La vacuità dell’aver ragione
"
[...] A volte mi sembra solo di aspettare di vedere chi aveva ragione e chi torto.
Ma anche se viene fuori che avevo ragione io, cosa ci guadagno?
Dunque? Provare il brivido di restare ai confini dell'Universo a dire "Visto? Avevo ragione io"?
No, preferisco starmene in disparte.
"
il Diavolo, in Sandman (n°20 ed. Planeta), Neil Gaiman.
Pubblicato il: aprile 9th, 2010 under Streams of (un)consciousness.
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L’invasione dei Limenini
Finalmente torno alla normalità.
Dopo un periodo che mi azzarderei a definire sereno, in cui nulla andava particolarmente male… Il ritorno della cara, vecchia sfiga. Com'era, Kurt? "I miss the comfort of being sad"?
Ho cominciato un corso di meditazione che mi appassiona molto; ho cominciato a scrivere con una certa regolarità, avvicinandomi al primigeno consiglio che Ray Bradbury diede ad un giovane Richard Matheson, "scrivi almeno una pagina ogni giorno"; ho finito di scrivere le quattro tavole di presentazione del fumetto che dovrebbe andare a farsi vedere ad Angouleme; ho iniziato a collaborare come revisore ed editor per la blogzine Camminando Scalzi, che sta andando bene; ho scritto il mio primo articolo per un giornale vero; ho in ballo altri due o tre progetti di cortometraggi abbastanza interessanti; mia mamma non stava facendo particolari follie; mio nonno non stava dando particolari problemi; ho ricominciato a lavorare part time per altri tre mesi, così posso togliermi qualche sfizio come un corso del cicap…
Poi l'uragano delle rogne. Quanta verità contiene il detto "le disgrazie non vengono mai sole"? Non che la mia famiglia sia mai stata baciata dalla fortuna, soprattutto lato mamma, ma insomma, pare veramente che ci sia qualcuno che ci vuol male.
Un cane ha morso il mio gatto, Isidoro, e gli ha spezzato radio e ulna della zampa sinistra.
Operato, messo un ferro al radio, un filo metallico all'ulna. Antibiotici, tutti i giorni dalla veterinaria, dolore, lamenti, notti insonni.
Dieci giorni dopo, quando sembrava stare un pochino meglio, mi sveglio di soprassalto alle otto di mattina: Isi urlava ai piedi del mio letto.
In preda al panico vedo che si sta scalciando la fasciatura della zampa, ci è rimasto impigliato pure con quella sana, e se la sta mordendo.
Mi avvento su di lui, cercando di calmarlo e staccarlo dalla delicata fasciatura, e bene o male ci riesco. Ma nel frattempo Isi – che non ha mai fatto nulla del genere in quindici anni, essendo il secondo gatto più buono del mondo – mi morde. Più volte. Molto forte.
Dopo essere riuscito a calmarlo, almeno sul momento, mi guardo la mano. E' a brandelli e zampilla un denso sangue scuro.
E io mi conosco fin troppo bene.
Riesco ad alzarmi, arrivare in bagno, mettere la mano sotto l'acqua ghiacciata e a bestemmiare. Poi svengo.
Mia mamma, già in preda al panico per via del gatto, mi riprende al volo prima che mi spatasci sul pavimento.
Rinvenuto, mi trascino sul letto, mentre mia mamma prende Isi e lo porta dalla veterinaria.
La veterinaria gli fa le lastre: l'ulna si è rotta di nuovo. Probabilmente gli prudeva, e se l'è rotta a morsi.
Seconda operazione, e tutto daccapo. Dieci giorni di convalescenza buttati.
Ora è dalla veterinaria da due settimane. L'infenzione non è ancora riassorbita bene, e la frattura non sembra calcificarsi. Ha quindici anni, è vecchio.
E noi siamo qui a roderci il fegato, vedendo orecchie di gatto in ogni ombra, sentendo miagolii in ogni rumore.
Il nervosismo è di casa.
Mio nonno – il mio ultimo nonno – è all'ospedale, per l'ennesima crisi respiratoria.
E' morto da anni, ormai, ma lui non molla. Forse semplicemente non riesce a trovare la strada.
Tempra dura, il mio ramo paterno. Se riesco a mantenermi sano di mente, più o meno, arriverò con nonchalance ai centoventi, centotrenta anni. Sempre se non mi cade un frigorifero in testa prima, data la mia fortuna.
E – per completare questo ritorno alla normalità – ho ricominciato a perdere concorsi.
Dopo la selezione per l'antologia erotica di Delos Book (che tra l'altro è stata completata, e sarà pubblicata verso giugno 2010) e la finale de "Gli Esperetoj" nel concorso Tabula Fati, mi ero quasi cominciato ad illudere.
Fortuna che c'è la realtà a tenermi umile.
Comunque, il racconto che ho mandato al concorso indetto da Murena Letteraria (una piccola casa editrice fiorentina) è inedito, ed è anche inaudito perché si tratta di un racconto per ragazzi.
Il motivo per cui continuo a partecipare ad ogni genere di concorso (purché sia gratuito) probabilmente è proprio questo: avere una scadenza, un genere preciso e talvolta anche un limite di battute mi stimola. E mi spinge a scrivere cose nuove.
"L'invasione dei Limenini" non è piaciuto praticamente a nessuno della mia "cerchia di eletti" a cui faccio leggere le cose che scrivo in anteprima.
Mi è molto dispiaciuto perché è stato frutto di molto lavoro di pedagogia e psicologia. Ho pesato bene agli obiettivi che mi sono posto, e ho lavorato molto di cesello prima e di lima poi. Rileggendolo stasera, per impaginarlo per il blog, mi è piaciuto anche di più di quando l'ho scritto.
Credo di aver fatto un ottimo lavoro, sinceramente. Si fotta l'umiltà.
Lo stile richiama lo scrittore per ragazzi che più stimo, da diversi anni a questa parte: Neil Gaiman. Eppure, i libri per ragazzi che scrive lui sono ben godibili dagli adulti, e molti infatti dicono che non sono affatto per ragazzi.
Terry Pratchett, in una lunga e bella intervista di qualche tempo fa, disse una cosa fantastica al riguardo:
"For Christ's sake, don't write a book that is suitable for a kid of 12 years old, because the kids who read who are 12 years old are reading books for adults. I read all of the James Bond books when I was about 11, which was approximately the right time to read James Bond books. So you work out this kind of little equation in your head and you think, yeah, like Nation – the one that's just come out – that's a book for kids. And people will say: 'Well it covers very adult subjects …' Yeah, that's why it's a book for kids. Because you want kids to grow up to be adults, not just bigger kids."
che tradotto suona tipo:
"Gesù Cristo, non scrivete un libro adatto ai bambini di 12 anni, perché i bambini di 12 anni che leggono, leggono libri per adulti. Io ho letto tutti i libri di James Bond quando avevo circa 11 anni, che è approssimativamente l'età giusta per leggere i libri di James Bond. Quindi tu elabori questa specie di piccola equazione nella tua testa e pensi, sì, come Nation (uno dei suoi ultimi libri, ndObi) – il primo che mi viene in mente – che è un libro per bambini. E le persone diranno: "Ma copre argomenti molto maturi…" Certo, ecco perché è un libro per bambini. Perché tu vuoi che i tuoi bambini crescano come adulti, non come bambini cresciuti."
Ed ecco quindi cosa avevo in mente mentre scrivevo "L'invasione dei Limenini". Un modello di genitore a cui aspirerei (se fossi nelle condizioni di poter prendere in considerazione l'idea di diventare un genitore); un modello di istruzione che userei con i miei figli; un modello di bambina sveglia, estremamente curiosa ed intelligente, e cresciuta nel modello genitoriale di cui sopra, quindi non solo intellettualmente stimolata, ma anche incoraggiata.
E se pensate che messaggi subliminali, manipolazioni, lavoro a nero e quant'altro il racconto contiene, siano argomenti "troppo difficili" o "troppo adulti" per i ragazzi… Be', come la penso io ve lo hanno già detto Pratchett e Gaiman.
Al prossimo concorso perso, e se non vi scoccia infilatemi nei vostri pensieri e nelle vostre preghiere, perché in questo momento ne ho piuttosto bisogno.
Grazie.
L'invasione dei Limenini – via blog
L'invasione dei Limenini – Scarica .PDF (80Kb)
Tempo di lettura: circa 25 minuti (10 cartelle).
Pubblicato il: dicembre 3rd, 2009 under Creazioni, Cronache.
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Coseacaso #4
UN NUOVO NUMERO DELLA RUBRICA CHE TUTTI I MIEI CONOSCENTI STUDIANO PER CAPIRE DOVE HANNO SBAGLIATO CON ME! SPECIALE LUCCA COMICS!

Pubblicazione bisestile, numero diciattordici.
Avrei davvero tante cose da dire, per cui non ne dirò nessuna per fare prima. Oltre allo speciale sui miei acquisti in quel di Lucca Comics, parlerò di tante altre cose, così invece di fare almeno un paragrafo per oggetto, mi limiterò a commentare con un paio di frasi ciascheduno, che è anche quello che avrei dovuto fare nei numeri 2 e 3 di ‘sta rubrica, invece di dilungarmi per pagine e pagine. Eeeh, ne ho fatti di sbagli, in vita mia.
Le cose che se avessi avuto un minimo di sale in zucca non avrei comprato per mettere i soldi da parte
Ovviamente, ho cominciato a spendere soldi per le cose di Alan Moore che ancora non avevo letto. La curiosità più bruciante era quella riguardante Lost Girls, e come avrete senz’altro già letto qui, me la sono tolta velocemente.
Ho anche comprato Futuri Incredibili e La Ballata di Halo Jones. Il primo raccoglie tutte le storie brevi realizzate dal Magus per 2000AD, tranne quelle di D.R. & Quinch e, ovviamente, quelle di Halo Jones, raccolte invece tutte nel secondo volume. Pensavo di trovarmi davanti i primi maldestri tentativi di uno sceneggiatore in erba, da studiare per conoscere la sua scalata al continuo miglioramento, invece -guarda un po’- di maldestro in questi libri non c’è proprio una mazza. ![]()
Sono anzi divertentissime storielle nel primo caso, e un’epica storia di fantascienza con un fantastico personaggio femminile nel secondo.
Molto bello anche Il Cortile, che è un adattamento a fumetti solo tratto da un racconto di Moore, ma scritto da Anthony Johnston. In questa storia Alan si cimenta niente meno che con l’universo dei Grandi Antichi di Lovecraft. Riuscendo appieno, che lo dico a fare?
Più da fan sfegatati e pure un po’ rincoglioniti gli altri volumi che mi sono procurato, ovvero Sacco Amniotico, libretto dell’omonima opera teatrale illustrato da Eddie Campbell; La lucertola ipotetica, stranissimo romanzo breve a metà strada tra fantasy e fantascienza, e infine Magical Mystery Moore, due volumetti messi insieme da Star Comics sulla base di un lavoro incompleto di altra gente spagnola: in pratica alcune canzone scritte da Moore illustrate da vari artisti, in sostanza una stronzata colossale creata con l’unico scopo di lucrare sul nome di Moore.
Lackadaisy è la raccolta di uno webcomic di una disegnatrice americana, Tracy Butler: gatti gangster nella St. Louis degli anni ’30. C’è davvero da aggiungere altro? Va bene: un tratto dettagliato e morbidissimo, colorato in uno stupendo seppia che cala ancora di più nell’atmosfera; personaggi riusciti e dialoghi frizzanti. Compratelo e basta, non rompete i coglioni.
The Pro, dell’irlandese pazzo Garth Ennis, è invece una sfrontata e irresistibile genialata che vede una prostituta dai modi particolarmente rudi acquisire superpoteri. Nonostante non scenda mai sotto una certa soglia, Ennis tende ad avere altissimi e alcuni bassi: The Pro è sicuramente uno degli altissimi. Divertente, dissacrante e ostentatamente volgare. Lo dovete leggere e basta.
Sempre di Ennis, ma decisamente più cupo e serio, è il 100% Marvel su Ghost Rider. Attenzione a non prendere quello ambientato ai giorni nostri (con il classico Ghost Rider sulla motocicletta), decisamente sottotono, ma quello ambientato nella guerra di secessione (con il cavallo demoniaco fiammeggiante in copertina). Una delle migliori rappresentazioni della Vendetta mai lette.
Nessun Dove è l’adattamento a fumetti del romanzo, che a sua volta è stato riscritto rimettendo insieme le sceneggiature dello show televisivo. L’autore delle ultime due versioni è Neil Gaiman, quello del fumetto è invece Mike Carey, già sceneggiatore di tutto rispetto di Hellblazer (tra gli altri). La storia di Gaiman è ormai un classico, pieno di ambienti, personaggi e situazioni fantastiche. Il lavoro fatto da Carey nell’adattamento è praticamente perfetto: riesce ad essere fedele e a mantenere un buon ritmo senza scriversi addosso e senza risultare frettoloso. I disegni, bellissimi, sono del copertinista di Preacher, Glenn Fabry.
Evitabile invece La crociata dei bambini, primo e a quanto mi ricordo unico tentativo della DC (a parte il famoso famigerato "Crisi sulle terre infinite") di fare un crossover tra le varie testate, come succede molto più spesso in casa Marvel (l’ultimo caso è stato "Civil War"). I due speciali di apertura e chiusura sono di Gaiman, gli altri dei vari autori delle rispettive testate. Ovviamente, a seconda degli autori la qualità è altalenante, ma -escludendo gli speciali- mediamente bassa.
Oggetti per rovinare la vista
La casa d’inferno di Richard Matheson è uno dei più bei romanzi sui fantasmi che abbia mai letto, ma sono di parte perchè Matheson è uno dei miei quattro pilastri letterari.
Bloody Mary di Garth Ennis è originale ma anche mediocre (è uno di quei "bassi" di cui parlavo prima), molto molto molto meglio The Boys, la sua personale revisione totale dei supereroi, un Watchmen casereccio con più pompini e parolacce, spero esca presto il seguito. Tocca invece vette altissime la serie Max di Punisher, crudo e violento come non mai, raccontato con una maestria invidiabile.
Anime Nere, raccolta di racconti messa insieme da Alan "rovino le traduzioni di Martin per danaro e diletto" Altieri. La maggior parte sono autori italiani. Mi sforzo di leggere (ci ho messo due mesi) raccolte del genere, periodicamente, perchè leggo davvero poco di italiano, e me ne vergogno perchè poi sembra che insulti la gente senza cognizione di causa. Libri come questi incrementano la mia autostima almeno quanto la mia depressione, perchè se si pubblicano cose come queste, in Italia, davvero non ho speranze. Mi è davvero piaciuto solamente il racconto di Sandrone Dazieri, ce ne sono anche altri indubbiamente ben scritti (quelli di Loriano Machiavelli e Stefano di Marino, ad esempio), ma negli altri la qualità della scrittura e soprattutto i contenuti sono davvero mediocri se non infimi.
Sighma è il terzo numero dei "Romanzi a fumetti" Bonelli. Arriviamo sempre con una media di 25 anni di ritardo in Italia, però sono contento che almeno ci siamo arrivati, a pubblicare miniserie autoconclusive (Gea di Luca Enoch ad esempio è un bel lavoro in 18 numeri usciti semestralmente) e, appunto, graphic novels ad uscita unica. Bellissima edizione, con ottima rilegatura e copertina cartonata con risvolto, che già di per sé vale gli 8 euro di costo.
Un po’ meno bellissimi i contenuti: senz’altro bravo Stefano Casini ai disegni, che però a me non dicono nulla e sembrano piuttosto piatti e impersonali; meno la cara Paola Barbato, alle prese con la sua prima storia di fantascienza dopo decinaia e decinaia di sceneggiature di Dylan Dog, due romanzi (l’ultimo ha vinto in questi giorni il prestigioso Premio Scerbanenco) e un serial in produzione negli studi di Sky.
La Barbato sembra voler parlare un po’ di tutto e butta con noncuranza nel calderone spunti da praticamente tutti i capisaldi della fantascienza. Spunti che non rimangono tali ma vengono sputtanati ancor prima che la storia inizi, nelle cinque lunghissime, inutili, brutte pagine introduttive vergate da Gianmaria Contro.
Il risultato finale è una zuppa informe e inodore in cui, rimestando con il cucchiaio, si riescono a riconoscere pezzi di roba commestibile, ma dal gusto insipido e dall’originalità nulla.
Un continuo infodump che ha come unico pregio la capacità di scorrere bene ed essere letto velocemente, per poi sparire dalla memoria.
Esacerbanti di violenza
C’E’ SOLO FALLOUT 3. Bello bello bello in modo assurdo. Ha i suoi difetti (tutti tecnici, e alcuni nemmeno da poco, diciamolo), ma cavolo, il resto è tutto spettacoloso. Chi ha giocato i primi due è obbligato a giocare a questo, ma anche chi non ha mai avuto il piacere (io sono blasfemamente tra questi) non riuscirà più a staccarsi dal mondo post apocalittico commentato dal Pipboy 3000. Capolavoro.
Molto bello anche il nuovo Tomb Raider Underworld. Ho amato il primissimo gioco della bella Lara Croft, ho giocato sforzandomi anche il secondo, poi il mio senso del gusto mi ha costretto a schifare tutti i titoli successivi, fino a che, Deo Gratia, il brand è stato affidato alla Crystal Dynamics, ovvero gli autori dei capolavori delle serie Blood Omen ma soprattutto Soul Reaver.
E infatti non è un caso che sia tornato a fissare le tette di Lara proprio con Legend, il primo titolo da loro realizzato. Finito quello, si sono concessi un restyling proprio del primo gioco, che hanno ribattezzato Anniversary, e ora sono tornati all’inedito.
Underworld ha una grafica pesantemente migliorata, e pertanto richiede sistemi belli tosti per essere goduto appieno. Ne vale la pena, soprattutto quando fate scalare pareti a Lara vestita della succinta tuta da immersioni e impostate la telecamera dal basso.
L’atmosfera del gioco è quella classica: predilige l’esplorazione in solitario, accentuando la sensazione di essere davvero un’archeologa sperduta in mezzo a rovine antichissime lontana chilometri dalla civiltà. Ottimo sistema di controllo, vero punto chiave del brand, votato completamente a salti e acrobazie. Non mi sono piaciuti, ancora una volta, i momenti con la motocicletta (c’erano anche in Legend), e qualche altro breve momento sparso qua e là, ma in media stiamo parlando davvero di un bel gioco.
C’è anche per wii, ma personalmente non lo consiglio: ho giocato un po’ Anniversary su wii ma non mi ci ritrovo con i comandi, mi sembra più funzionale la tastiera del pc.
Sul fronte WII, mi limito a segnalare solamente il nuovo titolo di Rayman Raving Rabbids sottotitolato TV Party e WiiMusic.
TV Party è l’apoteosi della follia. Il gameplay è lo stesso dei precedenti due: minigiochi dagli scopi più disparati per ridere come cretini da soli, ma soprattutto in compagnia. La differenza, oltre alla qualità superiore dei minigiochi, a mio avviso, è che questo terzo titolo ha il supporto per la balance board. Davvero non potete crepare prima di aver provato a usare un muflone come tavola da snowboard cambiando direzione con il sedere.
WiiMusic è invece il nuovo titolo di compagnia Nintendo. Avrete visto la pubblicità in TV (se non l’avete vista cliccate qui), per cui non c’è molto da aggiungere, se non confermare che il gioco funziona davvero in quel modo e funziona pure bene. E’ divertente da giocare da soli e ancora meglio in quattro. Anche questo titolo supporta la balance board, ad esempio è possibile sfruttarla per simulare i pedali della batteria, ottenendo un risultato davvero fedele (giudico confrontando il fatto che sono una merda a suonare la batteria vera con i risultati analoghi ottenuti con WiiMusic).
Finzione
Se siete lettori del mio blog, è plausibile che siate anche dei nerd, che sappiate quindi chi è Max Payne e che vi sia venuta voglia di andare a vedere il film uscito al cinema anche se sapete benissimo che è una cazzata. Non lo fate. Davvero, è una cazzata. Il film più brutto che abbia visto negli ultimi tempi. Non ci andate.
Andate invece a vedere Changeling, di Clint Eastwood. Il fatto che fossi seduto accanto ad una sedicenne ritardata che non ha fatto altro che commentare ogni scena del film, con l’esclamazione finale "Cooosa?! Ma in America c’è la pena di morte?!" non mi ha impedito di entrare con tutto me stesso dentro alla storia, che Eastwood racconta con una capacità e una consapevolezza che ogni regista del mondo pagherebbe a peso d’oro. Non risparmia nulla, non solo narrativamente, ma anche come punti di vista. Non c’è una voce commentatrice univoca, non c’è la maliziosa volontà di schierarsi dal lato umano della vicenda, scadendo in facilonerie, stupido buonismo e ipocrisia: zio Clint racconta la storia in maniera distaccata e impersonale. E’ un regista invisibile, la sua mano non sovrasta mai la storia, ne esalta solamente i contorni. Vi prende per mano e vi accompagna, in questo nuovo viaggio nell’emozione e nell’animo umano.
Imperdibile.
Pubblicato il: dicembre 8th, 2008 under Cinema & TV, Coseacaso, Libri & Fumetti, Videogiochi.
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American Gods gratis
Il grandissimo Neil Gaiman, che ha recentemente vinto uno dei più spettacolari premi che un creativo possa mai ricevere, ovvero il Jim Henson Award, ha deciso di pubblicare gratuitamente sul suo sito un romanzo, scelto dagli stessi frequentatori del suo sito con un sondaggio.
Ha vinto American Gods, con sorpresa del suo stesso autore, in quanto è un romanzo mooolto particolare che, come dice lui stesso, ha diviso molto il pubblico, compresi i suoi stessi fan.
Fatto sta che il libro sarà presto disponibile gratuitamente per il download, penso in formato e-book, sul sito di Gaiman, per cui tenetelo d’occhio.
La notizia su Fantascienza.com.
Pubblicato il: febbraio 27th, 2008 under Libri & Fumetti, Segnalazioni.
Commenti: 5
Scripta Manent – Novembre
2004
La seconda lezione di sceneggiatura mi sconvolge. Comincio ad imparare termini e tecniche dello scrivere storie, comincio ad entrare nel mestiere… E questo ha un prezzo: lo stravolgimento de "La nuova morte", che potete leggere su questo blog in versione originale, che era nata come flusso di coscienza post-adolescenziale. Rimangono i personaggi, ma vengono pesantemente ridisegnati; rimane la trama, ma subisce un forte taglio sul finale; tutto il resto è costretto a soccombere sotto le spietate lame delle regole narrative. Quello che ne è venuto fuori si chiama "Successione", e potete scaricarlo dal sito della Meow Productions, o vederlo su Youtube (parte 1 e parte 2).
Uno dei miei post preferiti: l’analisi delle parole "melato" e "melenso" e la conazione di una nuova parola composta che identifica una tipologia precisa di persone e cose: MELATO MELENSO. Io detesto tutto ciò che è melato melenso. Leggete anche i commenti perchè è una delle rare volte in cui si è manifestata una discussione su questo blog. Succedesse più spesso sarei un bambino più contento.
Esce Half Life 2 e mi faccio la felpa di Grande Inverno. Piccole soddisfazioni in un periodo nero.
E non dimentichiamoci che esce uno dei miei film preferiti in assoluto: Eternal Sunshine of the Spotless Mind (in Italia: "Se mi lasci ti cancello"), a cui dedico una recensioncina assolutamente di parte e senza nemmeno un accenno di obiettività. Perdonate, ma io di difetti in quel film, proprio non riesco a trovarne.
2005
Mentre continua la mia avventura nel favoloso mondo della disoccupazione, comincio finalmente a scoprire Gaiman. Dopo un paio di Sandman, mi innamoro definitivamente della sua visione del mondo con il suo capolavoro: American Gods. Includo la recensioncina insieme a quelle di Secret Window (di David Koepp con Johnny Depp) e Dead Men Don’t Wear Plaid ("Il mistero dei cadaveri scomparsi" del grande Carl Reiner con il grande Steve Martin).
La grande scoperta che i Dente di Leone sono la stessa piantina dei Soffioni.
Un’analisi della sfortuna.
Ho fatto un post sui videogiochi consigliati per gli acquisti natalizi, beccatevi anche questo post di due anni fa sui consigli per gli acquisti di allora: Star Wars, Harry Potter, Masters of Doom e le Cronache di Narnia (ma queste qui a distanza di due anni non mi sento più di consigliarle.).
2006
Mese davvero interessante, il novembre 2006. E’ l’era di "Bus in autunno". Comincio un lavoro su spinta paterna, e me ne pentirò almeno per un anno (poi non so, magari domani mi passa, ma per adesso mi rode ancora): risulterà infatti il peggior lavoro che abbia fatto finora in vita mia. Psicologicamente alienante, fisicamente stancante (si, dovevo stare seduto quasi tutto il giorno, ma per me svegliarsi alle 5 è fisicamente stancante, ok?), piuttosto sottopagato.
L’unica cosa buona che sono riuscito a tirare fuori da quel lavoro, sono stati tre post di cui vado particolarmente fiero: Bus in autunno, Bus in autunno 2, Bus in autunno 3.
Ma soprattutto, scrivo Astrophytum Asterias Kabuto, uno dei miei racconti meglio riusciti. Cazzo, è già passato un anno.
Pubblicato il: novembre 21st, 2007 under Scripta Manent.
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