Coseacaso #3
OBI-FRAN KENOBI PRESENTA L’ATTESO SEGUITO DELLA RUBRICA PIU’ AMATA DAGLI AUSTRALOPITECHI!

Mensile, numero 13
Lo so, lo so, voi non avrete nemmeno finito di leggere Coseacaso 2, ma io avevo voglia di rivedere il micino rosso.
Comunque non vi importunerò molto, ‘che ho da fare io, mica come voialtri!
Puntata dedicata per lo più ai videogiochi, per cui i non-nerd possono tranquillamente andare a fare le loro cose da persone normali altrove.
Divertenti perdite di tempo
Daidai, velocemente vi illustro la quantità smodata di videogiochi che ho provato in questo breve periodo…
Soul Calibur Legends, per Wii, mi ha notevolmente colpito. E’ -finalmente, meglio tardi che mai- un gioco di spade che usa il wiimote nel modo in cui dovrebbe essere utilizzato. La direzione in cui scuotete il remote diventa la direzione della sferzata della vostra spada virtuale, affondi compresi. Il gioco si discosta dai titoli precedenti della stessa saga, dato che non è più un picchiaduro puro ma un’avventura in terza persona. La modalità picchiaduro esiste ancora, tuttavia è molto diversa: in particolare è stato introdotto lo split screen per i due giocatori che si scontrano, e la cosa risulta piuttosto scomoda, soprattutto su televisori piccoli.
L’avventura invece è ben realizzata, forse un po’ troppo prolissa la storia, ma basta saltare i dialoghi noiosi.
Soprattutto, mi ha esaltato la frenesia del gioco, in particolare usando l’avventuriera greca, tanto che ho sostituito all’"allenamento" con la WiiFit una sessione di gioco a Soul Calibur.
Avessero aggiunto il supporto alla WiiFit, magari per attivare la corsa o qualche colpo speciale, sarebbe stato il perfetto gioco per fare un po’ di movimento divertendosi.
Space Siege (PC) è il nuovo giochino dei Gas Powered Games, già autori del classico fantasy "Dungeon Siege". In cosa differisce da Dungeon Siege? Sta tutto nel titolo. Oltre l’ambientazione futuristica, infatti, sono ben poche le differenze. Il gioco rimane un incrocio tra RPG classico e Hack ‘n’ Slash, con poche idee trite e ritrite (utilizzo di "pet" meccanici, innesti bionici e poco altro), una giocabilità risibile, una piattezza generale.
The Force Unleashed (Wii) è invece esattamente quello che tutti aspettavano da quando è uscita la Wii, ovvero IL gioco nell’universo di Star Wars che ti permette di brandire una spada laser e i poteri della Forza via wiimote.
E il wiimote, infatti, è davvero il punto di forza del gioco. E’ esaltante mescolare in combo fantasiose la spada laser e la Forza, e il discorso combo rappresenta la parte più curata del gioco. Come in Soul Calibur Legends, le sferzate della spada laser cambiano a seconda della direzione in cui si scuote il remote; spingendo in avanti il nunchuk si utilizza la classica Spinta della Forza; con Z si possono spostare e sollevare oggetti e nemici; con C si lanciano i fulmini. Tutti questi comandi base possono essere mescolati per ottenere vari effetti: dallo Strangolamento del Lato Oscuro fino ai campi di Forza.
Il gioco non raggiunge lo status di capolavoro per un soffio: oltre alla grafica non allo stato dell’arte (soprattutto su Wii, che sappiano non essere la console più performante a livello hardware) e qualche livello architettato un po’ male, la vera piaga del gioco risulta essere la telecamera, che è un punto chiave della giocabilità. Troppo spesso la telecamera prende coscienza e va dove gli pare, occludendo la visuale e impedendo di utilizzare al meglio i poteri della Forza e soprattutto capire dove cavolo sono i nemici. Diventa obbligatorio imparare a padroneggiare al meglio le freccine del remote, per spostare a mano la telecamera, ma questa operazione aggiunge tasti ai già tanti necessari per giocare e, di conseguenza, appesantisce non di poco il gameplay.
E’ disponibile anche la modalità Sfida, un giocatore contro un altro, con la possibilità di utilizzare una quantità smodata di personaggi (sbloccabili giocando la campagna single player) che non si limitano ai protagonisti del videogioco ma attingono a piene mani dall’enorme ambientazione di Star Wars.
Ultima nota un po’ spoilerosa: ma ‘sto fantomatico apprendista di Darth Vader, non è un po’ troppo forte?
Fosse stato davvero così forte e avesse fatto davvero quello che si fa nel videogioco, si avrebbe dovuto sentir parlare parecchio di lui, nella Trilogia Classica…
Rimaniamo ancora sulla Wii e parliamo adesso di DeBlob. Trattasi di un misto platform-rompicapo molto divertente ma soprattutto molto colorato e pacioccoso. In un mondo alieno pieno di colori e felicità, dei grigi invasori arrivano con le loro forze di polizia e sequestrano tutti i colori, così come i pompieri bruciavano libri e opere d’arte nel romanzo di Bradbury. Starà a De Blob, il personaggio da noi interpretato, comandare le forze ribelli per ridare colore ad un mondo ingrigito e intristito.
DeBlob altri non è che una palletta colorata e il nostro scopo consiste nel comandarlo in giro per il mondo grigio, spiaccicarlo su ogni parete e abitante e vedere il mondo ricolorarsi. Come concetto ricorda un po’ il "Grimm" di American McGee di cui ho parlato in Coseacaso #2, ma per fortuna a livello di gameplay siamo su un altro pianeta. Nel gioco è inclusa anche una modalità multiplayer per giocare ai livelli della campagna e alle "sfide" con altri 3 amici.
The Suffering è un action in terza persona realizzato ormai quattro anni fa da Midway. Dopo l’uscita del seguito, nel 2005, si è parlato anche di un adattamento cinematografico. La notizia, però, è che adesso è diventato freeware, e potete scaricarlo da qui, qui o qui (.zip da 1,2Gb). Ecco il link alla notizia su TGMOnline.
The Suffering è, abbiamo detto, un action in terza persona, con l’aggiunta di elementi di survival horror. E che horror! Come wannabe-scrittore, mi vanto di essere ormai immune a sotterfugi e trucchetti per spaventare, in quanto so come funziona la struttura portante che sta dietro le quinte, ma questo gioco mi ha davvero spaventato. Ho giocato ad altri giochi che promettevano terrore e scossoni, negli ultimi anni: F.E.A.R., Condamned e Bioshock sono stati quelli che ci sono andati più vicino, ma The Suffering li batte tutti. Il gioco non è un capolavoro, sotto gli altri aspetti, ma vale sicuramente la pena scaricarlo e provarlo, tanto più che è gratis.
Veniamo infine al piatto ricco: Spore. Avevo detto che gli avrei dedicato un post intero, ma il fatto che lo troviate invece in Coseacaso vi farà capire che l’ho quantomeno rivalutato.
Spore è il nuovo prodotto di Will Wright, il tizio che sta dietro a tutti i vari Sim Qualcosa a partire dal Sim City del 1989 fino alla serie di The Sims arrivata ormai alla triliardesima espansione.
La "rivoluzione" promessa da questo gioco ha creato un hype non indifferente, solo parzialmente soddisfatto.
Spore è diviso in cinque diverse fasi.
Si comincia con il Brodo Primordiale. Ci troviamo alla nascita di un nuovo sistema solare a sguazzare nel brodo primordiale negli stretti panni di un microbino. Questa sessione è poco più di un giochino in flash, eppure risulta probabilmente la più divertente e senza dubbio è quella più casual gamer-oriented. In pratica, potete farci giocare vostra madre.
Raggiunta una certa quota di "punti DNA", è possibile aggiungere un paio di gambe alla nostra bestiuola e farla emergere dall’oceano per approdare sulla terra ferma, per dare inizio alla seconda fase, chiamata "Fase Creatura".
In questa fase (la mia preferita) il gioco comincia a farsi un po’ più complesso, pur mantenendo le promesse fatte ai casual gamer nella prima fase, continuando quindi ad avere un gameplay molto semplice e intuitivo. Qui cominciano ad avere una certa valenza le scelte fatte: si può infatti interagire con le altre specie in modo aggressivo (estinguendole) o sociale (facendoci amicizia utilizzando balletti, canti e quant’altro). Ecco un video di una mia creatura.
Nella terza fase, Spore diventa uno strategico alla Civilization, con la nostra tribù che deve raccogliere risorse e fare guerra o rendersi amiche le altre tribù.
Nella quarta, siamo alla guida di un’intera città di nostri animaletti, che deve farsi strada nel mondo per diventare la cultura predominante, tramite la forza militare, la religione o il commercio.
Interessante la conquista religiosa, che utilizza degli ologrammi giganti che mi hanno ricordato molto uno dei più bei racconti di Martin, "I Re di Sabbia".
Nell’ultima fase costruiamo la nostra astronave e cominciamo la colonizzazione
anche dello Spazio.
Punti forti: il cuore del gioco è senz’altro l’editor. E’ possibile personalizzare (quasi) completamente qualsiasi elemento del gioco. La spora nella fase 1, la creatura nella fase 2, i vestiti nella fase tribù, gli edifici e i mezzi (terrestri, navali e aerei) nella fase città, l’astronave nella fase spaziale. Oltre alla campagna, a prova di questo, c’è un editor accessibile in qualunque momento, per dare sfogo alla creatività creando qualcosa in dieci minuti e poi spegnere il gioco.
Il secondo punto forte è la caratteristica base di tutti i giochi Maxis: l’"addiction factor". Spore diventerà infatti presto una droga, se vi lascerete troppo andare.
Punti deboli: tutti gli altri.
La giocabilità è mediocre pressochè in tutte le fasi. L’equilibrio del target tra casual gamer e gamer è mal bilanciato: troppo difficile per i casual e troppo facile per i normali gamer. Questo vale per le prime quattro fasi, la quinta è proprio fuori discussione per i casual e diventa solo frustrante per i gamer, in quanto avrebbe dovuto passare da un beta testing molto più accurato e critico. Insomma, alla fine ci ritroviamo con un giochino in flash, un Hack ‘n’ Slash mediocre e tre diversi Strategici altrettanto mediocri. Tutto questo per venire incontro ai casual, che però al 90% troveranno comunque il gioco troppo complesso.
Bilanciamento sbagliato anche per quanto riguarda i calcoli del tempo necessario ad ogni fase. Cito il mio amico Somax che ha descritto il gioco in tre righe: "fai missioni e mangi roba per accumulare punti dna, mutare in versioni sempre più forti ed evolverti. Dopo che avrai fatto tutto questo, la tua creatura sarà inutile 2 ore dopo nella fase successiva, in cui contano i vestiti. Dopo che avrai fatto un vestito potentissimo, sarà tutto inutile 2 ore dopo nella fase civiltà. Dopo che ti sarai costruito i tuoi bei 3 grassi veicoli, saranno utili per le 2 ore della fase civiltà, poi nella fase spazio contano solo i soldi che spendi per pompare la nave." Visione forse un po’ cattiva, ma sicuramente veritiera.
Beffa finale, la stupidissima protezione anti-pirateria (DRM). Mentre scaricare il gioco pirata è facilissimo e non reca problemi (a parte ovviamente l’impossibilità di giocare online), acquistare Spore originale dà diritto a sole tre attivazioni via internet (e quindi a sole 3 installazioni). GG, EA!
Ecco una recensioncina con una struttura originale, che coglie tutti i punti.
Telone bianco con luce colorata sopra
Hancock è il nuovo film di quel cazzone di Will Smith. Sono andato controvoglia a vederlo, perchè dopo "Io sono Leggenda" avevo intenzione di boicottare qualsiasi altro film del principe di Bel Air.
Mi sono però divertito mediamente. Il film regge benissimo finchè rimane nell’ambito della commedia, mentre comincia a traballare quando vuole infilare nella storia un background troppo profondo per essere raccontato brevemente e cade inesorabilmente a terra quando fa finta di essere un film drammatico.
Bravo Smith, come sempre adorabile la mia amata Charlizina Theron, bravi anche i comprimari. Regia orrenda, ma veramente brutta. E’ tutto girato con camera a mano, anche quando non c’entra una beneamata sega (vedi scena della riunione degli affaristi) e primissimi piani, anche quando non hanno senso. Un completo stupro del linguaggio cinematografico. Per fortuna la sceneggiatura, a parte le note di cui sopra, regge bene il colpo.
Filmetto carino per farsi due risate con gli amici, possibilmente il mercoledì quando si paga meno.
Burn after reading (a prova di spia in Italia) è la nuova commedia dei fratelli Joel e Ethan Coen, che segue il (bel) "Non è un paese per vecchi" vincitore di 4 premi Oscar. Due elementi saltano all’occhio dal primo minuto di questo film: la recitazione e la direzione degli attori, e l’ironica parodia del "mondo dello spionaggio".
Veramente perfetti gli attori, tutti quanti, da Brad Pitt a Clooney, dalla grande Frances McDormand a Malkovich, ma anche personaggi minori come quelli di Tilda Swinton (la moglie dell’analista), Richard Jenkins (il direttore della palestra) e J.K. Simmons (il direttore della CIA). Ho visto pochi film, ultimamente, con delle interpretazioni così convincenti e ben dirette.
Per il resto, si tratta di un film divertentissimo, una serie di scenette e situazioni spassose, ben architettate, con dialoghi ben scritti. Ho trovato solo un po’ confusa la trama, ma è probabilmente un effetto voluto dai Coen, che in effetti va a braccetto con lo stile del film.
Non urlerei però al capolavoro. I Coen sono bravissimi artigiani con un controllo del mezzo invidiabile, però, soprattutto nell’ultimo periodo, sono troppo spesso il bersaglio di un divismo forse poco giustificato (ammesso e non concesso che il divismo possa mai essere giustificato).
Lungi dal me attirare accuse di blasfemia dagli adoratori dei fratelli, però… Forse non li stiamo tutti sopravvalutando un po’ troppo? Detto questo, mille di questi film e cento di questi anni a entrambi i Coen, per carità!
Arrivederci alla prossima puntata, intitolata: "Coseacaso viene brutalmente sospeso a causa di denunce per diffamazione all’autore".
Paul Newman
1925 – 2008
Da ieri l’umanità ha un po’ meno carisma.
Pubblicato il: settembre 27th, 2008 under Cinema & TV, Coseacaso, Videogiochi.
Commenti: 11
Scripta Manent – Novembre
2004
La seconda lezione di sceneggiatura mi sconvolge. Comincio ad imparare termini e tecniche dello scrivere storie, comincio ad entrare nel mestiere… E questo ha un prezzo: lo stravolgimento de "La nuova morte", che potete leggere su questo blog in versione originale, che era nata come flusso di coscienza post-adolescenziale. Rimangono i personaggi, ma vengono pesantemente ridisegnati; rimane la trama, ma subisce un forte taglio sul finale; tutto il resto è costretto a soccombere sotto le spietate lame delle regole narrative. Quello che ne è venuto fuori si chiama "Successione", e potete scaricarlo dal sito della Meow Productions, o vederlo su Youtube (parte 1 e parte 2).
Uno dei miei post preferiti: l’analisi delle parole "melato" e "melenso" e la conazione di una nuova parola composta che identifica una tipologia precisa di persone e cose: MELATO MELENSO. Io detesto tutto ciò che è melato melenso. Leggete anche i commenti perchè è una delle rare volte in cui si è manifestata una discussione su questo blog. Succedesse più spesso sarei un bambino più contento.
Esce Half Life 2 e mi faccio la felpa di Grande Inverno. Piccole soddisfazioni in un periodo nero.
E non dimentichiamoci che esce uno dei miei film preferiti in assoluto: Eternal Sunshine of the Spotless Mind (in Italia: "Se mi lasci ti cancello"), a cui dedico una recensioncina assolutamente di parte e senza nemmeno un accenno di obiettività. Perdonate, ma io di difetti in quel film, proprio non riesco a trovarne.
2005
Mentre continua la mia avventura nel favoloso mondo della disoccupazione, comincio finalmente a scoprire Gaiman. Dopo un paio di Sandman, mi innamoro definitivamente della sua visione del mondo con il suo capolavoro: American Gods. Includo la recensioncina insieme a quelle di Secret Window (di David Koepp con Johnny Depp) e Dead Men Don’t Wear Plaid ("Il mistero dei cadaveri scomparsi" del grande Carl Reiner con il grande Steve Martin).
La grande scoperta che i Dente di Leone sono la stessa piantina dei Soffioni.
Un’analisi della sfortuna.
Ho fatto un post sui videogiochi consigliati per gli acquisti natalizi, beccatevi anche questo post di due anni fa sui consigli per gli acquisti di allora: Star Wars, Harry Potter, Masters of Doom e le Cronache di Narnia (ma queste qui a distanza di due anni non mi sento più di consigliarle.).
2006
Mese davvero interessante, il novembre 2006. E’ l’era di "Bus in autunno". Comincio un lavoro su spinta paterna, e me ne pentirò almeno per un anno (poi non so, magari domani mi passa, ma per adesso mi rode ancora): risulterà infatti il peggior lavoro che abbia fatto finora in vita mia. Psicologicamente alienante, fisicamente stancante (si, dovevo stare seduto quasi tutto il giorno, ma per me svegliarsi alle 5 è fisicamente stancante, ok?), piuttosto sottopagato.
L’unica cosa buona che sono riuscito a tirare fuori da quel lavoro, sono stati tre post di cui vado particolarmente fiero: Bus in autunno, Bus in autunno 2, Bus in autunno 3.
Ma soprattutto, scrivo Astrophytum Asterias Kabuto, uno dei miei racconti meglio riusciti. Cazzo, è già passato un anno.
Pubblicato il: novembre 21st, 2007 under Scripta Manent.
Commenti: nessuno
E adesso facezie.
Consigli per gli acquisti!
Star Wars – Cofanetto Episodio 4,5,6.
I film che contano. E’ uscito in questa settimana un nuovo cofanetto, che fa risparmiare una quindicina d’euro a patto che si riesca a rinunciare al DVD di contenuti extra del cofanetto classico. Tra l’altro la copertina del raccoglitore ha una grafica retrò, più fedele al battage dell’epoca di uscita dei film.
Peccato che siano sempre le versioni "rivedute e corrette", con quella faccia da pirla di Hayden Christensen al posto dell’Anakin originale nella scena finale.
34,90 €
Harry Potter – Cofanetto Warner (3 dvd)
Il primo film è una favola ben realizzata. Il secondo a me non è piaciuto ma molti lo ritengono il migliore. Il terzo a me è piaciuto molto ma molti lo ritengono il peggiore.
Fatto sta che Harry Potter ormai dilaga, che vi piaccia o no, e sinceramente non vedo motivo per cui non debba piacervi. Consigliandovi di leggere i romanzi, che scorrono una bellezza e sono per ovvi motivi molto più ricchi dei film, vi esorto a comprare questo cofanetto della Warner, che al prezzo di un DVD e mezzo vi fornisce tutti e tre i primi film.
Però dovete essere in grado di fare a meno dei dvd con i contenuti extra, ce la farete?
PS: un cofanetto uguale, ovvero con tutti e tre i film al prezzo di uno e mezzo, esiste anche per Matrix. Visto che vale spendere soldi solo per il primo film, direi che è perfetto.
29,90 €
Masters of Doom, di David Kushner, Multiplayer.it edizioni.
Qui a fianco la copertina dell’edizione inglese, non son riuscito a trovare l’italiana (che è nera con titoli bianchi e un pentacolo rosso al centro).
E’ la storia di John Romero e John Carmack, ovvero le due menti dietro Doom, un videogioco stupendo che è andato ben al di là dei confini del videogioco, allettando e accattivandosi l’attenzione di tanti (tutti?) gli altri media.
Altro che Lara Croft, la vera rivoluzione videoludica, intesa come l’ingresso dei videogiochi nel "mondo dei grandi" è nata con Doom, e questo libro analizza questo fenomeno.
Magari è una cagata, magari no. Nel dubbio l’ho comprato.
15 €
Le cronache di Narnia, di C.S. Lewis, Mondadori.
Le operazioni commerciali la maggior parte delle volte sono cagate, solitamente pure nocive per il corpo, lo spirito e la mente. Altre invece capitano a fagiuolo per rispolverare nozioni perse, o impararne altre.
E’ stato il caso de "La fabbrica di cioccolato" di Tim Burton, a cui è seguita una fornita ristampa del dvd del film originale; è stato il caso dei film di Jackson sul capolavoro di Tolkien, che ha scatenato gli editori di tutto il mondo, facendo spuntare un "Signore degli Anelli" in qualsiasi libreria della Terra, accompagnato da tutti gli altri libri di Tolkien, più le ovvie schifezze di aspiranti scrittori che promettono di analizzare il mondo del professore di lettere con il pallino del fantasy.
Ed è il caso anche di Lewis. Altro professore, tra l’altro amico di Tolkien (non mi dilungo su questo punto perchè tutti i media lo fanno: sembra che Narnia venga preso in considerazione solo perchè Lewis era amico di Tolkien -_-), altro scrittore di rara finezza.
"Le Cronache di Narnia" è una saga lunga sette libri, scritti tra il 1949 e gli anni seguenti, che parla di un mondo fantastico con animali parlanti e altre cose da nerd. Lo stile è quello favolesco, credo vicino al Mago di Oz.
In appendice un’analisi di Lewis stesso sul modo di narrare le storie ai ragazzi, da cui cito questa frase che ritengo davvero splendida:
"Scrivo quello che mi sarebbe piaciuto trovare nei libri quando ero ragazzo e quello che mi piace leggere ancora adesso, a cinquant’anni."
Per chi vuole a tempo di record leggersi la storia da cui è stato tratto il film, consiglio di comprarsi il super volumone con la ristampa di tutti e sette i libri della saga, e leggersi i primi due. Il film è infatti tratto dal secondo libro, a cui però non potete evitare di anteporre il primo, per continuità letteraria.
20 €
Come al solito ho speso troppo.
Pubblicato il: novembre 25th, 2005 under Cinema & TV, Libri & Fumetti, Recensioni, Segnalazioni.
Commenti: 2
Overdose di cinema?
Muahhaahah ma quante belle cosine mi escono nel futuro prossimo! Me lo scrivo sul blog così ogni tanto ci passo, lo leggo, e sbavo un pochino mentre sono a lavoro, sisi.
Tim Burton. Sta lavorando non ad uno ma a DUE film (sbav): l’annunciato remake della Fabbrica di cioccolato con Johnny Depp (Roald Dahl visto da Burton e intepretato da Depp, non sto nella pelle porca paletta sbaaav) e un film di animazione chiamato The Corpse Bride, che dal nome è tutto un programma. Ah, poi Depp mi gira pure il seguito della Maledizione della prima luna, e andiamo.
Un pò di supereroi. Oltre a Spiderman 2 (Sam Raimi
) che vo a vedere settimana prossima con Yupa, arriva Hellboy e più avanti I Fantastici Quattro (con Jessica Alba sbav), ma soprattutto il mio amico Bryan Singer oltre a sfornare il terzo episodio degli X-Men cosa mi va a fare? Superman Returns! Anvedi!
Poi che abbiamo? Il nuovo stile pacioccoso ritrovato da Spielberg (The Terminal) che andrò a vedere il prima possibile, Godsend che non riesco a capire se sia un horror schifoso come i settantasette horror schifosi usciti negli ultimi anni (con poche eccezioni) oppure un film meritevole, un pò di cultura rivista (e quindi sicuramente SBAGLIATA) con il Mercante di Venezia (Il regista è quello de Il Postino… uhm… Però c’è Al Pacino… uhm…) e un film che si prospetta originale e strano: la vera vita dell’inventore della favola di Peter Pan, intepretato da Johnny Depp per la regia di un certo Marc Foster (non mi viene in mente nulla con il suo nome). A natale (credo) mi aspetta invece Shrek 2.
Ma poi… ATTENZIONE ATTENZIONE!!! Ritorna MIYAZAKI!!!! UAAAAAAAAAAAAH!!! Howl’s Moving Castle è il nuovo film di animazione dello studio Ghibli di quell’adorabile giapponese con il pallino del rispetto della natura. Io lo amo.
Per restare in tema giapponese, arriva un film che è tutto un programma, visto che contiene i nomi di due cineasti giapponesi tra i più sconvolgenti dell’ultimo secolo, ovvero TAKASHI MIIKE (Audition, Ichi the Killer e il recente The Call) e TAKESHI KITANO, che però stavolta pare aver lavorato solo con il suo pseudonimo riservato per quando fa l’attore (Beat Takeshi). Come no, vuoi che non abbia collaborato alla stesura almeno della sceneggiatura o dello storyboard? Comunque mega sbav per i due giapponesi completamente pazzi.
Tananananaaaaa, DVD! Esce la prima trilogia (in ordine cronologico terrestre) di STAR WARS! Comprare o non comprare? Ancora non lo so, visto che si preannunciano scene veramente da vomito (una su tutte la scena finale di Episodio 6, dove il fantasma di Anakin sarà sostituito da Hayden Christensen -.- ), vabbè vedremo, esce il 22 corrente mese.
Ristampe a basso costo per NIGHTMARE ON ELM STREET. Il primo ce l’ho già, sto cercando il secondo, che al centro commerciale inspiegabilmente manca, mentre non mancano il terzo e il quarto. Mah.
Ristampa anche per THX 1138, ovvero niente popò di meno (ghghgh) che il PRIMO FILM DI GEORGE LUCAS. Assolutamente d’obbligo.
Ah, devo anche almeno noleggiare Secret Window con Depp, visto che non sono riuscito a vederlo alla sua uscita nei cinema, e comprare Il Nome della Rosa. E poi visto che sta per uscire Kill Bill volume 2° speriamo esca pure il cofanetto con entrambi i film rimontati a modino.
E ollè, ho già l’acquolina in bocca.
Pubblicato il: settembre 12th, 2004 under Cinema & TV.
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