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Defenceless

I’ll let my hair be combed by the wind
I’ll let my feet be moved by instinct

I’ll let all of you have on me
I’ll be idle and calm as the sea

And if I’ll find
something, somewhere
I’ll take a look
without interest

‘Cause all we do, has been done before
‘Cause all we say, has been said before
‘Cause all we feel, has been felt before
‘Cause all we think, has been thought before

Dark, cold, senseless, and we’re all alone

I won’t deny what comes from my in-self
To non-constructives I will be deaf
I’ll ignore compromises at my best
I’ll leave them to the rest

And if I’ll find
something, somewhere
I’ll take a look
without interest

‘Cause all we do, has been done before
‘Cause all we say, has been said before
‘Cause all we feel, has been felt before
‘Cause all we think, has been thought before

If all we think has been thought before
So there’s nothing you can really do
with your whole life
but to get lost
and die

Dark, cold, we’re defenceless, and all alone.

Rising Dusk

Now all I can see
all I could ask
disowned versions of me
unwearing their mask
it’s my rising dusk

all I can feel
my thoughts in a flask
while i tap their peel
they show me their task
it’s my rising dusk

Scripta Manent – Ottobre

2004
   Usciva giusto questo mese "Contraband" il primo cd dei Velvet Revolver. Quest’anno, con un mese di anticipo, è uscito il secondo, "Libertad"… Non all’altezza del primo, a mio avviso, ma con qualche pezzo pregevole.
    Muore Christopher Reeve, ovvero l’unico vero Superman.
    Esibisco per la prima volta in vita mia i capelli lunghi, con tanto di codino. Due anni e mezzo dopo sarò costretto a tagliarmeli perchè ridotti in stato pietoso. Ora sono sulla mia via per la calvizia, e ancora non riesco a farmene una ragione.
    Dipingo un Dreadnought dei Templari Neri per Yupa.
    Debutta la pagina del Doin’ Now, rimodernizzata recentemente. Il link lo trovate nella colonnina di destra.
    Arrivano le prime avvisaglie della perdita del lavoro. Per l’ennesima volta, oggi, mi accorgo di portarmi dietro gli stessi dubbi di tre anni fa. La cosa evidentemente mi turbò, perchè seguono tre post uno più delirante del precedente, su cui spicca però un’immagine che ancora mi commuove.
    Torno da Lucca con molta roba in più e molti soldi in meno. Quest’anno, sarò lì sicuramente giovedì 1 e poi forse venerdì 2 o sabato 3. Se tutto va bene, sarò vestito da Rorschach.

2005
   Tra sogni maledetti in cui rispunta l’amorodio della mia vita, fa capolino per la prima volta il caro Ryo Takatsuki in versione Jabberwock, che accompagnerà da lì in avanti i miei momenti di follia e violenza repressa.
    Tocco i massimi picchi di Nerditudo ™ su World of Warcraft. Fortuna che adesso ne sono fuori.
    Registro Bruce Lee, scrivo Vain, ma soprattutto a Lucca incontro uno dei miei quattro pilastri letterari: George Martin. Un giorno scalfito nel mio cuore e nella mia memoria per sempre. La foto la trovate qui.

2006
    Mentre Eriadan rende più piacevole la mia permanenza su questo pianeta, e io partecipo stupidamente ad uno stupido concorso pseudo-letterario indetto da scrittomisto, finiscono i primi tre giorni di riprese de "L’ultimo Giorno", e Agnese "Fuji" Morganti tira fuori dal set delle foto meravigliose.
    L’ennesima conferma che conosco me stesso ad un livello quasi paranormale.
    Jarvis Cocker ci ricorda che le fighe continuano a far girare il mondo.

Inner Schism

Venticinque anni, detti anche "un quarto di secolo". Non passano in un attimo (cit.).

Inner Schism

Do, do we have to die scared?
Even if we don’t know what’s beyond here
Please don’t cry in vain
Do we have to pray?
For what we need now
Please choose something
Now or never?

Pray
Rhymes with obey
We’re goin’ to fade

Pray
Rhymes with obey
We’re goin’ to fade away

We passed through a schism
Our belief is undermined with agnosticism
Go with God
Do we have to pass away?
Leave a trace of us is just an ideal

We stand on our
Feet
Retreat our fleet
We are out of beat

We stand on our
Feet
Retreat our fleet
‘Cause we’re out of beat

Scripta Manent – Febbraio

Scripta ManentFebbraio

2004
    Febbraio di tre anni fa comincia con un post che riletto ora mi fa un pò sorridere e un pò mi irrita. Mi arrampico sugli specchi difendendo delle affermazioni un pò sessiste che però, mi accorgo ora, erano inevitabili in quel periodo. Non amavo molto le donne, effettivamente. Adesso, più o meno, è passato.
    Anche il post successivo, una specie di recensione della vita di Phil Collins, non mi piace granchè. Direi che sono due post indicativi del periodo di stordimento e insicurezza in cui mi trovavo.
    L’unica cosa vagamente interessante, è l’ultimo post del mese, un interessante quesito che, se risolto, potrebbe spiegare molti errori compiuti dal genere umano nel corso della sua storia.

2005
    Febbraio 2005 è il mese di World of Warcraft, l’assenzio della mia anima malata, come direbbe la Val. Comincio a giocare alla beta e, poco dopo, a quello che anche attualmente è il gioco che impegna gran parte della mia superflua vita.
    Ma il 2005 è anche l’anno della mia svolta "artistica", se così vogliamo chiamarla per non tirarla troppo per le lunghe. Comincio il corso di sceneggiatura con Nicola Zavagli presso la scuola di cinema Anna Magnani, dove poco più tardi avrei conosciuto tante persone meravigliose e importanti, di cui adesso non posso più fare a meno, e con cui avrei girato quattro cortometraggi e un paio di documentari.
    Son passati due anni, diciamo che adesso potrei chiarire il mistero di questo post. Il muretto in questione era quello dove aspettavo che l’autobus portasse a casa quella che sarebbe diventata la mia ragazza per i quasi quattro anni successivi. Trovai un significato filosoficamente ironico nella sua demolizione, avvenuta poco dopo la nostra separazione definitiva.
    Per me importante anche il penultimo e l’ultimo post del mese. Riflettevo sui cambiamenti positivi avvenuti nella mia vita dal giorno in cui sono diventato disoccupato. Cambiamenti per lo più positivi, se si esclude la "non-quiete" di cui spesso divengo vittima. Posso dire, a distanza di due anni, che quelle impressioni sono ancora valide.

2006
    Apro lo scorso febbraio con uno dei miei post preferiti: "Tempi oscuri, uomini spezzati". E’ il titolo che ho coniato grazie alle impressioni che mi sono fatto vivendo da venticinque anni. Rappresenta, per me, l’esatto momento storico in cui ci troviamo. In quel particolare post, facevo delle disquisizioni sulle paure diffuse dai media, sull’aviaria, sulla difficoltà di trovare il lavoro, e sulla qualità di quest’ultimo. Disquisizioni che trovo ancora valide, trecentosessantacinque giorni e un governo dopo. Leggete anche i commenti, contengono preziose informazioni e riflessioni aggiuntive da parte dei lettori del blog.
    "Try to remember now" è una canzone che amo molto, scritta diciamo "a freddo" e riguardante gli ultimi due anni della mia vita. C’è dentro la mia ex, il mio ex lavoro, il rapporto con i miei genitori, la mia solitudine, c’è dentro persino "tempi oscuri, uomini spezzati". Il link che cercherete di cliccare non è valido, la canzone è stata rimossa. Semmai ve la farò sentire quando mi verrà la voglia di riadattarla con le nuove tecniche che ho appreso negli ultimi mesi.