Ritorno a Talus
Questo è per Arconte.
Ieri mi arriva una mail dalla SOE, software house di Sony artefice ad esempio di Everquest, Planetside, The Matrix online. E di Star Wars Galaxies.
Star Wars Galaxies è stato il mio primo mmorpg. World of Warcraft sarebbe uscito un anno e mezzo dopo, e i giochi online erano dominati più che altro dal genere degli FPS. Gli RPG muovevano i primi passi, e, cazzo, SWG era un capolavoro.
Era davvero un RPG, non una specie di hack’n'slash come WoW. Potevi davvero fare tutto quello che desideravi. Potevi essere un cacciatore di taglie, un soldato, un dottore, ma anche un danzatore, un musicista, un commerciante, un esploratore.
Aveva il sistema di crafting migliore mai ideato, tuttora imbattuto. Certo, era adatto al tipo di gioco, per cui per costruire qualcosa c’era bisogno di un procedimento lungo e complesso… Cercare un pianeta con il tipo di risorsa di cui avevi bisogno, cercare una zona con una buona quantità percentuale della data risorsa, costruire o comprare un estrattore adatto, rifornirlo di carburante, manutenerlo. Poi prendere la risorsa, a volte trattarla, metterla in un altro edificio per costruire le parti necessarie, poi assemblare l’oggetto.
Questo differenziava ogni oggetto dall’altro. C’era quindi concorrenza tra i negozi, eccetera eccetera.
E poi c’era quello che davvero lo rendeva un mmorpg di spessore: l’housing. Era possibile non solo avere una casa, ma fondare una città intera. C’erano spazi enormi su ognuno dei pianeti resi famosi dai film. Ogni cosa era personalizzabile. L’arredamento portava via ore intere. C’erano concorsi per le case meglio arredate, sia all’interno del gioco che fuori. C’erano ritrovi, feste, mercati nomadi… Era un gioco con una vitalità straordinaria.
Perchè parlo al passato? Perchè le cose belle finiscono sempre presto, e SWG fece una brutta fine. La gestione da parte della SOE fu sempre mediocre e poco professionale. C’era poca attenzione per la comunità e un’assistenza clienti pessima.
Poco dopo la prima espansione, che aggiungeva lo spazio e le astronavi, la SOE stravolse completamente il gioco rovinando metà delle classi esistenti.
Una rovina annunciata ancora prima dal proliferare incontrollato dei Jedi.
All’inizio del gioco, i Jedi non esistevano, perchè diventarlo era una cosa poco meno che impossibile, legata ad un calcolo probabilistico nell’ordine dello "zero virgola". La gente non ci faceva caso perchè il gioco era bello ed equilibrato, e anche perchè, essendo ambientato a cavallo tra L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, non c’era motivo di pensare che esistessero degli Jedi, dato che gli unici ancora in vita erano Darth Vader, Luke Skywalker e Yoda.
Venuti fuori i primi Jedi -uno, due per server- chiaramente il castello di carte crollò: tutti volevano diventarlo. Impersonare un modesto commerciante di Bespine, o al massimo un Cacciatore di Taglie di Endor non bastava più.
E improvvisamente ci ritrovammo con una quantità di Jedi adatta ai tempi della Vecchia Repubblica.
Mi sfavai. Mollai. Avevo iniziato a giocare quasi esattamente un anno prima, il 17 gennaio del 2004.
Ero innamorato di quel gioco. Mi aveva riempito il tempo quando avevo un gran bisogno di riempirlo. Mi ero lasciato con la ragazza, avevo perso il lavoro.
Lo rimpiazzai con WoW, che mi ha dato bei momenti nel – arrotondiamo per eccesso – primo anno di gioco; momenti che però furono subito sostituiti con altri sempre più brutti, in un’escalation di frustrazione che ebbe veramente fine solo l’anno scorso, quando chiusi l’account.
La differenza, per me, tra SWG e WoW, è che i primi ricordi legati al secondo che mi vengono in mente sono spiacevoli, quelli legati al primo bellissimi.
Ieri mi arriva una mail dalla SOE che dice che gli account inattivi che non riattiveranno l’account entro fine febbraio saranno "impacchettati" e cancellati dal server. Non ho ben capito se terranno copie di backup o no.
Insieme a questa notizia, una seconda: ho 7 giorni di gioco gratis.
Scarico il client e mi precipito a vedere cosa è rimasto.
E’ tutto lì.
Obiak Oleik, Esploratore e Addestratore Zabrakiano.
Mi ritrovo nell’inventario un sacco di oggetti speciali: premi dati nel corso di questi cinque anni ai giocatori di vecchia data.
Anche le mie bestiuole sono tutte lì… Ruttolomeo, Yoshi, Ungolianth, Gothmog, Reaper e Reaver… Potrei raccontarvi la storia di ognuno di loro, la maniera in cui li ho trovati, catturati, addestrati. Tanto sono vividi quei ricordi nella mia memoria.
In un vortice ascendente, via via che riscoprivo i comandi del gioco, le informazioni che avevo scritto nel mio profilo, i titoli e i premi che avevo guadagnato, si riaccendevano dentro di me neuroni mnemonici che avevo seppellito sotto la polvere della mia soffitta cerebrale.
Improvvisamente mi ricordo nomi, luoghi, persone, cose, fatti… Città. Gaia, la mia città. Su Talus.
Apro la mappa e gli Waypoint personali sono ancora lì, azzurri, triangolari, lampeggianti: Casa di Obiak; The Young Chubas Guild Hall.
La mia gilda di esploratori pacifisti, che prendeva nome da una specie di rane.
Mi tornano in mente le ore spese a organizzare, sistemare, arredare, arricchire, pubblicizzare, comprare, vendere…
Il cuore mi pulsa, l’aria mi riempie i polmoni.
Prendo subito un astronave e volo su Talus. Apro la mappa fremente: esisterà ancora Gaia? Gli edifici venivano distrutti se non si pagava la manutenzione, quando giocavo io… Se il vecchio sindaco, Horak Alza, ha smesso di giocare, forse…
Ma Gaia è lì, al suo posto.
Prendo lo shuttle per la città più vicina, poi salgo sulla mia swoopbike scassata, ed entro a Gaia.
Il palazzo centrale, alto e nero, appare alla vista come mi appariva cinque anni fa. Le statue, le fontane, le case, le luci… E’ tutto lì.
Ma tutto è immoto e silenzioso. Cominciano ad apparire i nomi dei proprietari delle case, e accanto la scritta "abandoned", in rosso.
Quando arrivo davanti agli waypoint di casa mia, trovo solo la gialla erbetta di Talus.
La stessa cosa che trovo al posto della mia vecchia gilda, che il sindaco riadattò a museo e reintestò a mio nome.
E’ stato tutto inutile. Non ho lasciato nulla.
Che cosa mi aspettavo? Non gioco da cinque anni. Non posso avere delle pretese. Eppure sento la delusione crescere dentro di me.
Perchè le altre case sono ancora in piedi mentre la mia è sparita? Provo ad entrare in casa di Alza. Un messaggio mi avverte che la tassa imperiale non è stata pagata, e che non si può accedere. Forse una funzionalità aggiunta con qualche patch dopo che ho smesso di giocare… Prima le case venivano distrutte, ora vengono requisite dall’Impero.
Magra consolazione.
Ma poi mi giro e lo vedo.
Non me lo ricordavo.
Il mio monumento.
Di tutte le cose che ho creato in vita mia, è forse per l’amara ironia della vita che quella in cui ad oggi trovo più significato, quella che più mi ha emozionato e commosso, la ritrovi dentro un videogioco, cinque anni dopo averlo lasciato.
E tra sette giorni, anche quella probabilmente sparirà, come lacrime nella pioggia.
Non è destino che rimanga qualcosa di me da qualche parte. E’ tempo di sparire.
Ma forse è stato bello lo stesso.
Pubblicato il: febbraio 8th, 2009 under Cronache, Videogiochi.
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Scripta Manent – Gennaio
Questo blog comincia ad avere degli anni sulle spalle.
Ultimamente, ho preso il vizio, ogni mese, di ricontrollare cosa stava succedendo nella mia vita nel mese in questione negli anni scorsi.
Si vede l’evoluzione che ha subìto il mio blog… Da cosa buttata lì, a un misto di diario confessionale e valvola di sfogo (praticamente come la maggior parte dei blog), fino a quello che è oggi ovvero… Boh, che cazzo è oggi? Diciamo che la parte intimista ha lasciato il posto a esercizi di stile e lavori più o meno sudati. Non so se sia un bene o un male… Tramite questo blog ho avuto la conferma di alcune amicizie, la sorpresa di nuove che non mi sarei aspettato… In rari casi la smentita di altre. Sono venuto persino in contatto con perfetti sconosciuti, che una volta letto le cose che ho scritto in questi anni si sono complimentati… Cose che ti riempiono di gioia, insomma. Questo blog è stato un palcoscenico, una tribuna, persino un altarino per le persone che conosco e che lo leggono. A volte si è trasformato persino in una postazione militare, da cui ho sparato alcune cannonate che sono rimaste scalfite nella mia memoria e in quella del loro bersaglio.
Rileggendo alcuni di quegli interventi personali, provo diverse emozioni… O più che altro rivivo quelle provate in quel momento, così mi è saltato in mente che è un peccato perderle così.
Per cui da questo mese, ogni mese – certo, sempre se ne vale la pena-, dedicherò un post a quelle memorie e a quelle emozioni. Lo faccio più per me che per voi, chiaramente. Se vi annoiano saltate pure il post e aspettate quello successivo. D’altronde questo blog parla anche di me come persona e siccome la mia persona non ha mai rinnegato le cose fatte in passato, finora, mi scoccia vedere quelle emozioni, così forti nella loro autentica sincerità, cadere nell’oblìo.
Vabbè, cominciamo.
Il vero inizio di questo blog, probabilmente. Lasciata da poco quella che è stata finora la donna più importante della mia vita, nel bene ma soprattutto nel male, reinterpretai il blog come una valvola di sfogo.
Cercando di pensare ad altro, quindi, ecco che spuntano le prime recensioni (questa generica sul mondo giapponese), condite con post su argomenti di attualità (Caparezza, l’ultimo capitolo del Signore degli Anelli, gli inghippi televisivi delle trasmissioni come Striscia la notizia) e esperimenti fotografici con il nuovo cellulare (-__-).
L’anno dopo, non è cambiato granchè. Il primo post riguarda la malinconia che Yupa lascia a casa mia ogni volta che viene a trovarmi. No, non siamo gay (almeno io, per lui non rispondo, asd), però ogni volta che riempie la mia camera per poi andarsene è come se sottolineasse il fatto che sono solo, decisamente solo. Il secondo post infatti ricade nell’errore di utilizzare il blog come un altarino, indirizzando di nuovo il messaggio alla mia ex. E’ durata a lungo, sta cosa, e non potete capire quanto mi infastidisca. Anche adesso ogni tanto, sulle fregnacce più grosse che arrivano alle mie orecchie, mi contengo a stento. Però diciamo che ce la faccio.
Il periodo post-festività è sempre malinconico per me, e il 2005 non ha fatto eccezione. La dedica a "Galapogos" degli Smashing Pumpkins riporta infatti: "
La malinconia è incrementata anche dalla chiusura dell’account su Star Wars Galaxies, un videogioco – un mmorpg per la precisione – che mi ha occupato il tempo a casa, impedendomi di pensare a cose tristi. Di li a poco sarei entrato in World of Warcraft, che per ora resiste, in vista dell’espansione, ma non si sa per quanto ancora.
Manco a farlo apposta, ad aggiungere tristezza su tristezza, ecco che mi vado a vedere Requiem for a dream, di Darren Aronovski, uno dei due film più tristi che abbia mai visto in vita mia (il secondo è "una tomba per le lucciole", dello studio Ghibli di Miyazaki).
Infine, l’ultimo colpo arriva dal fallimento anche sul piano "lavorativo"… "Cattivi Raccolti", un racconto a cui tengo molto e che potete leggere su questo blog, se non l’avete ancora fatto, non riesce a passare il turno ad un concorso di racconti basati sulle streghe di Triora.
Finalmente cambia un pò l’antifona, con il testo di una canzone che non ho mai concretizzato in musica, la pubblicità ai Totoscar che gestivo sul forum di TGM, e una specie di recensione arrabbiata su Evil Genius.
Chiudo l’anno con una recensione vera e propria di Legends.
Interessante la discussione presa nei commenti del post riguardante H.R. Giger.
One more year has come and gone. Era diverso tempo che, registrandomi in siti e giochi online, notavo la presenza di un altro Obi-Fran Kenobi… Una breve ricerca, et voilà! Ecco beccato l’omonimo, un tizio spagnolo, amante come me di Star Wars e, incredibile ma vero, possessore di un druido elfo su World of Warcraft, proprio come me.
Pubblico "Leave me alone", l’ultima canzone scritta all’epoca, e mi sa pure l’ultima pubblicata sul blog da allora. Ora sono in grado di fare degli adattamenti più decenti, ma sul blog non pubblico più niente perchè no.
Comunque, nel prossimo corto della Meow Production sentirete la mia vocina sui titoli di coda. ^__^
Chiudo il mese con una sega mentale assassina (linko perchè comunque i commenti dimostrano che non sono l’unico a farmele) dovuta all’imminente abbandono della carica di Sparring Partner sul forum di TGM, e il copia incolla di "Seven" di David Bowie.
Pubblicato il: gennaio 7th, 2007 under Scripta Manent.
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Addio ad una vita virtuale…
Infine, ho deciso.
http://www.mmorpgitalia.it/forum/showthread.php?t=45122
Addio, Obiak Oleik, prode esploratore e ammaestratore Zabrak di Star Wars Galaxies.
Addio, bellissimo mmorpg che tante ore mi hai riempito, in un periodo in cui avevo davvero bisogno che le mie ore fossero più piene possibile.
E’ stato bello, finchè i soliti lamer che distruggono il mercato hanno fatto si che gli sviluppatori facessero il gioco secondo la loro volontà, annientando l’ambientazione, distruggendo la varietà, appiattendo il fairplay.
Peccato. So che sentirò andare via una piccola parte di me, quando premerò il tasto "Cancel Subscription".
Speriamo che World of Warcraft non faccia la stessa fine.
Pubblicato il: gennaio 18th, 2005 under Cronache, Videogiochi.
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e il firewall non c’è più
Nuovo collegamento a lavoro. Cambiato Firewall. Mirc passa. Gunbound passa. Star Wars Galaxies… PASSA >:D
Pubblicato il: agosto 25th, 2004 under Cronache.
Commenti: 2
Buongiorno!
Buongiorno a tutti gli ascoltatori e benvenuti ad una nuova puntata di "Il blog di Obi-Fran Kenobi"!
Parto subito con il raccontarvi un sogno strano che ho fatto stanotte… Ero in Star Wars Galaxies, un videogioco che si gioca su internet insieme ad altre persone, quando all’improvviso mi contatta dentro al gioco una delle poche persone che credo possa dire che ODIO. E’ una persona che per mia fortuna non incontrerò nemmeno all’Inferno, visto che siamo destinati a due gironi diversi e molto lontani (lui è nel gironi dei traditori degli amici, uno dei gironi più bassi, secondo l’Inferno Dantesco). Insomma questo tipo mi contatta in gioco, tutto allegro e contento e mi chiede aiuto su come muovere i primi passi nel gioco.
E io che faccio? Lo aiuto, rispondo alle sue domande, gli insegno trucchetti… E tutto soffocando la voglia di ucciderlo, la voglia di urlargli contro, di mandarlo a stroncarselo nel culo. Tutto coperto con un sorriso falso e sforzato, una maschera di moralità.
Dottore, cosa vuol dire?
Ci sentiamo dopo per la seconda parte, intanto una canzone degli Smashing Pumpkins!
What if the sun refused to shine?
What if the clouds refused to rain?
What if the wind refused to blow?
What if the seas refused to wave?
What if the world refused its turn?
What if the stars would hesitate?
What if what is isn’t true?
What are you going to do?
What if what is isn’t you?
Does that mean you’ve got to lose?
Digging for the feel of something new
What if the silence let you dream?
What if the air could let you breathe?
What if the words would bring you here?
What if this sound could bring you peace?
It came from your thoughts, your dreams and visions
Ripped up from your weeks and indecisions
Does that mean you’ve got to choose
The feel of something new?
Does that mean you’ve got to lose
The thoughts you cannot lose?
What are you going to do?
Salve e bentornati! Allora, avete avuto modo di riflettere sul mio sogno? Cosa ne pensate? Cliccate nei commenti! E ora, i progetti per i miei prossimi dieci anni di vita:
E’ tutto amici! Vi saluto alla prossima puntata, e vi lascio con un’altra canzone degli Smashing Pumpkins! Buonanotte!
Who am I to need you when I’m down?
Where are you when I need you around?
Your life is not your own
And all I ask you
Is for another chance
Another way around you
To live by circumstance, once again
Who am I to need you now?
To ask you why, to tell you no
To deserve your love and sympathy
You were never meant to belong to me
And you may go, but I know you won’t leave
Too many years built into memories
Your life is not your own
Who am I to you?
Along the way
I lost my faith
And as you were, you’ll be again
To mold like clay, to break like dirt
To tear me up in your sympathy
You were never meant to belong to me
You were never meant to belong to me
You were never meant to belong to me
Who am I?
Pubblicato il: luglio 14th, 2004 under Streams of (un)consciousness.
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