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Coseacaso #1


Numero 1 di 14148

     Inauguro oggi una nuova rubrica del blog, a cadenza prossimanale altrimenti mi mettono in galera o mi fanno una multa che potrò pagare solo scrivendo il capolavoro di fantascienza del XXI secolo (cosa su cui sto lavorando ma che al momento è un tantino in ritardo sulla tabella di marcia, per così dire).
     Il nome della rubrica è Coseacaso, e la sua superflua utilità si realizza tutta nello scrivere a ruota libera su tutto quello che ho recentemente visto, letto, ascoltato, giocato, rubato, scopato. Ok, forse scopato no, tanto ci sarebbe comunque molto poco di cui parlare.
     Infilerò in questa rubrica tutte le cose che o non sono degne di un post tutto loro, oppure di cui semplicemente mi fa fatica scrivere troppo. Ne parlerò in maniera del tutto informale ("coseacaso", vedete che tutto torna?), quindi gli articoli di questa rubrica avranno una loro categoria e non rientreranno in quelle delle recensioni, tuttalpiù in quelle generiche.
     Questa rubrica l’ho pensata talmente a caso che questa introduzione potrebbe addirittura non.
     L’abbonamento a un quarto di numero costa novantasette miliardi di paperdollari.

 

Cinematografo e scatola delle immagini in movimento

     Sono andato a vedere Hulk (da solo in una sala semivuota per via degli europei, che goduria).
     Bellissima regia e montaggio (Louis Leterrier è quello di Danny the Dog, di cui ho scritto qui), bravi gli attori, persino la Tyler nonostante debba tenere una sola espressione (preoccupata), bello bello bello.
     Poi le citazioni, il telefilm di Hulk in televisione all’inizio, Ferrigno (colui che faceva Hulk nel vecchio telefilm) ghiotto di pizza :asd: , Stan Lee, Tony Stark, ma poi anche lo SHIELD nelle email e nelle lettere e di sicuro tanta altra roba che io manco conosco.
     Un’immersione totale nella continuity Marvel, troppo bello.

     Mi è invece toccato scaricare CJ7, ultimo parto del grande, grandissimo, immenso Stephen Chow. Ve ne avevo parlato a novembre, e forse è presto per dirlo, ma non credo lo vedremo mai in italia (la minuscola è voluta). CJ7 è una commedia dei buoni sentimenti in chiave fantascientifica. Me lo sono visto da solo in casa e, maledizione, ha fatto leva sulla mia innata malinconia e mi ha intristito veramente tanto. Però è bello, bello e divertente, e forse voi persone normali ve lo potrete godere senza menate psicologiche. Anzi, potrebbe addirittura non piacervi.

     Se avete voglia di scaricare altra roba, vi consiglio inoltre gli episodi pilota di Fringe e Being Human.
     Il primo altro non è che l’ultima fatica televisiva di J.J. Abrams, uno dei padri ideatori di Lost. Visione quindi praticamente obbligata per tutti i fan del telefilm dei sopravvissuti del volo Oceanic 815. Trattasi di un’amalgama ben riuscita di X-Files e Ai confini della realtà, quindi scienza, parascienza, occulto, paranormale, azione et caetera et caetera. Mi è piaciuto molto (la realizzazione tecnica è impeccabile, così come in Lost), ma sinceramente non mi ha esaltato come fece Lost a suo tempo. L’impressione leggendo i pareri scritti da altri è che sia un po’ sopravvalutato solo perchè l’ha inventato Abrams. Ricordiamoci però che è un pilot (e che pilot!) e che la serie comincerà a settembre, quindi c’è tempo per giudicare.
     Il secondo, Being Human, è invece prodotto dalla BBC (tv di stato britannica… Prego confrontare con i prodotti RAI :roll: ) e parla di un vampiro e di un licantropo che, affittando un appartamento, fanno conoscenza con una fantasma. Format molto all’inglese (ritmi blandi, freddure…), che deve decisamente maturare per attirare davvero l’attenzione del pubblico sci-fi. Origine del licantropo presa pari pari dal capolavoro di Landis ("Un lupo mannaro americano a Londra"), vampiro piuttosto stereotipato, fantasma piuttosto brutto (diventa addirittura visibile ai mortali. : S ).

Robe da nerd

     Su Wii, la miglior console mai creata, è uscito di recente un servizio chiamato WiiWare. Trattasi di un canale da cui è possibile acquistare per pochi danari, e scaricare direttamente sulla console, dei giochi realizzati da case indipendenti.
     Tra gli indipendenti, in tutti i campi, si trovano spesso dei veri e propri capolavori. E’ il caso di Lost Winds, un platform bellissimo tanto visivamente quanto a giocabilità. L’idea alla base del titolo è che mentre con il control stick del nunchuk si fa muovere il protagonista, con il remote si controlla il vento. Tracciando disegni nello schermo, quindi, si forma il percorso aereo che poi il protagonista seguirà, volando. Ecco un video di esempio e la recensione su Wiitalia. Costa 10 euri, compratelo.

     Se vi avanzano altri 10 euro, comprate anche Final Fantasy: My life as the king. Trattasi di un prodotto della Square Enix declassato a WiiWare per motivi che non ricordo e mi fa fatica ricercare (rubrica caotica, ricordate?). Sinceramente, sulle prime pensavo di aver buttato via 10 euro, poi, a forza di giocare, andando avanti nel gioco, mi sono appassionato ed è diventato una specie di droga. In effetti, forse fareste meglio a non comprarlo. :asd:

     Procuratevi invece assolutamente Okami, porting per wii del capolavoro per PS2. Se amate anche lontanamente la cultura e la tradizione giapponese, questo è il gioco per voi, senza altro da aggiungere. Peccato solo per il controllo del pennello, che su Wii poteva essere ottimizzato meglio, e a volte invece fa le bizze.

     Vi aspetto inoltre sempre su Team Fortress 2, vero capolavoro del gioco online, per il quale è da poco uscita una patch che aggiunge nuove funzionalità alla classe chiamata Pyro. Trovate la mia guida al gioco sul sito del mio clan, The Wee Free Men.

Strumenti di test per l’acustica

     Il nuovo disco degli Elio e le storie tese, Studentessi, è un capolavoro. Uscito qualche mese fa in edicola (ma ora dovreste trovarlo nei negozi, credo), è sì l’ennesimo mix dei generi più disparati, ma surclassa di numerose spanne Cicciput, il disco precedente, che avevo trovato un po’ fiacco. Torna l’ossessione per la musica suonata al contrario (uno dei pezzi, "Ignudi tra i nudisti", ultimo singolo di cui è uscito anche il video, ha la melodia costruita su quella che si ottiene ascoltando al contrario Suspicious Minds di Elvis Presley. Davvero! In alcuni momenti concidono persino i suoni delle parole sostituite!) e torna la passione per scrivere musica che parla di musica, come il capolavoro in quattro atti "Suicidio a sorpresa".
     Gli Elii si confermano quindi quello che già chi capisce qualcosina di musica sapeva da anni: il miglior gruppo italiano, senza paragoni.

Parallelepipedi di carta

     Mi ha un po’ deluso "Le intermittenze della morte", del nobel José Saramago. Temo purtroppo di aver cominciato l’esplorazione di suddetto scrittore dal suo capolavoro massimo, ovvero Cecità. Al confronto, Le intermittenze sembra decisamente sottotono, meno ricco di idee, meno ritmato, parecchio annacquato. Ci sono dei tempi morti non indifferenti, con divagazioni un po’ troppo fuori luogo e intere pagine che ho trovato piuttosto noiose.
     La scrittura però ha la stessa, altissima qualità, per cui non mi fermerò e leggerò prossimamente "L’uomo duplicato" oppure "Saggio sulla lucidità" (l’ideale seguito di Cecità).

     Bellerrimo anche "I re di sabbia", seconda parte di "George R.R. Martin: a RRetrospective", volumone che raccoglie tutti i racconti scritti dal buon Martin prima che diventasse il Re della moderna fantasy scrivendo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. In italia (la minuscola è voluta) Martin è purtroppo pubblicato da Mondadori, che per confermare l’ennesima volta che non pubblica libri per motivi culturali ma per fare soldi, ha spezzato il librone in più parti. La prima si chiama "Le torri di cenere", la seconda è questo "I re di sabbia".
     Per quanto mi riguarda, ho trovato i racconti di questa seconda parte più interessanti della prima. Martin dipinge un universo di fantascienza cupo e insidioso, piuttosto lontano da quello Asimoviano e invece più simile a quello di Dan Simmons ("Hyperion"). Davvero un peccato che non vi abbia scritto qualche romanzo. Semplicemente meraviglioso e indimenticabile il racconto che dà il titolo alla raccolta.

Varie ed eventuali

     Non perdetevi le avventure di Italian Spiderman, cortometraggi  degli australiani ALRUGO che con genio e sregolatezza parodizzano (ma forse non è il termine giusto, diciamo che li replicano perfettamente :asd: ) i film italiani di azione anni ’60.

     Guardatevi l’ultima puntata di Passaparola, di Marco Travaglio (che potete seguire in diretta ogni lunedì alle 14 anche su questo blog, nella pagina delle iniziative). Dalla seconda metà in poi è semplicemente avvilente. Dio in che paese ci siamo ritrovati a vivere.

Torna Chow!


    Di Stephen Chow ne ho già parlato in passato, quindi non mi dilungherò ad elencarne le doti. Mi limiterò a ricordare che è uno degli autori, registi e attori più dotati del cinema contemporaneo, ed ha tirato fuori un gioiello come Kung Fu Hustle (Kung Fusion in Italia), che non è una semplice commedia, ma la perfetta fusione di molti generi (parlo del film in lingua originale, il doppiaggio italiano l’ha reso "solo" un film comico ben girato).

    La notizia è che Chow torna alla ribalta con CJ7, precedentemente conosciuto come "A hope", una commedia (alla maniera di Chow) che aggiunge nel calderone anche la Science-Fiction.

    Immaginatevi quindi che bambino contento sarò quando uscirà ‘sto film.

    Eccovi il trailer in HD, se poi siete degli appassionati come me, ecco anche una bella galleria fotografica.
    Se siete invece dei fanatici come me, allora eccovi il sito ufficiale, in cantonese. :D

    Infine, per sapere cosa ci aspetta dopo questo CJ7, IMDB ci informa che è in produzione niente poco di meno che Kung Fu Hustle 2, previsto per il 2008!

    CJ7 dovrebbe uscire nelle sale dei paesi civili "entro il 2008", quindi si presume durante il prossimo mese. In Italia invece lo vedremo nel 2009 doppiato da Lino Banfi, Massimo Boldi e Christian De Sica. Ma per fortuna esiste la pirateria.

Il cinema di Stephen Chow

Ho rivisto per la quadrigoziliardesima volta Shaolin Soccer.
Per me è uno di quei film da, come dice Misbah, "mi guardo ancora sta scena e poi basta" e finisci per guardartelo tutto.
Ma perchè è così bello?

All’apparenza, potrebbe sembrare un film demenziale come tanti, complice soprattutto il doppiaggio italiano che è un pò superficiale e non si preoccupa di rendere i diversi "stati emozionali" dell’opera.
Stati emozionali, si, perchè Shaolin Soccer col cazzo che è un semplice film demenziale. Se proprio si dovesse inserirlo in una categoria, al massimo sarebbe una commedia, nell’accezione più pura del termine.

In Shaolin Soccer si mescolano momenti comici a momenti di serietà così intensa da farti commuovere. Commuovere si, sarò scemo io, ma tutte le volte che vedo l’epica scena del risveglio del Kung Fu nei fratelli mi scende una lacrimuccia e mi si annoda la gola, tante sono le emozioni, i princìpi e gli ideali antichi che risuonano da quelle inquadrature.

Poi c’è il lato tecnico, e qui si può solo dire che Chow ha inventato (o meglio: reinventato) un cinema nuovo, che si appoggia al passato per portare innovazione. In una parola: progresso, così come dovrebbe essere per tutti i campi creativi. I film di Chow si gustano sempre più a fondo mano a mano che aumentano le visioni. Ci si accorge che non c’è una scena lasciata a se stessa. Tutte, anche i più brevi raccordi, hanno un particolare unico che le contraddistingue, per angolazione del punto macchina, per il movimento dell’inquadratura, per la composizione fotografica.
I film di Chow trasmettono azione pura, è tutto in movimento, tutto si rimescola, in un’armonica spirale taoista.

E poi gli effetti speciali. Molti registi al giorno d’oggi l’hanno dimenticato, ma gli effetti speciali dovrebbero essere AL SERVIZIO del regista, e non il contrario. Dovrebbero essere uno STRUMENTO, un extra per rendere più credibile e omogeneo il tutto, ma non essere la componente principale.
Chow questo lo sa bene, e infatti gli effetti speciali di Shaolin Soccer accompagnano la storia, senza mai scavalcarla. Sono effetti speciali anche piuttosto rozzi, originari di budget limitati e mezzi assenti. Sono arrangiamenti digitali più che altro, ma rendono perfettamente lo spirito che trapela da tutto il resto del film.

Poi Chow ha superato se stesso in tutti questi aspetti, girando Kung-Fu Hustle, o Kung-Fusion, come è stato tradotto in Italia. Questo secondo film risente trecento volte di più del doppiaggio italiano regionale, che se poteva essere accettabile in Shaolin Soccer, è davvero fuoriluogo in questo secondo film che è molto più tragicomico.
Ma di questo ve ne parlerò un’altra volta che ancora non ho avuto occasione di rivederlo, mi toccherà comprare il DVD.

Referendum e robe cinesi

Dunque, il fatto è questo: è almeno una settimana che mi dico di scrivere due parole riguardo al referendum del 12 giugno, e ogni volta mi viene in mente qualcos’altro da scrivere. Per cui adesso farò così vi parlo sia del referendum che di un’altra cosa, va bene?

Allora, si, il referendum.

ANDATE A VOTARE.

Non mi interessa una ceppa cosa votate, d’altronde ci sarà sicuramente tra di voi (anzi, lo so per certo) chi pensa che un embrione sia un essere umano nonostante la cosa sia scientificamente impossibile (un’accozzaglia di cellule, o ancora meno: una reazione chimica NON PUO’ essere considerata essere UMANO. Al limite essere VIVENTE, ma anche su questo ho delle riserve), per cui va bene, non mi importa, andate a votare no, non mi interessa.

MI INTERESSA CHE ANDIATE A VOTARE.

Perchè è veramente una cosa assurda, incivile, antidemocratica e autopenalizzante invalidare il quorum di un referendum.

Siete chiamati in appello per dichiarare la vostra opinione, il vostro pensiero. Siete messi in ballo, chiamati in causa per dire la vostra. E’ un’occasione che al giorno d’oggi viene data talmente poche volte che sarebbe stupido gettarla al vento così.

Poi, non per fare propaganda (ma anche si), ma volevo puntualizzare un discorso che molti di coloro che pensano di non andare a votare non hanno chiaro…
E’ probabile (giustamente) che alcuni di voi semplicemente SIANO D’ACCORDO con alcuni punti della legge sulla fecondazione assistita (alcuni probabilmente saranno completamente d’accordo, ma sorvoliamo), e gli passi per la testa che potrebbero votare qualche SI  e qualche NO… Beh secondo me è l’errore più madornale che si possa fare, e vi spiego perchè.

Chi vota SI nella maggior parte dei casi non ha avuto esperienze dirette di contatto con la legge in questione, per cui voterà SI per un semplice motivo: E’ GIUSTO LASCIARE LA LIBERTA’ DI SCELTA.
Non importa se poi io non sono d’accordo nel congelare i miei spermatozoi e gli embrioni della mia ragazza per farli analizzare dagli scienziati in futuro, ma è giusto che chi invece è d’accordo ABBIA LA POSSIBILITA’ DI FARLO.

La legge attuale obbliga delle limitazioni semplicemente inutili, è una legge che sembra scritta in pieno medioevo, con concezioni e convinzioni basate su concetti primitivi. Che cavolo di senso ha limitare l’impianto di embrioni a 4 se si sa che 8 embrioni su 10 non riescono ad "attecchire" (perdonatemi ma non mi sovviene il termine tecnico) nell’utero materno? Tanto vale allora vietare del tutto la pratica oppure LIBERALIZZARLA COMPLETAMENTE.

PENSATECI.

Solo queste due cose vi chiedo. Pensateci e poi andate a votare. Mi scuso se non ho mirato con questo mio post a fare informazione, ma chi tra di voi è volenteroso di capire qualcosa del mondo che lo circonda non avrà fatica  a trovare pagine e pagine di testi a favore del si, a favore del no e a favore dell’astensionismo.
Anche solo girando qualche blog si incappa in pagine e pagine di elucrubrazioni, per cui ho ritenuto più opportuno essere conciso ed arrivare al punto, che se per caso vi è sfuggito è questo:

ANDATE A VOTARE IN OGNI CASO.

:D

***

E ora vi parlo di un film meraviglioso che ho visto ieri sera: Kung Fusion.
Visto che mi sono sprecato a parlare del referendum, vi incollo il post che ho scritto su tgmonline. Minchia come sono pigro, asd.

Son rimasto meravigliato e sorpreso dalla valanga di idee geniali non solo di sceneggiatura e realizzazione tecnica, ma anche di regia!
Bellissime riprese e inquadrature, tagli accattivanti e originali… Questo film trabocca dell’entusiasmo più semplice ed efficace e ti prende dall’inizio alla fine altalenandosi con agilità tra la demenza, il dramma e la frenesia dei combattimenti.

Meraviglioso.