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Is it bright where you are?

     Ebbene sì, parliamo ancora di Watchmen, sebbene in via tangenziale.
     Per essere pronti al seguente post, dovreste aver letto Watchmen, anche solo per evitare gli spoiler. Secondariamente, dovreste conoscere la canzone "The beginning is the end is the beginning" degli Smashing Pumpkins. Trattasi di una B-side contenuta nel singolo "The end is the beginning is the end", contenente l’omonimo singolo già colonna sonora dell’orrendo Batman & Robin di Schumacher (il regista, non il pilota).
     Quantomeno, se non riuscite a recuperarla, guardatevi il trailer di Watchmen che la include, ovviamente rimontata. Ah! Speriamo che il film sia stupendo almeno la metà del trailer!

     Perchè parlo di questa canzone? Perchè, riascoltandola, mi sono meravigliato di quanto sia adatta alla storia di Watchmen, e quanto invece poco abbia a condividere con il film per cui è stata scritta. E’ incredibile come alcuni versi si adattino alla perfezione ad alcuni personaggi ed alcune scene. Forse Billy Corgan ha composto il testo proprio con Watchmen in mente, o forse l’essenza delle cose è davvero già scritta nel Tempo, come elucubra Jon Osterman su Marte, e "The beginning is the end is the beginning" non è destinata ad essere la colonna sonora di Batman e Robin, ma del film di Watchmen.

***

Send a heartbeat to
The void that cries through you

"Manda un battito di cuore al vuoto che urla attraverso di te"
Bella metafora per dire di non assuefarsi all’apatia, ma rinnovare le energie e continuare a combattere.
E’ il caso di Dan Dreiberg / Gufo Notturno e Laurie Juspeczyk / Spettro di Seta II. Soprattutto nel primo, è evidente fin dal suo primo incontro (nel fumetto) con Rorschach che c’è un "vuoto che urla attraverso di lui", qualcosa che è stato represso e che adesso scalpita per uscire: è la sua voglia di giustizia, la sua smania di combattere, che condividerà con Laurie.


Relive the pictures that have come to pass

"Dài nuova vita alle immagini che si sono avverate"
La cosa più banale è pensare alla foto di Jon e Janey Slater, una foto di un passato remoto (cioè morto: la vita da umano di Jon) che Jon va a ripescare (riportare alla vita) nelle rovine di Gila Flats per portarsela dietro su Marte e dare così inizio ad uno dei momenti più magici di Watchmen.
Più metafisicamente, è una frase che si adatta perfettamente a tutto il discorso sul Tempo che Jon fa. Il Tempo come immutabile e compatto.


For now we stand alone
The world is lost and blown

"Perchè ora ci ergiamo da soli
il mondo è perso e dischiuso
"
Coloro che si ergono da soli possono essere i vigilanti, nell’accezione generica di Watchmen. Sia i Minutemen negli anni ’40, sia i Crime Busters vent’anni dopo, sia i pochi rimasti dopo il decreto Keene. I vigilanti sono sempre da soli, ad ergersi contro "il mondo perso", che ormai è "dischiuso", quindi non ha più nulla da nascondere. "Tutto il loro sesso e i loro delitti, accumulati come sudiciume, li sommergerà fino alla cintola e tutte le puttane e tutti i politici guarderanno verso l’alto e grideranno: salvaci! E io guarderò verso il basso e sussurrerò: No." E’ ovviamente il più solitario dei vigilanti a parlare di questo: Rorschach.
 

And we are flesh and blood disintegrate
With no more to hate

"E siamo carne e sangue disintegrata
Con più nulla da odiare
"
La prima frase è una delle più magiche, perchè si adatta perfettamente sia all’immagine finale dell’"alieno" teletrasportato su New York, sia alla genesi del Dr. Manhattan, sia al sogno di Dan. La continua e ossessiva paura delle esplosioni atomiche, quella fobia assoluta tipica della guerra fredda che tanto bene è raccontata in Watchmen, è un tema ricorrente, accompagnato appunto da corpi che esplodono in "carne e sangue disintegrata".
Dopo il decreto Keene, non rimane più nulla da odiare, ai vigilanti. "Cos’è successo al sogno americano?" chiede l’ingenuo Gufo Notturno al disilluso Comico; "si è avverato. Ce l’hai davanti" commenta questo,sarcastico.
Insieme alle precedenti due righe, insomma, abbiamo il perfetto ritratto della figura malinconica e disillusa dei vigilanti di Watchmen.


Is it bright where you are
Have the people changed
Does it make you happy you’re so strange

"risplende lì dove ti trovi?
Sono cambiate le persone?
Ti rende felice? Sei così strano
"
Ho pensato subito all’addio di Jon. Jon lascia la galassia "per una meno complicata" e dice anche che forse creerà la Vita altrove. Questi versi sembrano quasi le domande di un ipotetico Ozymandias a Jon, anni dopo, per sapere se Jon è riuscito a creare degli uomini migliori di quelli presenti sulla Terra.
Una seconda interpretazione potrebbe vedere un virtuale narratore esterno che interroga Ozymandias sulle sue azioni in Watchmen, e gli chiede se, con il senno di poi, è felice di ciò che ha fatto, se davvero è riuscito -almeno secondo lui- a creare un mondo migliore, un "mondo più forte d’amore in cui morire".


And in your darkest hour
I hold secrets flame
We can watch the world devoured in its pain

"E nella tua ora più buia
Sono io che detengo le segrete fiamme
Possiamo guardare il mondo divorato nel suo dolore
"
C’è poco da spiegare qui, i versi parlano da soli.
L’ora più buia è chiaramente l’epilogo della storia, ciò che avviene a New York.
Le fiamme segrete, o meno poeticamente IL segreto su ciò che è successo si sa che è in mano a quello sparuto gruppo di vigilanti determinati a scoprire la verità. Eppure, davanti ad essa, anche loro possono solo guardare, attraverso gli schermi di Ozymandias, il mondo divorato dal suo dolore.


Delivered from the blast
The last of a line of lasts

"Consegnato da uno scoppio, l’ultimo di una stirpe di ultimi"
Linea criptica già di per sé, è difficoltoso trovare elementi in comune con Watchmen. La prima parte sembrerebbe riferirsi all’Universo, nato appunto da uno scoppio (il Big Bang), ma è la seconda parte ad allinearsi allo spirito malinconico e disilluso di Watchmen: l’Universo nasce, ed è il più giovane di una serie di universi fallimentari.
Che altro? Potrebbe riferirsi alla nascita del Dr. Manhattan, avvenuta in uno scoppio di fulmini e raggi ultravioletti; oppure al "nuovo mondo" di Veidt, anch’esso nasce da uno scoppio. Per lo più, il suo tenue equilibrio rischia di essere rotto dal diario di Rorschach… In quel caso sarebbe proprio l’ultimo mondo in una serie di fallimenti.


The pale princess of a palace cracked

"La pallida principessa di un palazzo incrinato"
Un’immagine vale più di mille parole:


And now the kingdom comes
Crashing down undone

"E ora arriva il regno
rompendosi in mille pezzi
"
Il regno è il nuovo mondo di Veidt, ma è un verso che si può leggere in due modi: il regno che nasce dai pezzi rotti del vecchio mondo (o di New York), oppure il regno che è destinato a cadere a pezzi in breve tempo, perchè costruito su fondamenta folli.


And I am a master of a nothing place
Of recoil and grace

"E sono il maestro di nessun posto
della ripercussione e della grazia
"
La prima parte mi ha subito riportato alla memoria le definizioni che Rorschach e il Comico dànno all’ipotetico futuro di Adrian Veidt, ovvero, rispettivamente: "il cadavere più intelligente dell’obitorio" e "l’uomo più intelligente su un cumulo di cenere". Adrian è di fatto l’artefice di un piano che non potrà mai diffondere, di cui non potrà mai palesarsi il creatore, che quindi nessuno mai gli accrediterà e riconoscerà. L’aver calcolato le ripercussioni del suo piano e la grazia con cui l’ha messo in atto, automaticamente, diventano le sue doti da Maestro.

 

Time has stopped before us
The sky cannot ignore us
No one can separate us
For we are all that is left
The echo bounces off me
The shadow lost beside me
There’s no more need to pretend
Cause now I can begin again

"Il tempo si è fermato davanti a noi
Il cielo non può ignorarci
Nessuno può separarci
Perchè siamo tutto ciò che è rimasto
L’eco rimbalza via da me
L’ombra persa al mio fianco
Non c’è più bisogno di fingere
Perchè adesso posso cominciare di nuovo.
"
Il bridge è piuttosto criptico, soprattutto perchè è difficile capire a chi si riferisce il pronome "noi". L’ipotesi più ovvia è l’unico vero "noi", ovvero l’unica coppia di Watchmen: Dan e Laurie. Ma se alcuni versi si adattano loro a pennello ("nessuno può separarci / perchè siamo tutto ciò che è rimasto": ciò che è rimasto di umano in un gruppo di persone venute a contatto con una terribile e cinica verità); altri sembrano più adatti a Veidt, sposato con la sua idea di Utopia e la sua sfida agli dèi (soprattutto "il cielo non può ignorarci" ricorda molto la citazione dall’Ozymandias di Percy Bysshe Shelley: "Il mio nome è Ozymandias, re tra i re. Ammirate la mia opera, o potenti, e disperate!"); altri invece sono chiare evocazioni emotive molto poetiche ma poco catalogabili.
Ambigue anche le ultime due: colui che non ha più bisogno di fingere potrebbe essere Walter Kovacs, che decide poco prima di fare la fine che fa di morire come Kovacs e non come Rorschach, rendendo di fatto "Rorschach" immortale, ma contemporaneamente ammettendo che il "morbido" Kovacs non era mai morto, ma solo nascosto sotto i panni di Rorschach.
Può cominciare di nuovo lui, ovunque si vada dopo la morte, ma soprattutto può ricominciare di nuovo la Terra, con il piano di pace di Veidt. Possono ricominciare di nuovo Dan e Laurie, assumendo false identità e andando a vivere altrove. Può ricominciare Jon, andando in un’altra galassia a creare la vita.
La fine di Watchmen, è chiaro, è un nuovo inizio.
L’inizio, è la fine, è l’inizio.

Scripta Manent – Gennaio

    Questo blog comincia ad avere degli anni sulle spalle.
    Ultimamente, ho preso il vizio, ogni mese, di ricontrollare cosa stava succedendo nella mia vita nel mese in questione negli anni scorsi.
    Si vede l’evoluzione che ha subìto il mio blog… Da cosa buttata lì, a un misto di diario confessionale e valvola di sfogo (praticamente come la maggior parte dei blog), fino a quello che è oggi ovvero… Boh, che cazzo è oggi? Diciamo che la parte intimista ha lasciato il posto a esercizi di stile e lavori più o meno sudati. Non so se sia un bene o un male… Tramite questo blog ho avuto la conferma di alcune amicizie, la sorpresa di nuove che non mi sarei aspettato… In rari casi la smentita di altre. Sono venuto persino in contatto con perfetti sconosciuti, che una volta letto le cose che ho scritto in questi anni si sono complimentati… Cose che ti riempiono di gioia, insomma.     Questo blog è stato un palcoscenico, una tribuna, persino un altarino per le persone che conosco e che lo leggono. A volte si è trasformato persino in una postazione militare, da cui ho sparato alcune cannonate che sono rimaste scalfite nella mia memoria e in quella del loro bersaglio.
    Rileggendo alcuni di quegli interventi personali, provo diverse emozioni… O più che altro rivivo quelle provate in quel momento, così mi è saltato in mente che è un peccato perderle così.
    Per cui da questo mese, ogni mese – certo, sempre se ne vale la pena-, dedicherò un post a quelle memorie e a quelle emozioni. Lo faccio più per me che per voi, chiaramente. Se vi annoiano saltate pure il post e aspettate quello successivo. D’altronde questo blog parla anche di me come persona e siccome la mia persona non ha mai rinnegato le cose fatte in passato, finora, mi scoccia vedere quelle emozioni, così forti nella loro autentica sincerità, cadere nell’oblìo.
    Vabbè, cominciamo.

Scripta Manent. Gennaio.

2004.

    Il vero inizio di questo blog, probabilmente. Lasciata da poco quella che è stata finora la donna più importante della mia vita, nel bene ma soprattutto nel male, reinterpretai il blog come una valvola di sfogo.
    Cercando di pensare ad altro, quindi, ecco che spuntano le prime recensioni (questa generica sul mondo giapponese), condite con post su argomenti di attualità (Caparezza, l’ultimo capitolo del Signore degli Anelli, gli inghippi televisivi delle trasmissioni come Striscia la notizia) e esperimenti fotografici con il nuovo cellulare (-__-).

2005.

    L’anno dopo, non è cambiato granchè. Il primo post riguarda la malinconia che Yupa lascia a casa mia ogni volta che viene a trovarmi. No, non siamo gay (almeno io, per lui non rispondo, asd), però ogni volta che riempie la mia camera per poi andarsene è come se sottolineasse il fatto che sono solo, decisamente solo. Il secondo post infatti ricade nell’errore di utilizzare il blog come un altarino, indirizzando di nuovo il messaggio alla mia ex. E’ durata a lungo, sta cosa, e non potete capire quanto mi infastidisca. Anche adesso ogni tanto, sulle fregnacce più grosse che arrivano alle mie orecchie, mi contengo a stento. Però diciamo che ce la faccio.
    Il periodo post-festività è sempre malinconico per me, e il 2005 non ha fatto eccezione. La dedica a "Galapogos" degli Smashing Pumpkins riporta infatti: "
La dedico a tutti coloro che mi hanno abbandonato, nella mia vita, sperando che si sentano un pò in colpa.".
    La malinconia è incrementata anche dalla chiusura dell’account su Star Wars Galaxies, un videogioco – un mmorpg per la precisione – che mi ha occupato il tempo a casa, impedendomi di pensare a cose tristi. Di li a poco sarei entrato in World of Warcraft, che per ora resiste, in vista dell’espansione, ma non si sa per quanto ancora.
    Manco a farlo apposta, ad aggiungere tristezza su tristezza, ecco che mi vado a vedere Requiem for a dream, di Darren Aronovski, uno dei due film più tristi che abbia mai visto in vita mia (il secondo è "una tomba per le lucciole", dello studio Ghibli di Miyazaki).
    Infine, l’ultimo colpo arriva dal fallimento anche sul piano "lavorativo"… "Cattivi Raccolti", un racconto a cui tengo molto e che potete leggere su questo blog, se non l’avete ancora fatto, non riesce a passare il turno ad un concorso di racconti basati sulle streghe di Triora.
    Finalmente cambia un pò l’antifona, con il testo di una canzone che non ho mai concretizzato in musica, la pubblicità ai Totoscar che gestivo sul forum di TGM, e una specie di recensione arrabbiata su Evil Genius.
    Chiudo l’anno con una recensione vera e propria di Legends.
    Interessante la discussione presa nei commenti del post riguardante H.R. Giger.

2006.

    One more year has come and gone. Era diverso tempo che, registrandomi in siti e giochi online, notavo la presenza di un altro Obi-Fran Kenobi… Una breve ricerca, et voilà! Ecco beccato l’omonimo, un tizio spagnolo, amante come me di Star Wars e, incredibile ma vero, possessore di un druido elfo su World of Warcraft, proprio come me.
    Pubblico "Leave me alone", l’ultima canzone scritta all’epoca, e mi sa pure l’ultima pubblicata sul blog da allora. Ora sono in grado di fare degli adattamenti più decenti, ma sul blog non pubblico più niente perchè no. :P Comunque, nel prossimo corto della Meow Production sentirete la mia vocina sui titoli di coda. ^__^
    Chiudo il mese con una sega mentale assassina (linko perchè comunque i commenti dimostrano che non sono l’unico a farmele) dovuta all’imminente abbandono della carica di Sparring Partner sul forum di TGM, e il copia incolla di "Seven" di David Bowie.

   

Rage

Despite all my rage
I am still just a rat
in a cage.

Ciao

Ho aggiunto due finestrine, una in alto a sinistra e una in basso a destra, se vedete. Si tratta dell’RSS. In realtà mi sono deciso dopo che StM l’ha attivato sul suo sito pro :D Non ho voglia di spiegarvi che roba è, così copio e incollo dal blog di StM (mehehehhehe):

E’ una visualizzazione in xml del contenuto della pagina.
Modalità per attivarlo su Firefox
Cliccate su Bookmarks->Manage Bookmarks (o "segnalibri –> gestione segnalibri" in italiano).
Nella nuova finestra cliccate File->New Live Bookmark ("nuovo segnalibro live").
Nel campo "name" mettete "Il blog di Obi-Fran", o quello che vi pare, e nel campo "Feed Location" mettete il link di cui sopra.
Dopo qualche istante, quel vostro bookmark diventerà un menu a tendina che mostrerà i titoli delle ultime entry del blog, cliccabili a piacimento per aprirne il testo completo.

Il "link di cui sopra" lo ricavate cliccando con il tasto destro sull’icona "XML" in alto a sinistra di questo blog, e facendo "copia indirizzo".
In basso a destra invece potete ammirare il Blog Aggregator, servizio di bloggers.it molto carino, da cui in teoria (se funzionasse, cioè) potreste vedere gli ultimi post dei blog di cui io inserisco il link RSS (per ora c’è solo quello di StM).

Fine dell’angolo tecnologico.

Angolo triste.
Stasera mi sento malinconico, e così mi sono regalato l’ascolto delle parole e della musica tra le più dolci che siano mai state scritte. Galapogos, Smashing Pumpkins.

La dedico a tutti coloro che mi hanno abbandonato, nella mia vita, sperando che si sentano un pò in colpa.

ain’t it funny how we pretend we’re still a child
softly stolen under our blanket skies
and rescue me from me, and all that i believe
i won’t deny the pain
i won’t deny the change
and should i fall from grace here with you
will you leave me too?

carve out your heart for keeps in an old oak tree
and hold me for goodbyes-and whispered lullabyes
and tell me i am still
the man i’m supposed to be
i won’t deny the pain
i won’t deny the change
and should i fall from grace here with you
will you leave me too?

too late to turn back now, i’m running out of sound
and i am changing, changing
and if we died right now, this fool you love somehow
is here with you
i won’t deny the pain
i won’t deny the change
and should i fall from grace here with you
would you leave me too?

Buongiorno!

Buongiorno a tutti gli ascoltatori e benvenuti ad una nuova puntata di "Il blog di Obi-Fran Kenobi"!
Parto subito con il raccontarvi un sogno strano che ho fatto stanotte… Ero in Star Wars Galaxies, un videogioco che si gioca su internet insieme ad altre persone, quando all’improvviso mi contatta dentro al gioco una delle poche persone che credo possa dire che ODIO. E’ una persona che per mia fortuna non incontrerò nemmeno all’Inferno, visto che siamo destinati a due gironi diversi e molto lontani (lui è nel gironi dei traditori degli amici, uno dei gironi più bassi, secondo l’Inferno Dantesco). Insomma questo tipo mi contatta in gioco, tutto allegro e contento e mi chiede aiuto su come muovere i primi passi nel gioco.
E io che faccio? Lo aiuto, rispondo alle sue domande, gli insegno trucchetti… E tutto soffocando la voglia di ucciderlo, la voglia di urlargli contro, di mandarlo a stroncarselo nel culo. Tutto coperto con un sorriso falso e sforzato, una maschera di moralità.

Dottore, cosa vuol dire?

Ci sentiamo dopo per la seconda parte, intanto una canzone degli Smashing Pumpkins!

What if the sun refused to shine?
What if the clouds refused to rain?
What if the wind refused to blow?
What if the seas refused to wave?
What if the world refused its turn?
What if the stars would hesitate?

What if what is isn’t true?
What are you going to do?
What if what is isn’t you?
Does that mean you’ve got to lose?
Digging for the feel of something new

What if the silence let you dream?
What if the air could let you breathe?
What if the words would bring you here?
What if this sound could bring you peace?

It came from your thoughts, your dreams and visions
Ripped up from your weeks and indecisions

Does that mean you’ve got to choose
The feel of something new?
Does that mean you’ve got to lose
The thoughts you cannot lose?
What are you going to do?

Salve e bentornati! Allora, avete avuto modo di riflettere sul mio sogno? Cosa ne pensate? Cliccate nei commenti! E ora, i progetti per i miei prossimi dieci anni di vita:

 

 

 

 

 

 

 

E’ tutto amici! Vi saluto alla prossima puntata, e vi lascio con un’altra canzone degli Smashing Pumpkins! Buonanotte!

Who am I to need you when I’m down?
Where are you when I need you around?
Your life is not your own

And all I ask you
Is for another chance
Another way around you
To live by circumstance, once again

Who am I to need you now?
To ask you why, to tell you no
To deserve your love and sympathy
You were never meant to belong to me

And you may go, but I know you won’t leave
Too many years built into memories
Your life is not your own

Who am I to you?
Along the way
I lost my faith

And as you were, you’ll be again
To mold like clay, to break like dirt
To tear me up in your sympathy
You were never meant to belong to me
You were never meant to belong to me
You were never meant to belong to me

Who am I?