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Watchmen movie

     Mi appropinquo dunque a scrivere quella che sarà la recensione più difficile che abbia mai scritto finora, evviva.
     Tanto per precisare, non ho intenzione di stare attento a ciò che scrivo e/o usare il tag spoiler, indi per cui:

ATTENZIONE! SPOILER SUL FILM, SUL FUMETTO E SU QUALSIASI ALTRA COSA RIGUARDI WATCHMEN, FIGURINE REGALO DELLE MERENDINE COMPRESE.

     Bene, detto questo, mi trovo a dover dividere la recensione in almeno due parti, una sul film vero e proprio e una sul regista, il giovine Zack  "300" Snyder. Capirete leggendo perchè.

 

WATCHMEN – IL FILM

    Non mi era mai capitato di andare a vedere il film di un’opera che amo così tanto quanto Watchmen. Non sono un purista talebano della fedeltà all’opera originale. "Lavoro" nel campo e so benissimo cosa significa fare un adattamento di qualcosa. "V for vendetta", per esempio, è un ottimo adattamento dell’opera di Moore, nonostante Moore abbia definito la sceneggiatura "imbecille" (ma più per ripicca contro uno spregio del produttore, secondo me. Forse manco l’ha mai letta :asd: ). Nonostante questo, la paura di trovarsi davanti una cazzata era tanta. Non perchè avessi poca fiducia in Snyder, che in 300 ha fatto un ottimo lavoro, secondo me migliorando addirittura il fumetto originale di Miller. Semplicemente, il terrore travalicava la fiducia. C’è davvero troppo dentro Watchmen per farne una riduzione filmica. Ho sempre detto che sarebbe stato possibile farla, tuttavia, con i dovuti tagli (e la mia personale scaletta la trovate qui).
     Quello che non avrei mai previsto, è esattamente quello che Snyder ha fatto.
     Watchmen è piaciuto praticamente a TUTTI, soprattutto ai fan del fumetto. Com’è possibile? E’ la prima volta che vedo succedere una cosa del genere in vita mia, giuro.
     Semplice: Watchmen – il film – è IDENTICO al fumetto. Ha le stesse inquadrature, le stesse linee di dialogo.
     Di fatto, non è un adattamento, ma la copia pedissequa in movimento. In pratica, la versione cinematografica con attori in carne ed ossa del motion comic (tra l’altro molto bello, procuratevelo).
     Iniziate a capire perchè c’è bisogno di parlare del film e del regista in modo distinto? Perchè il regista principale di questo film non è Snyder, ma Moore.
     Sono sue le inquadrature, sono suoi i movimenti di macchina. La creatività di Snyder compare solo per adattamenti di produzione e in un paio di scene.
     Si badi bene che non è un’offesa o una limitazione al lavoro di Snyder: il lavoro del regista non si ferma certo alla shooting list. Ma di questo parleremo nell’altro paragrafo.
     In poche parole, la sensazione che ho avuto, nei 160 minuti in cui sono rimasto seduto, è stata quella di stare leggendo il fumetto, non di stare guardando il film. Ed è stato stranissimo, perchè non mi era mai successo, e mi ha portato un estraniamento, uno scombussolamento fortissimo. Non potendo quindi giudicare freddamente, sono andato in giro per internet a cercare di capire se questo benedetto film è piaciuto o meno, e ho scoperto che ha messo tutti d’accordo.
     Sono felici i fan del fumetto (la maggior parte, almeno), che hanno incredibilmente accettato i cambiamenti dal fumetto al film. Sono felici persino quelli che del fumetto non ne sapevano nulla, perchè hanno scoperto, con soli 23 anni di ritardo, che si può parlare di eroi mascherati in maniera molto più realistica e intelligente dei film del genere usciti finora. Sono stato colpito dal fatto che persino alcuni dei messaggi originali del fumetto siano passati tranquillamente a schermo.
     Certamente, è una storia tagliata. Come leggere il fumetto saltando alcune pagine. Ci sono cose che proprio non funzionano.
     Ozymandias, per primo, è una macchietta. Nel fumetto rappresenta il superuomo Nietzschiano, l’essere perfetto, forte, intelligente. Qui nulla ce lo fa capire, se non le ripetute battute "tu sei l’uomo più intelligente del mondo". Già a partire dalla scelta dell’attore si capisce che il personaggio non è quello che deve essere. Tolto il suo spessore intellettuale, ciò che rimane nel film sono solo poche battute ad effetto, una porzione di un discorso più ampio (quando comincia a raffrontarsi ad Alessandro il Grande) che però mozzato perde di senso e scopo, e il fatto che sia "il cattivo". Senza una disanima adeguata, Oymandias diventa davvero il cattivo da fumetto che nel film dice di non essere; certo, usa metodi non convenzionali per esserlo, ma lo è comunque.
     Probabilmente proprio per questo motivo, ci sono dei punti chiave in cui la sceneggiatura sembra accelerare all’improvviso, perdendo di ritmo. Rorschach e Nite Owl ricostruiscono troppo velocemente gli avvenimenti: non fanno in tempo a giungere alle conclusioni che già li ritroviamo catapultati in antartide, disorientando pesantemente lo spettatore.
     Il finale modificato l’ho trovato assurdo: non si capisce come possa il Consiglio di Guerra degli Stati Uniti capire cosa è successo veramente (e se lo capissero, dovrebbero sapere che il progetto in questione non era esclusiva di Manhattan, ma realizzato con l’aiuto di Veidt… Dovrebbero quindi ricollegare anche lui, e il suo "piano geniale" dovrebbe cadere banalmente); non c’è motivo per cui pensino che Manhattan abbia compiuto "un atto di malvagità insensato", dato che atti insensati non sono cose da Manhattan e soprattutto che secondo gli studi degli psicologi (se c’erano arrivati quelli di Veidt, mi sembra ovvio che ci siano arrivati anche quelli di Nixon, l’uomo che scampò al Watergate, o no?) egli si stava distaccando sempre di più dagli umani, che considera al pari delle termiti (se mi spiegate per quale motivo Dio vorrebbe far esplodere un termitaio…); infine, non ha senso che le due superpotenze mondiali firmino un armistizio per combattere insieme un potere più grande. Chi vogliono combattere? Dio? Beh, tanti auguri! :asd:
     E veniamo a Rorschach, il personaggio a me più caro, come immagino avrete intuito leggendo il mio blog nel corso degli anni…
     Sono tutti piuttosto soddisfatti di come il personaggio è stato reso.
     Io no.
     E non è perchè sono un talebano, ho troppo a cuore il personaggio, blablabla. No, è un discorso più ampio. La psicologia di Rorschach non è una banalità del genere "infanzia difficile, madre puttana, riformatorio". Tutto questo ne è solo una frazione: potremmo dire che è una predisposizione. Ma la genesi di Rorschach è ben diversa, e la scena di Kitty Genovese, tagliata nel film, ne era parte integrante. Kovacs diventa Rorschach seguendo un percorso articolato su più livelli, l’ultimo dei quali è talmente cupo, crudo e risonante di Verità, che il povero dottor Malcolm Long non solo non riesce a tenersene fuori, ma ne viene risucchiato. Tagliare l’agghiacciante scena della cena con gli amici, è tagliare la psicologia di Rorschach. "Se guardi nell’abisso, anche l’abisso guarda te", questo è il concetto più semplice e potente che ne esce. Rorschach è Rorschach non perchè era un bambino disturbato, con madre prostituta, che è cresciuto in riformatorio, ma perchè ha CAPITO. Ha capito davvero cos’è l’Universo e come funziona. Rorschach possiede le conoscenze di Manhattan, ma non ha la sua mente quantistica e il suo distaccamento extra-umano. La morale di Rorschach segue le regole di un potere più grande. Per questo non può arrendersi, non può cedere, non può scendere a compromessi, nemmeno volendo. Per questo deve morire, nonostante possa scegliere di farlo da Kovacs, quindi da essere umano.
     Inoltre, ma questa è una mia opinione estetica molto personale, non ho capito per quale motivo la scena in cui uccide il pedofilo è stata modificata togliendo il rogo… Trovo molto più poetiche, toccanti ed evocative le fiamme purificatrici, dei violenti colpi di mannaia che si risolvono in una scena piuttosto splatter che di poetico non ha poi molto.
     Anche le musiche sono state al centro di diverse discussione, e queste sì hanno davvero diviso i fan, molto più dei cambi di sceneggiatura e regia. In breve, personalmente condivido il parere di chi pensa che sarebbero state più adatte musiche di ambientazione, piuttosto che colonne sonore. Alcune sono prese pari pari dalle citazioni presenti anche nel fumetto, come "The times they are a-changing" o "All along the watchtower", altre sono scelte da Snyder ma si adattano piuttosto bene ("Sound of Silence" nella scena del funerale), altre invece le ho trovate fuoriluogo. Una in particolare mi ha dato un fastidio tremendo. E’ "Allelujah" nella versione di Leonard Cohen, messa sulla scena di sesso tra Nite Owl e Silk Spectre. Mancava davvero uno stacco su il tappo di una bottiglia di spumante che salta, o il lancio di un missile, per far sembrare la scena tratta da Una pallottola spuntata. Nella mia arroganza, non credo che Moore avrebbe gradito, e io di sicuro non l’ho fatto. E’ stata l’unica scena che mi ha violentemente sbalzato fuori dal film. In effetti, sulla scelta delle musiche di Snyder avevo già avuto alcune riserve in 300.
     Bravi tutti gli attori, eccezion fatta forse per Ozymandias, ma difficile capirlo davvero, dato che manca così tanto di quel personaggio da indurre a credere che l’attore avesse poco materiale su cui lavorare. Un grande Rorschach, un degno Manhattan, un Nite Owl sufficiente (un po’ troppo in forma, più che altro), una Silk Spectre privata di rabbia e rancore, ma gnocca all’ennesima potenza.
     Ecco, un’altra mancanza che ho sentito guardando il film: la rabbia. Anche quando urlano, i personaggi del film sono tutti troppo calmi, troppo pacati. Manca l’irruenza umana che affiora dal fumetto, li avrebbe resi ancora più reali.

     Questi sono secondo me i difetti della trasposizione… Non mi hanno dato fastidio gli stop&go tipici, finora, della regia di Snyder, e non ho trovato errori grossolani. Si vede che tutto è stato realizzato con molta cura e soprattutto tanto amore e rispetto per la graphic novel. E’ forse questo rispetto religioso e il terrore di essere linciato dai fan che hanno portato Snyder a fare il film tale e quale al fumetto.
     Vedremo come andrà al botteghino, ma di certo Snyder ci ha mostrato un nuovo modo di fare una trasposizione cinematografica senza far incazzare la maggior parte dei fan. Non è poco.

ZACK SNYDER

     Dov’è Snyder? Non c’è. Non come regista.
     La mano del produttore c’è, si vede bene, e va onorata da qui all’eternità, perchè Snyder è riuscito con pieno successo dove Terry Gilliam non ha nemmeno provato. La ricostruzione del fumetto è religiosamente perfetta, degna di un monaco amanuense. Dalla scenografia alla fotografia, dai costumi al trucco, siamo nel mondo di Watchmen, e non c’è alcun dubbio su questo. Snyder ci prende per mano e ci immerge fino al collo nella folle cronistoria di Moore, deliziandoci con dettagli e tocchi di classe degni del fumetto.
     Ci regala i titoli di testa più belli mai realizzati, un capolavoro non solo per realizzazione tecnica, ma anche e soprattutto perchè riescono, in un gioiello di scrittura sintetica, a raccontarci le tante sottotrame della graphic novel in pochi minuti.
     Ma poi basta, tutto finisce qui, perchè Snyder si lascia cadere e pone assoluta fiducia nel fatto che dietro di lui ci sia Alan Moore a prenderlo al volo prima che tocchi terra. Snyder non si cruccia nemmeno mezzo secondo: è certo che la soprannaturale attualità di un fumetto scritto 23 anni fa basti a tenere tutto insieme.
     La sua è una doppia scommessa, perchè non solo pensa che Watchmen sia attualissimo a distanza di tutto questo tempo, ma dà per scontato che sia anche intermediale, che non abbia bisogno praticamente mai di un adattamento cinematografico.
     Snyder ha preso pari pari contenuti e inquadrature della graphic novel e le ha realizzate.
     Inutile dire che la sua fiducia sia stata riposta degnamente, e che abbia vinto tutte le scommesse che ha fatto.
     Ma tecnicamente, moralmente, se vogliamo, è corretta una cosa del genere? Cosa ci dice Watchmen di Zack Snyder regista? Poco e nulla. Deduciamo la sua abilità nel conservare l’originalità di un’opera, ma non c’è una vera applicazione di talento.
     Una delle pochissime inquadrature da lui realizzate ex-novo, per dire, quella in cui Rorschach uccide Grand’uomo, non è nulla di che. Insomma, è davvero difficile dire a voce alta "bravo Snyder, hai dimostrato di essere un grande regista", perchè in realtà non è così: con Watchmen ha dimostrato solo di essere un grande produttore.
Nella foto: Zack Snyder mostra a Dave Gibbons quanto ce l’ha grosso.

 

Altre occasioni in cui ho parlato di Watchmen.

Is it bright where you are?

     Ebbene sì, parliamo ancora di Watchmen, sebbene in via tangenziale.
     Per essere pronti al seguente post, dovreste aver letto Watchmen, anche solo per evitare gli spoiler. Secondariamente, dovreste conoscere la canzone "The beginning is the end is the beginning" degli Smashing Pumpkins. Trattasi di una B-side contenuta nel singolo "The end is the beginning is the end", contenente l’omonimo singolo già colonna sonora dell’orrendo Batman & Robin di Schumacher (il regista, non il pilota).
     Quantomeno, se non riuscite a recuperarla, guardatevi il trailer di Watchmen che la include, ovviamente rimontata. Ah! Speriamo che il film sia stupendo almeno la metà del trailer!

     Perchè parlo di questa canzone? Perchè, riascoltandola, mi sono meravigliato di quanto sia adatta alla storia di Watchmen, e quanto invece poco abbia a condividere con il film per cui è stata scritta. E’ incredibile come alcuni versi si adattino alla perfezione ad alcuni personaggi ed alcune scene. Forse Billy Corgan ha composto il testo proprio con Watchmen in mente, o forse l’essenza delle cose è davvero già scritta nel Tempo, come elucubra Jon Osterman su Marte, e "The beginning is the end is the beginning" non è destinata ad essere la colonna sonora di Batman e Robin, ma del film di Watchmen.

***

Send a heartbeat to
The void that cries through you

"Manda un battito di cuore al vuoto che urla attraverso di te"
Bella metafora per dire di non assuefarsi all’apatia, ma rinnovare le energie e continuare a combattere.
E’ il caso di Dan Dreiberg / Gufo Notturno e Laurie Juspeczyk / Spettro di Seta II. Soprattutto nel primo, è evidente fin dal suo primo incontro (nel fumetto) con Rorschach che c’è un "vuoto che urla attraverso di lui", qualcosa che è stato represso e che adesso scalpita per uscire: è la sua voglia di giustizia, la sua smania di combattere, che condividerà con Laurie.


Relive the pictures that have come to pass

"Dài nuova vita alle immagini che si sono avverate"
La cosa più banale è pensare alla foto di Jon e Janey Slater, una foto di un passato remoto (cioè morto: la vita da umano di Jon) che Jon va a ripescare (riportare alla vita) nelle rovine di Gila Flats per portarsela dietro su Marte e dare così inizio ad uno dei momenti più magici di Watchmen.
Più metafisicamente, è una frase che si adatta perfettamente a tutto il discorso sul Tempo che Jon fa. Il Tempo come immutabile e compatto.


For now we stand alone
The world is lost and blown

"Perchè ora ci ergiamo da soli
il mondo è perso e dischiuso
"
Coloro che si ergono da soli possono essere i vigilanti, nell’accezione generica di Watchmen. Sia i Minutemen negli anni ’40, sia i Crime Busters vent’anni dopo, sia i pochi rimasti dopo il decreto Keene. I vigilanti sono sempre da soli, ad ergersi contro "il mondo perso", che ormai è "dischiuso", quindi non ha più nulla da nascondere. "Tutto il loro sesso e i loro delitti, accumulati come sudiciume, li sommergerà fino alla cintola e tutte le puttane e tutti i politici guarderanno verso l’alto e grideranno: salvaci! E io guarderò verso il basso e sussurrerò: No." E’ ovviamente il più solitario dei vigilanti a parlare di questo: Rorschach.
 

And we are flesh and blood disintegrate
With no more to hate

"E siamo carne e sangue disintegrata
Con più nulla da odiare
"
La prima frase è una delle più magiche, perchè si adatta perfettamente sia all’immagine finale dell’"alieno" teletrasportato su New York, sia alla genesi del Dr. Manhattan, sia al sogno di Dan. La continua e ossessiva paura delle esplosioni atomiche, quella fobia assoluta tipica della guerra fredda che tanto bene è raccontata in Watchmen, è un tema ricorrente, accompagnato appunto da corpi che esplodono in "carne e sangue disintegrata".
Dopo il decreto Keene, non rimane più nulla da odiare, ai vigilanti. "Cos’è successo al sogno americano?" chiede l’ingenuo Gufo Notturno al disilluso Comico; "si è avverato. Ce l’hai davanti" commenta questo,sarcastico.
Insieme alle precedenti due righe, insomma, abbiamo il perfetto ritratto della figura malinconica e disillusa dei vigilanti di Watchmen.


Is it bright where you are
Have the people changed
Does it make you happy you’re so strange

"risplende lì dove ti trovi?
Sono cambiate le persone?
Ti rende felice? Sei così strano
"
Ho pensato subito all’addio di Jon. Jon lascia la galassia "per una meno complicata" e dice anche che forse creerà la Vita altrove. Questi versi sembrano quasi le domande di un ipotetico Ozymandias a Jon, anni dopo, per sapere se Jon è riuscito a creare degli uomini migliori di quelli presenti sulla Terra.
Una seconda interpretazione potrebbe vedere un virtuale narratore esterno che interroga Ozymandias sulle sue azioni in Watchmen, e gli chiede se, con il senno di poi, è felice di ciò che ha fatto, se davvero è riuscito -almeno secondo lui- a creare un mondo migliore, un "mondo più forte d’amore in cui morire".


And in your darkest hour
I hold secrets flame
We can watch the world devoured in its pain

"E nella tua ora più buia
Sono io che detengo le segrete fiamme
Possiamo guardare il mondo divorato nel suo dolore
"
C’è poco da spiegare qui, i versi parlano da soli.
L’ora più buia è chiaramente l’epilogo della storia, ciò che avviene a New York.
Le fiamme segrete, o meno poeticamente IL segreto su ciò che è successo si sa che è in mano a quello sparuto gruppo di vigilanti determinati a scoprire la verità. Eppure, davanti ad essa, anche loro possono solo guardare, attraverso gli schermi di Ozymandias, il mondo divorato dal suo dolore.


Delivered from the blast
The last of a line of lasts

"Consegnato da uno scoppio, l’ultimo di una stirpe di ultimi"
Linea criptica già di per sé, è difficoltoso trovare elementi in comune con Watchmen. La prima parte sembrerebbe riferirsi all’Universo, nato appunto da uno scoppio (il Big Bang), ma è la seconda parte ad allinearsi allo spirito malinconico e disilluso di Watchmen: l’Universo nasce, ed è il più giovane di una serie di universi fallimentari.
Che altro? Potrebbe riferirsi alla nascita del Dr. Manhattan, avvenuta in uno scoppio di fulmini e raggi ultravioletti; oppure al "nuovo mondo" di Veidt, anch’esso nasce da uno scoppio. Per lo più, il suo tenue equilibrio rischia di essere rotto dal diario di Rorschach… In quel caso sarebbe proprio l’ultimo mondo in una serie di fallimenti.


The pale princess of a palace cracked

"La pallida principessa di un palazzo incrinato"
Un’immagine vale più di mille parole:


And now the kingdom comes
Crashing down undone

"E ora arriva il regno
rompendosi in mille pezzi
"
Il regno è il nuovo mondo di Veidt, ma è un verso che si può leggere in due modi: il regno che nasce dai pezzi rotti del vecchio mondo (o di New York), oppure il regno che è destinato a cadere a pezzi in breve tempo, perchè costruito su fondamenta folli.


And I am a master of a nothing place
Of recoil and grace

"E sono il maestro di nessun posto
della ripercussione e della grazia
"
La prima parte mi ha subito riportato alla memoria le definizioni che Rorschach e il Comico dànno all’ipotetico futuro di Adrian Veidt, ovvero, rispettivamente: "il cadavere più intelligente dell’obitorio" e "l’uomo più intelligente su un cumulo di cenere". Adrian è di fatto l’artefice di un piano che non potrà mai diffondere, di cui non potrà mai palesarsi il creatore, che quindi nessuno mai gli accrediterà e riconoscerà. L’aver calcolato le ripercussioni del suo piano e la grazia con cui l’ha messo in atto, automaticamente, diventano le sue doti da Maestro.

 

Time has stopped before us
The sky cannot ignore us
No one can separate us
For we are all that is left
The echo bounces off me
The shadow lost beside me
There’s no more need to pretend
Cause now I can begin again

"Il tempo si è fermato davanti a noi
Il cielo non può ignorarci
Nessuno può separarci
Perchè siamo tutto ciò che è rimasto
L’eco rimbalza via da me
L’ombra persa al mio fianco
Non c’è più bisogno di fingere
Perchè adesso posso cominciare di nuovo.
"
Il bridge è piuttosto criptico, soprattutto perchè è difficile capire a chi si riferisce il pronome "noi". L’ipotesi più ovvia è l’unico vero "noi", ovvero l’unica coppia di Watchmen: Dan e Laurie. Ma se alcuni versi si adattano loro a pennello ("nessuno può separarci / perchè siamo tutto ciò che è rimasto": ciò che è rimasto di umano in un gruppo di persone venute a contatto con una terribile e cinica verità); altri sembrano più adatti a Veidt, sposato con la sua idea di Utopia e la sua sfida agli dèi (soprattutto "il cielo non può ignorarci" ricorda molto la citazione dall’Ozymandias di Percy Bysshe Shelley: "Il mio nome è Ozymandias, re tra i re. Ammirate la mia opera, o potenti, e disperate!"); altri invece sono chiare evocazioni emotive molto poetiche ma poco catalogabili.
Ambigue anche le ultime due: colui che non ha più bisogno di fingere potrebbe essere Walter Kovacs, che decide poco prima di fare la fine che fa di morire come Kovacs e non come Rorschach, rendendo di fatto "Rorschach" immortale, ma contemporaneamente ammettendo che il "morbido" Kovacs non era mai morto, ma solo nascosto sotto i panni di Rorschach.
Può cominciare di nuovo lui, ovunque si vada dopo la morte, ma soprattutto può ricominciare di nuovo la Terra, con il piano di pace di Veidt. Possono ricominciare di nuovo Dan e Laurie, assumendo false identità e andando a vivere altrove. Può ricominciare Jon, andando in un’altra galassia a creare la vita.
La fine di Watchmen, è chiaro, è un nuovo inizio.
L’inizio, è la fine, è l’inizio.

Watchmen – la mia scaletta

     Ho un rapporto particolare con mr. Moore e soprattutto la sua creazione più magnifica, ovvero Watchmen.
     Se non sapete cos’è Watchmen, non ve lo starò a spiegare, cliccate qui e bon.

     Si è parlato tante volte di un adattamento cinematografico di Watchmen, negli anni. Sono state scritte almeno tre sceneggiature diverse (una in particolare, che ho letto, davvero imbarazzante), e sono stati fatti nomi altisonanti, come quello di Terry Gilliam, che a tavolino con Alan Moore decise che non era possibile realizzare un film su Watchmen.
     Dopo una dichiarazione così cristallina di uno dei più visionari amanti dell’azzardo nel campo della regia cinematografica, tutto il mondo chinò la testa e si dichiarò d’accordo con il vecchio Terry.
     Non conosco nessuno, nel mio piccolo, che abbia letto Watchmen e abbia detto che è possibile farne un film. Capisco le loro ragioni. Watchmen non è solo una storiella, e non è nemmeno una storiella intrecciata con altre decine di sottotrame. Le interpretazioni e i significati di quest’opera trascendono generi e media. Il fumetto è il mezzo perfetto per raccontare Watchmen, lo ha detto Moore e siamo tutti d’accordo.
     Ma questo non significa affatto che non è possibile scrivere un adattamento che riporti oltre alla storia anche alcuni dei messaggi più importanti.

     Ho letto Watchmen un paio di anni fa, riletto ormai decine di volte. Lo riapro e lo risfoglio praticamente ogni giorno. Mi sono travestito da Rorschach per il Lucca comics dello scorso anno, lo rifarò anche quest’anno. Capite che tipo di rapporto ho con questa graphic novel. Ma fin dalle prime riletture, mi sono convinto della possibilità di realizzare una scaletta decente per un film di Watchmen, così l’ho scritta.

     E’ storia recente che un’ennesima versione rimaneggiata di una sceneggiatura sia stata assegnata a Zack Snyder, giovanissimo regista salito alla ribalta con il remake de "L’alba dei morti viventi", ma diventato interplanetariamente famoso con "300". La sua versione di Watchmen arriverà nelle sale di tutto il mondo il 6 marzo 2009 (il giorno del mio compleanno, e poi mi dicono che i segni premonitori non esistono, tsè), un trailer circola già da qualche mese, e migliaia (milioni?) di fan in tutto il mondo rimangono con il fiato sospeso, pregando ognuno la propria divinità preferita che non sia stato fatto un lavoro approssimativo e che i messaggi della graphic novels non siano stati travisati o trascurati.
     Non so che pensare di questo trailer… La stupenda versione ballad di "The beginning is the end" degli Smashing Pumpkins vecchia maniera mi confonde i sensi e mi fa sembrare tutto bello… Ma ci son delle cose che non mi son piaciute, prima fra tutti la CGI, che sembra di seconda categoria, figlia di un budget ridotto. Poi Ozymandias, l’archetipo Nietzschiano del superuomo, interpretato da un inglesino mingherlino pallidino.

     Insomma, la frittata è fatta, perchè il film è pronto ed uscirà a breve. Io però ho scritto la scaletta della mia versione. Magari sarà divertente confrontarle, a marzo.

     La potete scaricare in formato .pdf dalla pagina dei Racconti e Lavori vari, o direttamente cliccando qui. Sono 70 scene divise in 8 pagine. Una mia stima approssimativa della durata di un film tratto da questa scaletta è di 140-160 minuti circa. Meno di tre ore, non mi pare malaccio. Hanno fatto kolossal con storie molto più brutte e noiose di Watchmen che superano i 180 minuti, e il pubblico moderno è ormai capace di rimanere in sala così a lungo.

     I miei tagli :

  • Tutte le "storie del vascello nero".
    Scelta difficile ma necessaria. La tecnica del meta-fumetto (un fumetto dentro il fumetto) è enormemente efficace in Watchmen, soprattutto perchè si tratta della metafora riassuntiva di tutta la storia e i messaggi dei personaggi e della storia. Il naufrago protagonista è alternativamente metafora della cieca determinazione di Rorschach, dell’evoluzione del personaggio di Gufo Notturno, del sogno di Ozymandias, e tanto altro ancora.
    Ma, molto semplicemente, non è direttamente attinente alla trama principale. Si tratta di una sottotrama lunga e complessa da integrare nella sceneggiatura, da girare e da montare. Un sacco di tempo e soldi buttati in un qualcosa che rischia decisamente di perdere la sua potenza originale. Per questo ho deciso di rimuoverla completamente.
    Il bello, però, è che Zack Snyder non la pensa affatto così. Infatti ha dichiarato che "Le storie del vascello nero" saranno presenti nella sua versione di Watchmen.
    A marzo vedremo chi ha avuto la migliore pensata.
     
  • Gran parte della vita privata del Dr. Malcolm.
    Nel fumetto, vediamo come la storia di Rorschach disilluda il pasciuto dottore e cambi drasticamente il suo modo di vedere il mondo. Entrare nella sua vita privata ci fa capire la portata e la potenza della mente di Rorschach, quanto le sue convinzioni morali siano profonde e radicali.
    Ma anche qui, abbiamo lo stesso problema del vascello: divaghiamo troppo dalla storia principale. Ho quindi tagliato tutte le scene di vita privata del Dottore, ad eccezione della cena con i due amici.
     
  • Tutti i close-up sui Minutemen.
    Le vite e i destini del primo Gufo Notturno e Spettro di Seta, Giustizia Mascherata, Capitan Metropolis, Silhouette, Dollar Bill e Mothman contribuiscono nel fumetto a creare l’enorme spessore dell’ambientazione, i retroscena dell’integrazione degli eroi mascherati nel mondo, il decreto Keene e tante altre cose, ma raccontare tutto questo in maniera degna prenderebbe un’altra ora.
    Nella mia scaletta, quindi, dei minutemen si fanno cenni continui ma se ne parla sempre indirettamente. Ho salvato solo un paio di scene tra Dan e Holly Mason, un altro paio tra Laurie e sua madre, e ovviamente i flashback incentrati sul Comico.
     
  • I close-up sugli autori dell’"alieno".
    Niente comparsate quindi per lo scrittore Shea, la disegnatrice Manish e gli altri autori dell’"essere da un’altra dimensione". Anche in questo caso, avremmo solo tolto prezioso tempo alla linea narrativa principale. Ho rimesso il racconto del loro fato nella bocca dello stesso Veidt.

     Dubbi, commenti, suggerimenti e infamie sono ampiamente benvenuti, come al solito.

the uneasy blot

Viviamo come capita, in mancanza di meglio. Poi escogitiamo giustificazioni. Nati dall’oblìo. Facciamo figli destinati all’inferno come noi. Torniamo nell’oblìo.

Non c’è altro.

La vita è dettata dal caso. Non segue schemi, tranne quelli che ci troviamo noi dopo averla fissata troppo a lungo. Nessun senso tranne quello che decidiamo di imporle.
   
Questo mondo alla deriva non è plasmato da vaghe entità metafisiche. Non è Dio che uccide i suoi figli. Non è il Fato che li massacra o il Destino che li getta ai cani.

Siamo noi. Solo noi.

Rorschach

"
    … E faccio una faccia che posso sopportare di guardare allo specchio.
    [...]
    Rimango alla luce del fuoco, sudato. Macchia di sangue sul petto, come la mappa di un nuovo, feroce continente.
    Mi sento puro. Sento un pianeta oscuro girare sotto di me e so quello che sanno i gatti quando urlano come neonati nella notte.
    Guardo il cielo attraverso il fumo greve di grasso umano e Dio non c’è. Buio e freddo, soffocante, senza fine e noi siamo soli.
    Viviamo come capita, in mancanza di meglio. Poi escogitiamo giustificazioni.
    Nati dall’oblìo. Facciamo figli destinati all’inferno come noi. Torniamo nell’oblìo.

    Non c’è altro.

    La vita è dettata dal caso. Non segue schemi, tranne quelli che ci troviamo noi dopo averla fissata troppo a lungo.
    Nessun senso tranne quello che decidiamo di imporle.
   
    Questo mondo alla deriva non è plasmato da vaghe entità metafisiche. Non è Dio che uccide i suoi figli. Non è il Fato che li massacra o il Destino che li getta ai cani.
    Siamo noi. Solo noi.

    Le strade puzzano di fuoco. Il vuoto mi soffia freddo sul cuore, trasformando le illusioni in ghiaccio, frantumandole.
    Rinasco, libero di scarabocchiare il mio disegno su questo mondo eticamente vuoto.

    Sono Rorschach.

"
Alan Moore, Watchmen, 1986. Volume 6, tavola 26.