Goodbye Sir William
Sir William Jacob Malcolm Lowridge Thamerider of Nottingham the Eleventh
maggio 2010 – 22 aprile 2012
Lo trovò mia mamma passeggiando nei dintorni. Era sporco e scarruffato, e aveva una strana escrescenza all'altezza dell'intestino. Pensavamo fosse un tumore o qualcosa del genere, sembrava parecchio acciaccato. La veterinaria la pensava allo stesso modo. "È vecchio", disse, "non so se campa tre giorni, non vi ci affezionate". Mentre parlava con mia mamma, Sir William si accucciò in un angolino e cacò via il "tumore", che si rivelò un seme di girasole. Portato a casa, pulito e pettinato sembrava un altro. Più avanti scoprimmo che faceva parte di una cucciolata di criceti avuti da un nostro vicino, e che probabilmente era scappato gettandosi dal terrazzo. Altro che vecchio, era appena nato!
Sir William Jacob Malcolm Lowridge Thamerider of Nottingham the Eleventh è sempre stato molto calmo e buono, che è abbastanza strano per un criceto. Era inevitabile che ci affezionassimo, troppo buffo e simpatico per lasciare freddi o distaccati. L'ha reso a Madre Natura una bronchite causata probabilmente da qualche spiffero o variazione di temperatura. Troppo delicate queste creaturine per le inclementi bizze climatiche di questi giorni.
L'abbiamo sistemato accanto a Tarta e Rughetta. Spero che sia stato bene con noi.
Pubblicato il: aprile 22nd, 2012 under Cronache.
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La pallottola spuntata riposa
(11 febbraio 1926 – 28 novembre 2010)
Grazie infinite delle risate. Mi sono state molto utili, non dimenticherò.
Pubblicato il: novembre 29th, 2010 under Cinema & TV, Segnalazioni.
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Le mancate intermittenze della morte
José Saramago (1922 – 2010)
Premio nobel per la letteratura nel 1998, emblema della razionalità, un'intelligenza raffinata e affilata, capace di smembrare l'umanità e i suoi infiniti difetti con un'efferatezza cinica eppure piena d'amore, non certo insensata.
Un genio in grado di rendere la scrittura a flusso di coscienza affrontabile per chiunque, forse proprio enfatizzandola ed esagerandola con la rimozione della punteggiatura, in un'eterna operazione "a togliere" che strappa via i fronzoli e si focalizza sul contenuto e sul messaggio.
E se non avete letto "Cecità", non potete ancora chiamarvi lettori.
Pubblicato il: giugno 18th, 2010 under Libri & Fumetti, Segnalazioni.
Commenti: nessuno
Ode al padre della new wave britannica
James Graham Ballard
15 novembre 1930 – 19 aprile 2009
Non ho ancora mai letto qualcosa di suo, ma conoscevo la sua storia letteraria, e quello che ha fatto per la fantascienza. Leggete la sua biografia, che è davvero interessante.
Vi ricorderete forse del film di Spielberg, "L’impero del sole", e un po’ meno probabilmente di "Crash" di David Cronenberg. Erano roba sua.
Forse non lo saprete, ma è probabilmente proprio grazie a lui (insieme ad Asimov e pochi altri) che la fantascienza, negli anni ’60, ha cominciato a guardarsi dentro, piuttosto che fuori, ed è diventata quella grande macchina emotiva che ha portato ad autori come Philip Dick, per dirne uno, e più in generale al concetto che ne abbiamo oggi.
E’ morto di cancro all’età di 78 anni. Raggiunga gli altri autori che ho citato in questo raccoglitore di necrologi blog in passato.
Fantascienza.com
La Stampa
La Repubblica
Nuovo ringhio di Idefix
Cambiamento: ecco la cosa che fonda la fantascienza.
I would sum up my fear about the future in one word: boring. And that’s my one fear: that everything has happened; nothing exciting or new or interesting is ever going to happen again … the future is just going to be a vast, conforming suburb of the soul.
In a totally sane society, madness is the only freedom.
I wanted to rub humanity’s face in its own vomit and force it to look in the mirror.
The advanced societies of the future will not be governed by reason. They will be driven by irrationality, by competing systems of psychopathology.
Pubblicato il: aprile 20th, 2009 under Libri & Fumetti, Segnalazioni.
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I wish I could
Vorrei poter curare l’Alzheimer giovanile di Pratchett con la menteologia.
Essere stato in una palestra di Santa Barbara, l’11 maggio di sette anni fa, per defibrillare Douglas Noel Adams.
Essere riuscito a infilare un preservativo al volo sul cazzo di Freddy Mercury, il giorno che si è scopato il tizio sbagliato.
Aver sostituito la sacca per trasfusioni di Isaac Asimov, quel dicembre del 1983, e vorrei aver fatto licenziare e sbattere in galera gli idioti che hanno usato sangue infetto da HIV, dopo averli presi a botte tanto da farli sanguinare.
Essere passato da Lake Washington, il 5 aprile 1994, e aver abbassato la canna del fucile dalla bocca di Kurt Cobain. Vorrei averlo stretto forte, avergli detto che sarebbe andato tutto bene, anche se non sarebbe stato vero.
Ma sono qui. Sono sempre stato qui. Qui e basta.
Per cui non mi resta che continuare a vivere. Anche per loro.
Pubblicato il: dicembre 24th, 2008 under Streams of (un)consciousness.
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