spartani di Leonida partirono per le Termopili insieme a 4000 soldati alleati delle varie province greche (tesbiani e tebani per lo più). I soldati del film/fumetto sembrerebbero ben meno, ma avrebbero rubato la scena agli spartani, quindi meglio così.
Carina la scena di presentazione degli Immortali, che fa molto horror. Ma degli immortali parleremo dopo.
Le navi persiane non vennero affondate dall’ira di Zeus, ma piuttosto dalla flotta ateniese comandata da Temistocle.
Sembra che anche lo scambio di battute "le nostre frecce oscureranno il sole" "allora combatteremo all’ombra" sia realmente avvenuto. Che fighi sti spartani.
Scena 6
Arriviamo finalmente al sodo del film, ovvero la battaglia vera e propria. Facciamo quindi una bella precisazioncina.
Gli spartani sono passati alla storia per aver avuto, primi nel mondo, l’idea della fanteria pesante. In un mondo in guerra dove era il numero a fare la vittoria, e di conseguenza un sacco di uomini leggermente corazzati e armati ma dal veloce schieramento e rimpiazzo, gli spartani facevano invece indossare ai loro oplìti armature COMPLETE di bronzo, che li proteggevano dai piedi al collo, l’elmo di bronzo, nonchè il caratteristico scudo rotondo, con una pratica maniglia di cuio all’interno e un simpatico strato di due centimetri di bronzo all’esterno. In tutto, un soldato scelto di Sparta andava in giro con più di cinquanta chili di equipaggiamento… Miller ha optato invece per l’interpretazione artistica suggerita da Jacques-Louis David, tanto bella a vedersi quanto storicamente improbabile.
Per calzare il fisique-du-role dei prodi spartani, gli attori hanno dovuto seguire un corso di complete gym della durata di otto mesi. Ecco il link al filmatino.
Ennesima battuta realmente pronunciata: "Arrendetevi e deponete le armi" "Venite a prendervele!". Sempre più fighi sti spartani!
Le scene di combattimento sono bellissime. Proprio stupende. Era diverso tempo che non mi esaltavo vosì per delle coreografie di combattimento. Ultimamente, dove ci sono botte, deve per forza metterci lo zampino Woo Ping, che se da un lato è vero che ha reinventato l’arte della corda cinese e ha dato una rinnovata alle coreografie marziali, dall’altro ha decisamente rotto i coglioni: tutti i film a lui, comincia ad essere talmente ripetitivo da risultare noioso. In 300 invece le coreografie di combattimento sono curate da tale Damon Caro, stunt professionista che ha curato anche quelle di Daredevil (nulla di che) e che aveva già lavorato con il regista nel remake dei morti viventi. In particolare, ho amato le dinamiche con spada e scudo, e il combattimento a coppia, da mozzare davvero il fiato. Peccato però per l’abuso dello stop&go di cui parlavo prima, dopo un pò finisce per stufare, avrei preferito o tutto in ralenty o tutto a velocità normale.
In generale, sembra che l’attenzione maggiore Snyder l’abbia posta proprio sulla battaglia… Ogni scontro è pieno di dettagli, quasi tutti storicamente accertati, come il cambio di linea in movimento dei prodi 300 (scudata della prima linea, affondo della seconda che diventa la prima, e così via). Le armi e le armature persiane venivano davvero tagliate come il cartone… L’armamento spartano era superiore oltre ogni paragone… Le lance corte e le freccie persiane nemmeno scalfivano le armature e gli scudi dei 300 di Leonida… Anche se nel film hanno solo elmo e scudo, vabbè.
Scena 7
Serse. Nero? Piercing? Finocchio? Vabbè. Vero è che andata in giro con il trono mobile. Vero è anche che Snyder poteva risparmiarsi una battuta ambigua come "non sono le sferzate che temono", con Leonida di spalle e il chilometrico persiano che glie lo appoggia… Tutta la sala è esplosa a ridere, e non credo che fosse l’effetto a cui il regista mirava.
Inoltre, comincia da questa scena l’americanismo del film. Leonida non voleva salvare il mondo, non voleva rappresentare la libertà che batte la tirannia… Queste sono le solite menate patriottistiche americane, ce n’era davvero bisogno? Immagino di si, essendo una produzione hollywoodiana. Peccato davvero però, perchè spiccano dal contesto così come il linguaggio a tratti poco curato, e rappresentano una di quelle poche (ma gravi) pecche che non possono far dichiarare 300 un capolavoro.
Inoltre, Serse non era presente in quella campagna, ovviamente. Aveva delegato la sua rappresentanza ai due fratelli, Habrocomes e Hyperanthes.
Scena 8
Tyler Bates aveva fatto un buon lavoro, fin qui, con la colonna sonora. Epicheggiante con uno spruzzo di elettronica a ricordare il metallo degli spartani, mai invasiva, faceva l’esatto lavoro che la musica deve fare, che è enfatizzare senza rubare la scena alle immagini. Poi, all’improvviso, mi sono ritrovato in un videoclip neo-pop.
Spartani seminudi che avanzano ancheggiando al ritmo di una chitarra elettrica distorta. No, ma dico, scherziamo? Chitarra elettrica distorta? Che cazzo ti fumi, Bates? Questa è la macchia che più di tutti mi ha dato fastidio nel film, assolutamente. Passino gli altri errorini e abusi, ci si poteva sorvolare, ma sulla musica no, che cavolo. Cosa diavolo c’entra la chitarra elettrica distorta? Non mi venite a dire che dava ritmo che sono panzane. Ci sta male e basta, è stato un errore. Rende tutto tamarro e superficiale. Viene usata un paio di volte in tutto il film, ma sono due volte di troppo.
Gli immortali erano la fanteria di elite persiana. Era composta da soldati mediamente più addestrati e meglio equipaggiati della normale fanteria, provenienti da tutte le province dell’impero persiano. Dovevano il loro nome al fatto che avessero un infinito ricambio di truppe, per cui ogni volta che uno cadeva, subito veniva rimpiazzato, dando l’impressione al nemico oppresso che il loro numero non scendesse mai. Il plotone di attacco era composto da diecimila uomini ed era guidato da Idarne. Tuttavia, sempre di fanteria leggera si trattava, ed infatti fecero la stessa fine del resto dell’esercito persiano.
Ah, si: non erano alieni cinesi mutati, non bevevano sangue e non avevano i piedi di lupo. Quisquilie.
Nonostante l’impero persiano impiegasse effettivamente bestie esotiche come Elefanti e Rinoceronti in battaglia, non ne portarono in Grecia, probabilmente per problemi di trasporto. -___-
Anche le granate alchemiche sono un pò anacronistiche e fuori luogo.
Scena 9
Arriviamo al momento del tradimento: Efialte porta Idarne e un manipolo di immortali ad un passo montano che aggira le Termopili, difeso solamente da uno sparuto gruppo di focesi, che visti i persiani si defila in maniera poco onorevole. Leonida viene effettivamente informato del fatto, e divide il suo esercito in due. Rimane alle Termopili con i suoi 300, più settecento tesbiani e quattrocento tebani (questi ultimi però si arresero ai persiani dopo i primi scontri), non si sa se per dare tempo al resto dell’esercito di fuggire, vista la certezza della morte, o per tentare una disperata manovra di accerchiamento sugli Immortali.
La frase "mangiate tanto, perchè stasera ceneremo nell’Ade" è l’ultima delle citazioni storicamente accertate. Buona la traduzione, in quanto in Grecia non avevano l’Inferno.
Divertente la "testuggine" spartana… I romani avevano gli scudi rettangolari e facevano la testuggine quadrata… Gli spartani gli scudi tondi e facevano la testuggine sferica… Non fa una grinza!
Per fortuna la scena si salva grazie ad un’altra dose di dettagli.
L’ultima fase della battaglia è ben diversa da come la mostra il film… Presi su due fronti, gli spartani cominciano a morire. Tra i primi a cadere è proprio Re Leonida. La sua morte getta gli spartani in una furia di sangue… Si narra che quattro volte il suo cadavere venne catturato dai persiani e quattro volte gli spartani lo ripresero indietro. Ritirati sul colle che sovrastava le Termopili, gli spartani rimasti furono finiti con gli archi, dato che Serse (o chi per lui era in carica) aveva paura di perdere altri uomini.
La stima finale delle perdite persiane ammonta a circa ventimila uomini, tra cui i due fratelli di Serse.
La testa di Leonida venne mozzata e il suo corpo crocifisso. Sul luogo dello scontro, ancora oggi, una statua leonina fa la guardia ad una targa che recita: "Viaggiatore, va’ a dire a Sparta che noi siamo morti per ubbidire alle sue leggi.", frase attribuita a Simonide.
La chiusura del film è forse un pò troppo lunga, ma in linea con il resto del film. Ultimo dettaglio fastidioso questo abuso della parola "nazione"… Immagino fosse brutto dire "Leonida e i suoi 300 guerrieri hanno dato la vita per la libertà della polis"… Anche la frase "il nemico ci sovrasta di sole tre volte" suona un pò strana e scatena l’ilarità della sala… Tanto più che sembrerebbe un’informazione non vera: a Platea, un anno dopo le termopili, l’invasione persiana venne fermata da Pausania, comandante in seconda di Leonida, alla guida di un esercito di 110.000 greci (di cui 30.000 opliti spartani, e questo è giusto), contro però "soli" 120.000 persiani, già fisicamente e psicologicamente provati dalle due battaglie navali di Capo Artemision e Salamina. Erodoto comunque lascia ai posteri che solo 159 greci morirono quel giorno, mentre dell’esercito persiano rimase solo qualche zoppicante rimasuglio.
Bellissima la doppia zoomata su Delios/Faramir e stupendi i titoli di coda. Peccato che al cinema me ne abbiano fatti perdere mezzi in quanto -la scienza non lo spiega ma è così- appena arrivano i titoli di coda i sedili dei cinema prendono fuoco e la gente si deve alzare immediatamente e fuggire dalla sala al più presto.
Ed ora rintracciamo "Last stand of the 300", rimaneggiamento del film in serial TV che dovrebbe dare più peso alle informazioni storiche, mentre aspettiamo il nuovo film di Snyder, "Watchmen" -che è un’altra graphic novel, stavolta di Alan Moore- previsto nel 2008.
Links
Leonida I, wikipedia
Battaglia delle Termopili, wikipedia
Battaglia di Platea, wikipedia
Curriculum di Zack Snyder, imdb
300 full credits, imdb

Pubblicato il: marzo 29th, 2007 under Cinema & TV, Recensioni.
Commenti: 11
Solo due foto, aspettate pure il prossimo post.
Pubblicato il: marzo 26th, 2007 under Cronache.
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L’afelicità
La felicità è effimera e fuggevole. Soprattutto, credo che duri poco. Almeno, relativamente poco: qualche istante, dieci minuti, tre giorni, un mese.
Molto più comune è l’afelicità. Una sensazione di neutrale indifferenza, in cui l’essere umano che calca questa terra da almeno una ventina d’anni deve necessariamente immergersi per non impazzire.
Poi ci sono gli scorci improvvisi sulla vita che potrebbe essere, quella allegra e spensierata che prenderebbe il sopravvento se la società non richiedesse un tributo attivo che ruba l’ottanta percento della vita privata ad ogni essere umano.
Vivere quegli scorci ti fa tornare indietro nel tempo, ti sospende in un limbo surreale in cui tutto funziona bene, tutto è piacevole. Spariscono i problemi di soldi, spariscono i problemi di lavoro, la solitudine…
Ti ritrovi con tre amici in una piscina, a parlare di cose da nerd, a fare commenti sulle ragazze, a giocare con lo scivolo, a ridere come un cretino per un getto d’acqua. Torni bambino, o meglio: ti accorgi che nonostante tutto sei ancora bambino, e niente e nessuno potrà portarti via definitivamente quell’essere, se non temporaneamente.
Che posso dirvi, amici raccattati qua e là su internet, su un forum, in un videogioco online, incontrati per curiosità, conosciuti per piacere, amati perchè ogni volta che mi sento allegro mi si annoda la gola, tanto poco sono abituato ormai a quella sensazione… Mi fate venire voglia di parlare per ore, di aprire i cassetti segreti, spolverare gli scheletri nell’armadio, illuminare le ombre nel mio passato. Mi infondete di energie che ogni volta ritengo perse e ogni volta mi fate capire che mi sbaglio; allettate la mia mente, la correggete, la fate crescere, la migliorate. Ma soprattutto, avete sempre con voi un sacco di cerotti per cuori infranti.
E alè, l’ennesimo post un pò finocchio. Ma che ci posso fare? Effettivamente, se fossi gay vi tromberei. Grazie ancora, per l’ennesima volta.
Pubblicato il: luglio 25th, 2006 under Cronache, Opinioni.
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